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Le mountain bike sono troppo grandi?

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Geometria MTB - cover
Le moderne MTB vanno guidate in posizione bassa e centrale per liberarne tutte le potenzialità - foto: Jérémie Reuiller

La tendenza della geometria “bassa, lunga e aperta” ha creato mountain bike che si guidano in modo fantastico, ma la versatilità e la vestibilità ne hanno sofferto.

Se avete comprato una bici negli ultimi cinque anni, c’è una discreta possibilità che il telaio sia leggermente grande per voi, o che la vostra sella sia troppo avanti, o che il manubrio sia troppo largo. È capitato a tutti, prima o poi, me compreso. Non è colpa vostra, e neppure mia.

Ma dove sta la colpa? Il responsabile principale è facilmente identificabile nel reach, la quota che misura la distanza orizzontale tra la parte superiore del tubo sterzo e la linea verticale immaginaria che corre attraverso l’asse del movimento centrale. Se siete alti e vestite almeno una taglia large, allora potete ritenervi fortunati, finalmente – e sottolineo, finalmente! – le mountain bike stanno proprio a pennello o quasi. Peccato per le misure più piccole.

Ma cosa è successo realmente? Si può rimediare? Se sì, come?

Geometria mountain bike_Transition SBG
La visione globale di Transition spiegata in un’immagine – credito: Transition Bikes

Riassunto delle puntate precedenti

Con l’eccezione di alcune bici da cross country, la tendenza moderna nella geometria delle mountain bike è meglio riassunta in una frase che probabilmente avete letto e riletto ovunque: lunga, bassa e aperta. Questa è la scorciatoia per definire un reach e un interasse più lunghi, non sempre un’altezza inferiore del movimento centrale, e un angolo sterzo decisamente più rilassato. Questa geometria rende le bici più stabili in discesa, in particolare ad alta velocità e su terreni tecnici e accidentati. Ma significa anche che le taglie medie di oggi vestono molto diversamente dalle equivalenti di dieci anni fa.

La tecnologia esiste all’interno di un ciclo di feedback che coinvolge le bici, i ciclisti, e gli stessi sentieri. Con il miglioramento delle sospensioni, e di altri componenti chiave della MTB, i biker hanno pedalato e guidato in modo sempre più aggressivo, ponendo nuove sfide alle bici, che a loro volta sono diventate più capaci. Così gli appassionati si sono spostati su terreni sempre più sfidanti.

È una spirale evolutiva. Il prodotto informa gli utilizzatori, e gli utilizzatori informano lo sviluppo dei sentieri, innestando un ciclo continuo.

Tokyo 2020 XCO - Tom Pidcock - cover
Tom Pidcock sul Sakura Drop del percorso XCO ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 – Foto: SwPix

Pensate ad esempio al famigerato Sakura Drop, uno step down alto poco più di un metro che suo malgrado è diventato parte cruciale del percorso XCO delle Olimpiadi di Tokyo. Anche se c’era una seconda linea – la cosiddetta Chicken Line – meno tecnica, quasi tutti gli atleti in campo maschile e anche molte atlete in quello femminile hanno affrontato il salto in sicurezza (però non ditelo a Mathieu Van der Poel, nda). Solo 10 anni fa, un drop del genere sarebbe stato una caratteristica tipica di un tracciato downhill. E ancora adesso molti enduristi girano attorno a ostacoli del genere… ma questa è un’altra storia.

L’evoluzione nel diametro ruota – da 26 a 29 pollici – ha reso possibile lo sviluppo e l’affermazione della moderna geometria della mountain bike. Nel tentativo di mantenere la necessaria maneggevolezza con le ruote grandi, i designer si sono resi conto che avevano bisogno di aumentare la quota di Trail (che misura la distanza orizzontale tra l’area di contatto dello pneumatico anteriore e il punto in cui il prolungamento dell’asse dello sterzo incontra il terreno) per rendere lo sterzo più stabile e meno nervoso, raggiungendo in parte questo risultato attraverso un angolo sterzo più aperto.

Questi cambiamenti hanno generato nuove sfide per il ‘bike fit’, l’adattabilità della bici al biker. La realtà è solo una: le mountain bike odierne sono più veloci e più sicure. L’attuale approccio progressivo è di fatto “la geometria”, in particolare per le categorie trail ed enduro, le più vendute.

Il rapporto tra Offset e Trail - Geometria mountain bike
Il rapporto tra Offset e Trail – credito: Pinkbike

Come cambiano due bici iconiche

È un bel gioco confrontare la WFO 9, storico modello enduro del precursore del mondo 29er Niner, del 2015 con quella attuale (l’archivio del brand statunitense non va abbastanza indietro per arrivare alla progenitrice di 10 anni fa, peccato). Condividono ovviamente le ruote 29er e il design della sospensione posteriore dual link CVA, che passa da 150 a 170 mm di travel. Cambia tutto il resto: per la taglia M (sempre 16,5”) l’interasse della WFO 9 RDO attuale cresce di 61 mm (poco più del 5%), lo sterzo nell’impostazione High del Flip Chip è più aperto di 1,8° (2,5° per quella Low), il carro si accorcia di 10 mm, il drop del movimento centrale cala di 10 mm, mentre il front centre (da asse movimento centrale a quello della ruota anteriore) si allunga di ben 69 mm (poco oltre il 9%). L’avantreno decisamente più lungo è una parte importante di quello che porta a una sensazione più stabile.

