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Follow the Swell: surfing the Red Zone

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Photo: Emma Pirastru (@emmapiras_)

In base al Dpcm del 3 novembre 2020 e alle successive Ordinanze del Ministro della Salute la Toscana rientra ancora nell’Area Rossa, ossia quella nel peggiore fra i tre scenari di rischio individuati dal governo.

Salvo reali e documentati motivi di necessità all’interno dell’area rossa è vietato ogni sorta di spostamento, sia nello stesso comune sia verso comuni limitrofi.
Sorvolando sul fatto che assistere ad una scaduta perfetta senza poter raggiungere il mare possa creare reali motivi di salute nel surfista italico, queste misure restrittive hanno creato non poche polemiche tra i praticanti di sport individuali in mare, ma per ragioni molto più serie.

Mentre in alcune città italiane abbiamo assistito a numerosi assembramenti per motivi più o meno futili, dovuti sia alla riapertura di alcuni negozi sia a motivi trascurabili come la commemorazione di Maradona, la scorsa settimana la polizia provinciale in uno spot toscano ha fatto uscire dall’acqua alcuni surfisti dicendo loro che questo non era permesso.

Capirete dunque che certe differenze di trattamento, aggravate oltretutto dalla constatata  dimostrazione della totale sicurezza di uno sport individuale come il surf da onda, che per ovvie ragioni di praticabilità garantisce il giusto distanziamento sociale, possano innescare rabbia e frustrazione tra tutti noi praticanti.

Vogliamo quindi pretendere, in rappresentanza della comunità surfistica italiana, un trattamento equo nella pratica del nostro sport, individuale e sicuro, che purtroppo ancora oggi data la scarsa cultura di alcune persone non viene riconosciuto universalmente come sport, nonostante sia divenuto addirittura olimpico.
#surfingisnotacrime

E prima di raccontarvi la storia di un bellissimo swell da scirocco, documentata dagli scatti di Emma Pirastru, vogliamo sottolineare il fatto che non siamo degli anarchici o insurrezionalisti, ma semplicemente vogliamo far valere dei nostri sacrosanti diritti rispettando le misure di prevenzione introdotte dal governo.
A tal proposito ricordiamo la f.a.q. che più ci riguarda, aggiungendo che alcuni ragazzi che vedete in questo report hanno percorso une lunga distanza a piedi da casa allo spot, con tavola sottobraccio e zaino in spalla, per non violare il dpcm….il quale recita:

È consentito fare attività motoria?
L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossare dispositivi di protezione individuale. Sono sempre vietati gli assembramenti.”

W il surf a Km 0

Surfers: GIORDANO D’ECCLESIIS, SIMONE MARTINI, MANUEL BERTINI, FILIPPO CATINELLI, MICHELE RINALDI, FEDERICO LEGGIERI

Quella che sabato 28 ha interessato la Sardegna e successivamente il Tirreno non è stata una perturbazione convenzionale. A confermarcelo non sono solamente i quasi 500 mm di pioggia caduti in poche ore nell’isola o i tre morti annegati nel fango in Barbagia, ma ce lo conferma anche una traiettoria insolita del ciclone mediterraneo in oggetto.

Un profondo centro di bassa pressione ha attraversato il canale di Sardegna raggiungendo il valore minimo di pressione di 997 hPa la sera del 28. I forti venti associati a tale ciclone mediterraneo, ruotando violenti attorno al centro di bassa pressione, hanno dato vita ad uno swell consistente sui canali delle isole e sul mar Tirreno. Questo moto ondoso ben formato ha percorso centinaia di km prima di raggiungere le coste della Toscana, dove ad attenderlo, vista la dinamica meteorologica che ha posizionato lontano “l’occhio della tempesta“, c’erano dei freschi venti perfettamente perpendicolari alla linea di costa, ossia off-shore.

L’incontro di tali ingredienti meteorologici, dosati perfettamente nelle prime ore del mattino di domenica 29 novembre, ha dato vita alle onde che potete vedere in questi scatti realizzati da Emma in uno spot poco conosciuto della Toscana, che desideriamo resti ancora in tale anonimato.
L’energia di questo swell periodo 9 è stata talmente elevata da permettergli di “bucare” l’ostacolo orografico dell’isola d’Elba e l’imbuto con la Corsica, consentendo così alle onde, piccole e distese, di raggiungere da S-SE anche diverse secche esposte della Liguria.

 

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