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Fabio Giacomini firma con la factory internazionale Hurricane Surf

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Il progetto professionale più ambizioso di dell’artigiano italiano è stata probabilmente la decisione nel 2005 di “emigrare” in Sudafrica per cercare di svolgere il suo lavoro come shaper internazionale, cioè creare dei modelli di tavole per grandi aziende con distribuzione nel mercato globale e di dedicarsi alla ricerca e sviluppo, lavorando a stretto contatto con pro surfers. Così Giacomini partì, consapevole che in Italia non sarebbe mai potuto arrivare a tale traguardo. Grandi aziende di surfboards non sono ancora presenti nel nostro territorio ed il primo surfer professionista Italiano è entrato nel tour WSL solo quest’anno. Ben 12 anni dopo la sua partenza per Durban.

Proprio poche settimane fa la notizia della firma di un contratto con Hurricane Surf, che lo legherà per i prossimi due anni come shaper ufficiale dell’azienda Sudafricana. Giacomini progetterà e sagomerà per questa azienda, con cui già collabora da 3 anni, alcuni modelli di tavole per tutti i tipi di onde e condizioni. Hurricane si occuperà poi della vendita e distribuzione, attraverso i propri canali che sono: la sede di Durban, la filiale ad Hossegor in Francia ed attraverso i suoi distributori nei vari continenti.

Nel team Hurrican ci sono ben 3 atleti professionisti che gareggiano nel circuito WSL: forse il più conosciuto in Italia è Grant TWIG Baker, il quale ha vinto quest’anno il mondiale big wave riding.
Questa nuova collocazione non allontanerà lo shaper dal surfing Italiano e continuerà a supportare in tutti i modi la crescita di questo sport, come lo ha fatto sin dal 1980, uno sport in cui ha sempre creduto, Giacomini è parte della storia del surfing italiano.

Il primo modello Hurricane ideato l’ha nominato “THE ITALIAN STALLION“, un soprannome che Grant gli ha dato qualche tempo fa, mentre il cavallo invece ricorda la produzione limitata di tavole che fece nel 2006 per una famosa casa automobilistica. Anche i prossimi modelli che disegnerà per Hurricane avranno sempre dei riferimenti all’Italia, che vuol essere un contributo personale “proudly italian” per testimoniare al surfing mondiale che l’Italia c’è, non solo ad alti livelli in acqua ma anche nella progettazione di top performance surfboards.
Il risultato ottenuto da Giacomini è davvero difficile da raggiungere per qualunque shaper, essendo lui l’unico per l’Italia la notizia merita di essere condivisa con tutta la surf community nostrana.
Il rapporto tecnico tavola/prestazione è tutt’ora un anello mancante per molti atleti italiani sia di surfing sia di sup, quasi tutti non sono dei professionisti e quindi lontani dalle competizioni mondiali, E’ proprio l’ambiente professionistico, infatti, che contribuisce a dare maggiori conoscenze tecniche all’atleta.
Ci auguriamo che tali considerazioni siano valutate anche dalla neonata Surfing FISW, la federazione che in pochi mesi ha già rivoluzionato, in meglio, l’organizzazione dei contest nazionali italiani.

Per un surf migliore, per un artigianato nostrano ai massimi livelli internazionali.

 

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