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Giro d’Italia d’Epoca, si riparte

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Dopo due anni passati restaurando e lucidando le loro biciclette, finalmente gli appassionati di ciclostoriche potranno tornare a sudare spingendo rapporti impossibili. Molte di questi eventi tornano infatti a popolare il calendario 2022 e in 14 hanno deciso di mettersi sotto il cappello del Giro d’Italia d’Epoca (GIDE per gli appassionati).
Il Giro d’Italia d’Epoca, che ha appena festeggiato i dieci anni (è nato nel 2011), è un ciclo di eventi dedicato al ciclismo d’Epoca. Tappe distribuite lungo il Centro e Nord Italia, che attraverso altrettante ciclostoriche ripercorrono e ripropongono i luoghi e i temi del ciclismo eroico, quello dei campioni intramontabili che hanno scritto pagine gloriose della storia del nostro sport.

Per celebrare questo ritorno alla normalità, gli organizzatori del GIDE hanno organizzato una giornata di festa al Velodromo Vigorelli. Scopo dell’iniziativa, permettere ai partecipanti al Giro d’Italia d’Epoca di potersi incontrare almeno in una occasione e, soprattutto, dare l’opportunità ai tanti appassionati di girare sul parquet del “tempio della bicicletta” con la loro bici storica.
La gallery completa dell’evento è su HLMPHOTO.

Cosa sono le ciclostoriche?

Cominciamo con il dire cosa non sono: non sono gare. Sono “riunioni cicloturistiche per biciclette d’epoca“, eventi nati sulla scia di quella che è considerata la madre di tutte le ciclostoriche, ossia L’Eroica (nata a Gaiole in Chianti nel 1997), dalla quale mutuano regole e caratteristiche. Una su tutte, le biciclette sulle quali pedalare devono essere antecedenti all’87, con cavi freni esterni al telaio e al manubrio, e comandi cambio posti sul tubo obliquo.

Girardengo e Bartali al femminile

Si chiamano Michela e Gioia e di cognome fanno Girardengo e Bartali. Sono la seconda generazione dei due grandi campioni, ma sono soprattutto presidente e vice-presidente del Giro D’Italia d’Epoca. Nessuno, meglio delle due illustri nipoti, avrebbe potuto rappresentare questo progetto legato alla storia del ciclismo, che richiama migliaia di ciclisti, accomunati dallo spirito di amicizia e dalla stessa passione.

Ecco il calendario dell’edizione 2022

foto Martina Folco Zambelli/HLMPHOTO
video Davide Cisterna/DC Drones

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Mi piacciono le biciclette, tutte, e mi piace pedalare. Mi piace ascoltare le belle storie di uomini e di bici, e ogni tanto raccontarne qualcuna. L'amore è nato sulla sabbia, con le biglie di Bitossi e De Vlaeminck ed è maturato sui sentieri del Mottarone in sella a una Specialized Rockhopper, rossa e rigida. Avevo appena cominciato a scrivere di neve quando rimasi folgorato da quelle bici reazionarie con le ruote tassellate, i manubri larghi e i nomi americani. Da quel momento in poi fu solo Mountain Bike, e divenne anche il mio lavoro. Un lavoro bellissimo, che culminò con la direzione di Tutto MTB. A quei tempi era la Bibbia. Dopo un po' di anni la vita e la penna parlarono di altro, ma il cuore rimase sempre sui pedali. Le mountain bike diventarono front, full, in alluminio, in carbonio, le ruote si ingrandirono e le escursioni aumentarono, e io maturavo come loro. Cominciai a frequentare anche l'asfalto, scettico ma curioso. Iscrivendomi alle gare per pedalare senza le auto a fare paura. Poi, finalmente arrivò il Gravel, un meraviglioso dejavu, un tuffo nelle vecchie emozioni. La vita e la penna nel frattempo erano tornate a parlare di pedali: il cerchio si era meravigliosamente chiuso.

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