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I surf brand che hanno fatto la storia: Quiksilver

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Poster Quiksilver dei primi anni '90

I marchi che hanno fatto (e fanno) la storia del surf. Come nascono, da dove vengono e cosa rappresentano i più famosi brand.
Di Filippo Pandolfi

QUIKSILVER

Non riesco nemmeno a ricordare quanti anni sono passati dalla prima volta che, entrato in un noto surf shop locale insieme a mia madre, vidi per la prima volta l’enorme logo della “Quik” disseminato ovunque: sui poster, sulle tavole ma soprattutto su quelle t-shirt e felpe così desiderate fin da subito.
È difficile da credere ma il marchio Quiksilver è nato in un garage e la sua è una di quelle incredibili storie di surfisti che sono riusciti a sfruttare la loro capacità e creatività per far progredire il surf e, contemporaneamente, per evitare di trovarsi un lavoro “serio” e avere quindi più tempo da dedicare alle onde.

Un giovane Alan Green

Comincia tutto nel lontano 1968 in un piccolo garage vicino Torquay (località balneare nel Victoria, in Australia) quando un certo Alan Green inizia lavorare alle prime mute di una nascente Rip Curl e nel frattempo sperimenta stivali in pelle di pecora per riscaldare i surfisti delle fredde acque della zona. Grazie ad un prestito di 2.500 dollari da parte di suo padre, Alan comincia a ideare varie soluzioni e design per creare i perfetti boardshort, pantaloncini appositamente concepiti e prodotti per il surf.

Fino a quel momento, i surfisti utilizzavano pantaloncini pesanti ed ingombranti, fastidiosi per la pelle e molto penalizzanti per i movimenti in acqua.
In quel periodo la moglie di Alan, Barbara, sta leggendo un romanzo quando nota la parola “Quicksilver” per descrivere qualcosa di sfuggente, liquido, mercuriale, in rapido mutamento…e pensa che tale parola possa avere qualcosa in comune con ciò che il marito Alan sta cercando di fare con la sua idea. John, socio di Alan, disegna successivamente la cresta dell’onda e la montagna innevata inspirandosi ad un famoso dipinto giapponese (“la grande onda di Kanagawa” di Hokusai): nasce così il marchio Quiksilver.

Nel 1973, dopo vari esperimenti con pezzi di mute, strisce di velcro e bottoni metallici, vede la luce il primo paio di boardshort tecnici per il surf.
Alan si mette in affari con John Law, un altro surfista del posto, e dal 1975 i prodotti Quiksilver iniziano ad essere venduti in tutta l’Australia. Nel 1976 il caso vuole che il surfista campione del mondo Jeff Hakman, vincitore della tappa del tour a Bells Beach, noti i pantaloncini Quiksilver e, in odore di affari, riesca ad accordarsi con Green e Law per portare Quiksilver negli Stati Uniti.

Tornato a casa alle Hawaii, Jeff chiede aiuto all’amico di surf Bob “Buzz” McKnight, filmmaker e studente che sta giusto per laurearsi in economia alla Southern California University: c’è tutto ciò che serve per l’inizio di una grande avventura. Dalla metà degli anni ‘70, partendo da un piccolo ufficio in Newport Beach, California, che serviva anche da magazzino e centro di distribuzione, McKnight e Hakman iniziano a costruire un business basato sul passaparola, la qualità dei prodotti, il servizio ai clienti ed i loro personali, estesi contatti con i surf shop di tutti gli Stati Uniti.

Da lì in poi si susseguono una dopo l’altra una serie di tappe importanti per il brand, che dal 1983 viene distribuito dapprima in Giappone e poi in Europa, Sud America e Asia, venendo inoltre quotato in borsa negli Stati Uniti.
Nel 1988 Quiksilver ingaggia Tom Carroll con il primo contratto da un milione di dollari del mondo del surf.

Nel 1990 nasce Roxy, il marchio di Quiksilver dedicato al mondo femminile, che dopo un inizio difficile diventerà negli anni il punto di riferimento per le ragazze con la passione degli action sports.
Gli affari vanno a gonfie vele per tutti gli anni ‘90 e nel 2004 Quiksilver è un’azienda da miliardi di dollari con punti vendita sparsi in tutto il globo ed un catalogo infinito di abbigliamento e accessori sia per il mare sia per la montagna.

Quiksilver e Kelly Slater: tanti anni e titoli mondiali insieme

Nel corso degli anni Quiksilver finanzia e supporta viaggi in cerca di onde epiche (The Quiksilver Crossing a bordo della “Indies Trader”), eventi grandiosi e film rimasti nella storia del surf, sponsorizzando atleti del calibro di Tom Carroll, Kelly Slater (con Quiksilver per ben 23 anni, dal 1990 al 2014) e Stephanie Gilmore.

A partire dal 2008, con il sopraggiungere della crisi economica, comincia un periodo difficile per Quiksilver che inizia a risollevarsi solo anni dopo, nel 2016, grazie all’acquisto da parte del fondo Oaktree che opera una pesante ristrutturazione e ridimensionamento aziendale fino ad arrivare, nel 2017, ad annunciare il cambio di denominazione sociale in “Boardriders” (che possiede altri famosi brand di settore come Roxy, DC Shoes, Billabong, Element, Von Zipper, RVCA, XCEL).

Il nuovo logo Boardriders

Questa è ormai storia dei nostri giorni, ma in ogni caso di un marchio che da 50 anni accompagna le esperienze e le performance di surfisti di ogni età e livello, dentro e fuori dall’acqua.

I boardshorts, l’abbigliamento e gli accessori Quiksilver e Roxy sono distribuiti in Italia da CALIFORNIA SPORTS. Sul sito www.californiasport.info puoi consultare i cataloghi dei prodotti e trovare il punto vendita autorizzato più vicino a te!

Link & Credits:
www.boardriders.com/
www.quiksilver.it/
All Photos courtesy of Quiksilver/Boardriders


Filippo Pandolfi
è un surfer toscano che collabora con la redazione di 4Surf, affiancando da sempre la sua passione per il mare e le onde a quella per la scrittura e per la musica.

Sotto: I boardshort Quiksilver dagli anni’70 ai 2000 (Photo courtesy of Quiksilver)

La mitica “Indies Trader” dei viaggi Quiksilver Crossing
Non solo mare, anche tanta montagna…

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