Foto: Apper Studio
Cinque sezioni, 42 tappe, circa 2.500 chilometri e più di 45.000 metri di dislivello positivo. Il Grand Tour della Catalogna Gravel attraversa il territorio catalano partendo da Barcellona e tornando nella capitale dopo un grande anello tra Mediterraneo, vigneti, pianure, parchi naturali e Pirenei. Un itinerario pensato per essere percorso in bicicletta, con una forte presenza di sterrati, strade secondarie, vie verdi e sentieri
Barcellona è il punto di partenza e anche quello di arrivo. In mezzo ci sono 42 tappe e una successione di paesaggi che cambia radicalmente nel corso del viaggio: il Collserola e Sant Llorenç del Munt, Montserrat e il Penedès, il Delta dell’Ebro, il Priorat, il Montsec, la Val d’Aran, le valli pirenaiche, il Pedraforca, la Cerdanya, la Garrotxa, l’Empordà, Cap de Creus, la Costa Brava, Girona e il Montseny. Il progetto ciclistico del Grand Tour della Catalogna misura complessivamente circa 2.500 km, con un dislivello positivo superiore ai 45.000 metri. Le tappe sono raccolte in cinque sezioni geografiche, ciascuna con caratteristiche precise per fondo, altimetria e paesaggio. Le tracce GPX e le mappe sono disponibili sul sito ufficiale. La componente gravel è importante, anche se il percorso comprende una quantità significativa di asfalto. Ci sono tappe con oltre l’80% di sterrato e altre interamente su strada, come quella tra Puigcerdà e La Pobla de Lillet. La bicicletta ideale deve quindi essere adatta a terreni differenti, dalle piste agricole ai sentieri forestali, fino alle strade di montagna.
Barcellona-Tarragona: 481 km tra Collserola, Montserrat e Penedès



La prima sezione collega Barcellona a Tarragona. Sono 481 km, otto tappe e 8.316 metri di dislivello positivo.
La partenza avviene dalla città. Dopo pochi chilometri il percorso entra nel Parco Naturale della Serra de Collserola, dove le strade urbane lasciano spazio a sterrati e piste immerse nel verde.
La prima tappa, Barcellona-Terrassa, misura 54 km e presenta 1.300 metri di dislivello. Il fondo è composto per il 54% da gravel, per il 35% da asfalto e per l’11% da pista ciclabile o via verde. È una prima giornata già significativa dal punto di vista altimetrico, soprattutto considerando la distanza relativamente contenuta da percorrere.
Da Terrassa il tracciato si dirige verso Sant Llorenç del Munt e quindi verso il Bages. La strada attraversa il Coll d’Estenalles, prima di raggiungere Navàs. Il paesaggio cambia progressivamente: boschi, coltivazioni e vigneti prendono il posto dell’ambiente metropolitano.
Una delle tappe più interessanti dal punto di vista del gravel è la Manresa-Sant Sadurní d’Anoia. Sono 65 km e 1.421 metri di dislivello, con l’82% del percorso su fondo gravel. La giornata porta verso Montserrat e quindi nel Penedès, territorio caratterizzato dalla presenza dei vigneti. La sezione prosegue verso Sitges, El Vendrell e Tarragona. L’ottava tappa, da El Vendrell a Tarragona, misura 83 km e presenta 1.237 metri di dislivello, con il 33% di gravel e il 67% di asfalto. Il punto più alto è il Coll de les Ventoses, a 560 metri, raggiunto dopo una salita di circa otto chilometri. Il percorso passa quindi dal Camí de la Coma, attraversa il territorio del fiume Gaià e raggiunge il monastero di Santes Creus prima dell’arrivo a Tarragona.
Da Tarragona a Lleida: il Delta dell’Ebro e la Via Verde



La seconda sezione misura 418 km in sette tappe e collega Tarragona a Lleida. Il percorso segue il corso dell’Ebro, attraversa il Delta e risale verso l’interno passando per Els Ports, Horta de Sant Joan, il Priorat e il territorio della Via Cistercense. Per chi viaggia in gravel, uno dei passaggi più interessanti è quello nel Delta dell’Ebro. Qui il dislivello lascia spazio a un territorio quasi completamente pianeggiante, attraversato da canali, strade agricole, risaie e zone umide.
La tappa successiva porta verso Horta de Sant Joan e quindi sulla Via Verde della Val de Zafán, ricavata dal tracciato di una vecchia linea ferroviaria. Il fondo è prevalentemente facile e il percorso attraversa il paesaggio delle Terres de l’Ebre seguendo il corso del Canaletes. Viadotti e vecchie infrastrutture ferroviarie accompagnano il passaggio attraverso il territorio di Els Ports. La quarta tappa della sezione, da Horta de Sant Joan a Falset, misura 67 km. Più avanti entra in scena il Priorat, con strade che attraversano un territorio collinare e caratterizzato da vigneti. Il percorso raggiunge poi l’area della Via Cistercense, con il monastero di Poblet, e prosegue verso le pianure di Lleida. L’ultima tappa della sezione collega L’Espluga de Francolí a Lleida per 78 km. Il tracciato passa da Guimerà, attraversa Vallbona de les Monges e raggiunge lo stagno di Ivars i Vila-sana prima di arrivare a Lleida. Per il ciclista è una sezione molto diversa dalla precedente: le lunghe salite della zona di Barcellona lasciano spazio a pianure, piste agricole e vecchie ferrovie, prima del ritorno a un terreno più mosso.
Da Lleida alla Seu d’Urgell: l’ingresso nei Pirenei