Niner WFO 2015 VS Niner WFO RDO 2022

Geometrie a confronto (Tg. M/16,5″ VS M/16,5″ High): carro 443 – 433 mm; sterzo 66,5° – 64,7°; reach 418 – 457 mm, stack 624 – 626 mm; BB drop 14 – 19 mm; interasse 1.167 – 1.225 mm; angolo sella 73° – 77,7°; front centre 714 – 793 mm.

Specialized Stumpjumper FSR Comp Carbon 29 VS 2012 VS Stumpjumper Comp Carbon 2022

Geometrie a confronto (Tg. M VS S3/M High): carro 450 – 432 mm; sterzo 69° – 65,5°; reach 423 – 455 mm; stack 624 – 618 mm; BB drop 34 mm – 35 mm (altezza BB 338 – 340 mm); interasse 1.148 – 1.200 mm; angolo sella 74,5° – 76,5°; front centre 698 – 770 mm.

Passando alla trail bike per eccellenza, la Specialized Stumpjumper FSR 29, in 10 anni (in questo caso siamo riusciti a tornare abbastanza indietro), il suo interasse è cresciuto di 52 mm e il suo angolo sterzo è diventato più aperto di quattro gradi e mezzo (per il setup High, invece il movimento centrale è rimasto praticamente immutato, 338 VS 340 mm).

Il cambiamento più notevole è nel reach, che è aumentato di 39 mm sulla Niner e di 32 mm sulla Specialized (confrontando la taglia S3 attuale che corrisponde alla media). Dopo sette anni, il reach della taglia M della WFO 9 è più lungo di quello della vecchia XL (gli incrementi per la Stumpjumper sono più contenuti ma comunque importanti). Il cambiamento in questa quota è qualitativamente diverso dalle variazioni in metriche come il Trail e l’avantreno, perché influenza non solo la maneggevolezza ma anche il dimensionamento e la vestibilità della bici.

Geometria mountain bike - Trek Slash 8 27.5 2016
La Trek Slash 27,5″ del 2016, l’ultima con ruote “intermedie” prima dell’avvento delle 29er – credito: Trek Bikes

Formidabili quegli anni… ma anche no!

Ripensando a quegli anni, nessuna delle mountain bike che ho usato e provato era abbastanza grande per me. Sono alto un metro e 83 cm, con gambe molto lunghe, è ho sempre girato su misure L, ma non sinceramente non mi sono trovato mai a mio agio. Infatti, l’ultima bici personale che mi è piaciuta è stata la Trek Slash 9 27,5” del 2016, in taglia XL. A parte il piantone sella lungo in stile extra large (520 mm) che limitava l’abbassamento del telescopico a 150 mm, ma per l’epoca andava bene così. Solo negli ultimi 2-3 anni ho finalmente trovato la pace dei sensi, scendendo alla più naturale large.

Geometria mountain bike - Specialized S-Sizing
L’esperienza di riding guida il dimensionamento delle taglie secondo l’approccio S-Sizing di Specialized – credito: Specialized Bicycles

Se non avete adattato la taglia del telaio con i tempi, c’è una buona possibilità che la vostra mountain bike sia un po’ grande per voi, il che non gioverà né alla vostra guida né al vostro fisico. Angoli sterzo più aperti e avantreni – e Trail – più lunghi offrono più stabilità, ma possono anche causare una fastidiosa perdita d’aderenza della ruota anteriore alle basse velocità, rendendo le salite tecniche più difficili. Se avete a che fare con bici troppo grandi, o non guidate in posizione centrale e ribassata – come richiesto dall’approccio progressivo alla geometria –, questo effetto sarà ancora più accentuato. Gli interasse più lunghi sono perfetti per affrontare sezioni ostiche senza essere sballottati, ma mostrano l’altra faccia della medaglia nelle curve più tortuose rendendo la guida meno intuitiva sulle discese tecniche a bassa velocità.

Ben vengano proposte moderne – come Specialized con il suo S Sizing – che dimensionano la misura secondo il reach e non tanto per l’altezza del piantone sella – una delle tante eredità inutili del ciclismo su strada – permettendo così al biker, soprattutto per lo spettro inferiori delle altezze, di scegliere la misura che veste meglio secondo le proprie necessità. Ancora una volta, questa è un’altra storia, di cui leggerete più avanti.

Continua e finisce nella prossima puntata

Buoni propositi per il nuovo anno ciclistico e come rispettarli

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