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Fulgur Mula il test della eMTB con motore Polini E-P3 MX

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La prova approfondita della Fulgur Mula, eMTB del piccolo marchio lombardo, equipaggiata con il motore Polini E-P3 MX. Vi abbiamo già presentato il test della versione muscolare, quella Roccia Limited utilizzata durante quasi tutti i tour estivi, oltre a essere il mezzo d’assaldto di Matteo Berta e Simone Pelissero – team Fulgur Factory – in questa anomala stagione agonistica. Arriva ora il momento di presentare la due ruote off-road a pedalata assistita.

Fulgur Mula - bici
Fulgur Mula con Polini E-P3 MX

La casa brianzola ha le competizioni nel DNA, ogni dettaglio è pensato e inserito per migliorare le prestazioni delle loro due ruote, ne esce così un mezzo molto curato sia esteticamente sia nei contenuti.

Fulgur Mula: come è fatta

Questa Mula si presenta con un telaio full carbon, ammortizzatore e forcella di casa Ohlins, freni Formula Cura, ruote con cerchi DRC e mozzi Damil, che vengono pretensionate direttamente in casa Fulgur sulle specifiche del cliente.

Fulgur Mula - pinza frenoGeometrie

Come già detto, questa Fulgur una bici pensata per le gare, con angolo sterzo da 64° e un reach da 450 mm nella taglia M (430 mm per S e 465 mm per L) per garantisce al biker una posizione distesa per avere la maggior possibilità di movimento. Il carro posteriore è leggermente più lungo rispetto agli standard a cui siamo abituati, 458 mm, una filosofia progettuale che dona più stabilità e riduce la possibilità di ribaltamento anche sulle salite più ripide. L’interasse è di 1.248 mm in taglia M (1.228 e 1.268 per S e M). Altre misure fondamentali sono l’angolo sella di 75,5°, l’altezza del movimento centrale di 345 mm (drop di 20 mm), e l’offset della forcella di 44 mm.

La scelta per il diametro ruote è un mix – noto come “mullet” – che negli ultimi mesi piace molto alle case costruttrici, ovvero ruota 29er all’anteriore e da 27,5″ al posteriore. Una soluzione con luci e ombre che analizzeremo più avanti.

La prova

Fulgur Mula - action 01La prima cosa che balza all’occhio è la forma po’ bombata del tubo obliquo, che lo fa assomigliare molto ad un serbatoio da moto. La posizione in sella è ottimale, l’anteriore relativamente basso permette un buon agio nella scelta dell’impostazione del manubrio, garantendo così un’ampia personalizzazione di un elemento fondamentale per trovare un giusto feeling.

Questo aspetto permette di mantenere una ottimale posizione in sella, garantendo così una pedalata corretta e dando la possibilità di sfruttare appieno tutti i muscoli del bacino, migliorando la spinta sui pedali e la stabilizzazione della schiena.

Fulgur Mula - ammoQuesto elemento sembrerebbe marginale; parlare di posizione in sella su una eBike appare a prima vista quasi superfluo, ma il pubblico di queste bici diventa sempre più esigente e quindi poter apprezzare al meglio anche l’utilizzo dell Mula nei tratti a gravità positiva è senza dubbio un elemento da tenere in considerazione.

Veniamo però alla domanda più importante: come va in discesa? Le geometrie ben bilanciate, un reach lungo e un carro molto sensibile fanno di questa Mula un’arma perfetta per le discese più complicate. Il carro copia in maniera egregia le asperità permettendo di avere una guida attiva e di lavorare bene su ogni avvallamento, pompando e rilanciando il mezzo anche nei tratti più accidentati. Il maggior interasse del posteriore dona stabilità in ingresso curva e nella loro conduzione, mentre la ruota da 27,5″ garantisce una maggiore agilità in uscita.

Fulgur Mula - sterzoDiametri ruota differenziati

È una scelta che non mi convince fino in fondo su questo tipo di mezzo. In salita la ruota posteriore da 27,5″ regala dei vantaggi al di sotto dei 7/8 km/h, dove la maggiore agilità garantisce una pedalata più redditizia, ma con una bici elettrica e soprattutto con questo motore, raramente saremo a velocità così basse, quindi probabilmente una ruota da 29″ avrebbe potuto amplificare il rendimento del Polini.

In discesa questa soluzione potrà aiutare i biker meno evoluti, permettendo di chiudere più facilmente le curve anche a basse velocità, ma personalmente continuo a preferire la stabilità e la sensazione di accelerazione che sa dare una ruota di grande diametro. Quella delle due ruote con differente diametro è una scelta che molte case stanno seguendo e che probabilmente ha nella maggior facilità di guida il suo scopo.

Il motore

Fulgur Mula - displayArriviamo invece al cuore di questo mezzo, il nuovo Polini E-P3 MX. Come funziona?
Abbiamo già presentato la scheda tecnica qualche settimana fa (potete leggerne qui), quindi per ogni info vi rimandiamo all’articolo dedicato, parliamo invece del funzionamento di questo motore. Per chi ha posseduto almeno un cinquantino, Polini è sinonimo di upgrade, motori potenti ed elaborazioni.

Questa filosofia aziendale è stata portata anche nel comparto elettrico, questo motore infatti alza l’asticella delle prestazioni. Sono cinque i livelli d’assistenza per utilizzare al meglio i 95 Nm di coppia che fanno di E-P3 MX un motore potente. Vi dico subito che durante le due settimane di test ho utilizzato l’assistenza maggiore solo in due occasioni, su rampe quasi impossibili.

Quando pedalavo sulle gippabili al di sopra del 10% di pendenza, già con con il quarto livello il motore staccava perché venivano superati i 25 km/h, una bomba! Grande potenza spesso significa anche spinta brutale, invece questo Polini anche sulle erte più tecniche e ripide non strappa permettendo di controllare bene la guida.

Dal punto di vista dell’affidabilità possiamo dire che il motore da noi utilizzato è lo stesso che ha corso due EWS con Matteo Baruffi (vincendo la E-EWS 100 di Pietra Ligure) e diverse prove del campionato italiano FMI con Passeri, situazioni in cui è stato certamente strapazzato, senza mostrare segni di cedimento.

Conclusioni

Fulgur Mula - action 02Questa Fulgur Mula è mezzo interessante, con una buona posizione in sella e un’ampia possibilità di personalizzarla. La sensibilità del carro garantisce la stabilità anche nelle condizioni più accidentate, mentre il motore sembra non aver mai fine. La configurazione “mullet” 29″/27,5″ è invece una soluzione che non mi convince fino in fondo, agevola probabilmente i biker meno esperti, ma perde qualche cosa in velocità pura.

Tirando le somme, la Fulgur Mula è certamente un mezzo curato in ogni dettaglio, che può inoltre essere personalizzato dal cliente sia per quel che riguarda la livrea che gli allestimenti. Sono due i modelli presentati, la versione in esame costa 8.900 euro, mentre il modello entry che monta forcella e sospensioni Suntour e mozzi SRAM invece dei Damil costa al pubblico 6.260 euro.

Info: Fulgur Cycles

[test, foto, video: Marco Tagliaferri]

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