Con la terza sezione arrivano le montagne. Da Lleida a La Seu d’Urgell sono 491 km, otto tappe e 11.331 metri di dislivello positivo, il valore più elevato tra le cinque sezioni. La prima tappa, Lleida-Àger, misura 80 km e presenta 1.257 metri di dislivello, con una ripartizione del fondo del 50% gravel, 48% asfalto e 2% pista ciclabile o via verde. Il percorso lascia Lleida seguendo il Segre e la Ruta dels Llacs. Il primo tratto è pianeggiante e attraversa campi e aree fluviali fino a Balaguer. Da qui comincia la salita verso il Montsec e il territorio di Àger. Le tappe successive portano progressivamente verso i Pirenei, passando da La Pobla de Segur, El Pont de Suert e Vielha. La Val d’Aran, le Valls d’Àneu e il Parco Naturale dell’Alt Pirineu rappresentano la parte più impegnativa del viaggio. Salite lunghe, passi di montagna e strade sterrate aumentano progressivamente la difficoltà. La quota diventa un elemento importante dell’itinerario. Uno dei punti più alti dell’intero Grand Tour è la Torreta de l’Orri, a 2.439 metri. La salita arriva dopo il passaggio da Port Ainé. Una volta raggiunta la vetta, il percorso affronta una lunga discesa verso La Seu d’Urgell attraverso sentieri forestali. La discesa alterna fondo più scorrevole e tratti rocciosi. Si passa dal santuario di Sant Joan de l’Erm e dalla valle del fiume Santa Magdalena, con alcuni tratti stretti e tecnici, prima di raggiungere l’Alt Urgell. Questa parte del Grand Tour richiede una preparazione diversa rispetto alle sezioni precedenti: 2.000 metri di quota, lunghe salite e discese su fondo naturale incidono sulla scelta degli pneumatici, sui rapporti e sull’equipaggiamento.
Dalla Seu d’Urgell a Figueres: Cadí, Pedraforca e Cerdanya



La quarta sezione misura 404 km, otto tappe e 8.289 metri di dislivello positivo. Parte da La Seu d’Urgell e attraversa il Cadí, il Pedraforca, la Cerdanya e la Garrotxa prima di raggiungere Figueres. La prima tappa conduce da La Seu d’Urgell a Gósol. Sono 51 km e 1.750 metri di dislivello, con il 26% di gravel e il 74% di asfalto. La salita al Coll de la Trava, a 1.480 metri, misura circa 16 km e presenta 834 metri di dislivello. Dopo il Coll de Bancs il percorso entra nella Vall de la Vansa e lascia l’asfalto per una pista forestale che conduce verso il Coll de Jovell, a 1.793 metri. La discesa porta a Josa de Cadí e quindi a Gósol, ai piedi del Pedraforca. La tappa successiva, Gósol-Bagà, è più breve: 43 km e 841 metri di dislivello, con il 66% di gravel. Il percorso passa dal Coll de Torn, a 1.915 metri, e quindi scende verso Guardiola de Berguedà, dove incontra la Via del Nicolau, una vecchia linea ferroviaria trasformata in pista ciclabile. Il viaggio prosegue verso la Cerdanya. Qui il percorso raggiunge il Coll de Pal, a 2.106 metri, prima di attraversare le aree di La Molina e Masella e scendere verso Puigcerdà. La tappa Puigcerdà-La Pobla de Lillet rappresenta una curiosità dal punto di vista del fondo: 55 km, 1.059 metri di dislivello e 100% asfalto. È l’unica tappa della sezione completamente su strada. Il percorso affronta la Collada de Toses e il Coll de la Creueta, lungo strade di montagna tranquille e panoramiche. Dalla montagna si passa quindi alla Garrotxa, con Camprodon, Beget, Oix e Castellfollit de la Roca. L’itinerario entra nella zona vulcanica della Garrotxa e raggiunge Olot, quindi il lago di Banyoles. L’ultima tappa della sezione, Banyoles-Figueres, misura 54 km, con 806 metri di dislivello e il 63% di gravel. Il percorso passa dal lago di Banyoles, dalla Platja d’Espolla, segue il Fluvià e raggiunge Besalú, prima di entrare nella pianura dell’Empordà e arrivare a Figueres.
Da Figueres a Barcellona: Cap de Creus, Costa Brava e Montseny



Restano 652 km e dieci tappe, con altri 10.504 metri di dislivello. È la sezione più lunga del Grand Tour e riporta progressivamente verso Barcellona. Il primo tratto conduce nel Parco Naturale di Cap de Creus. Da Figueres il percorso raggiunge Port de la Selva passando per l’Albera e il monastero di Sant Pere de Rodes. La salita al monastero misura 8,8 km con 484 metri di dislivello. La strada attraversa il territorio del parco tra ulivi e vigneti. Dal monastero comincia la discesa verso Port de la Selva, con il Mediterraneo che compare progressivamente tra le curve. Il percorso continua verso la Costa Brava, attraversando la pianura del Baix Ter, Ullà, Torroella de Montgrí, Gualta e Ullastret. Da qui raggiunge La Bisbal d’Empordà e Peratallada prima dell’arrivo a Pals. La costa torna protagonista nella parte successiva, con il passaggio da Begur e lungo i tratti che collegano l’Empordà alla Costa Brava. Il Grand Tour raggiunge quindi Tossa de Mar e Girona. A Girona il percorso cambia ancora. Dopo la città, l’itinerario attraversa il territorio rurale e si dirige verso il Montseny, dove le strade forestali prendono il posto dei percorsi costieri. La tappa Sant Celoni-Ametlla del Vallès misura 63 km e presenta 1.200 metri di dislivello, con il 55% del tracciato su gravel, il 41% su asfalto e il 4% su pista ciclabile o via verde. La strada attraversa la Serralada Litoral e scende poi verso la pianura del Vallès Oriental.
L’ultima tappa: ritorno a Barcellona

L’ultima giornata parte dall’Ametlla del Vallès e riporta il percorso verso la capitale catalana. Dopo il passaggio in aree agricole e piccoli centri del Vallès, il Grand Tour segue un tratto del fiume Ripoll e attraversa Ripollet e Cerdanyola del Vallès. Da qui entra nuovamente nella Serra de Collserola, la stessa area verde dalla quale era iniziato il viaggio. Il tratto finale conduce al Passeig de les Aigües, percorso panoramico sul versante del Collserola. Da questa posizione si vede Barcellona dall’alto, con la Sagrada Família, il mare, il porto e Montjuïc. La discesa conduce a Plaça de Karl Marx e quindi alle piste ciclabili urbane che portano a Plaça Catalunya, dove termina il percorso gravel del Grand Tour.
2.500 chilometri, cinque modi diversi di pedalare
Il Grand Tour della Catalogna mette insieme terreni e condizioni molto differenti. Ci sono tappe veloci e prevalentemente pianeggianti, come quelle nelle Terres de l’Ebre; giornate con una forte componente sterrata, come Manresa-Sant Sadurní d’Anoia; salite sopra i 2.000 metri nei Pirenei; discese su fondo naturale; vecchie ferrovie trasformate in vie verdi; strade secondarie di montagna e lunghi tratti asfaltati.
Le percentuali di fondo rendono evidente questa varietà. La prima tappa, Barcellona-Terrassa, è composta per il 54% da gravel; Manresa-Sant Sadurní d’Anoia arriva all’82%; Sort-La Seu d’Urgell, nella sezione pirenaica, ha una forte componente sterrata; Puigcerdà-La Pobla de Lillet è invece interamente asfaltata. Per questo motivo il percorso si presta bene anche a essere suddiviso in più viaggi.
Le cinque sezioni possono essere affrontate separatamente e ciascuna presenta una propria identità ciclistica: la prima è un’introduzione progressiva alle salite e agli sterrati; la seconda alterna pianura e percorsi ferroviari; la terza porta nel terreno alpino; la quarta attraversa alcuni dei passi più impegnativi dei Pirenei orientali; la quinta accompagna dal Cap de Creus a Barcellona passando per Costa Brava, Girona e Montseny. Il sito ufficiale permette di consultare le singole tappe e scaricare le tracce GPX e le mappe, un aspetto particolarmente utile per organizzare il viaggio in autonomia.






Dalla ghiaia del Penedès ai 2.439 metri della Torreta de l’Orri
Guardando il percorso nel suo insieme, il dato più significativo è la varietà del terreno. Si parte dal livello del mare e dall’area metropolitana di Barcellona. Si attraversano vigneti e montagne di media quota, si raggiungono il Delta dell’Ebro e le pianure di Lleida, poi il tracciato sale verso il Montsec e i Pirenei. La Torreta de l’Orri porta il tracciato a 2.439 metri, prima della discesa verso La Seu d’Urgell. Da lì arrivano Cadí, Pedraforca e Cerdanya, quindi la Garrotxa e l’Empordà. Nell’ultima parte il Mediterraneo torna protagonista, prima del rientro nella stessa città dalla quale tutto era partito.
Per chi vuole affrontarlo integralmente, il Grand Tour richiede quindi tempo, preparazione e una bicicletta adeguatamente equipaggiata. Per chi preferisce un progetto più breve, le cinque sezioni offrono altrettante possibilità di viaggio. In entrambi i casi, il punto di forza è la quantità di territorio che si riesce a collegare pedalando: circa 2.500 chilometri, 42 tappe e oltre 45.000 metri di dislivello, con Barcellona come punto di partenza e di arrivo.





