I caschi bici indossarli è segno di rispetto

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Indossare il casco in bici sempre

I caschi bici, dovrebbe essere uno accessorio da indossare obbligatoriamente per tutti e a prescindere! Non è uno slogan, non è un claim e neppure uno spot pubblicitario. Uno strumento creato per la nostra sicurezza dovrebbe diventare un punto fermo per tutti. Di recente abbiamo scritto un approfondimento in merito alle tecnologie dei caschi, oggi approfondiamo ulteriormente alcuni aspetti legati a Mips.

4 tecnologie per proteggere la vostra testa

Il giallo di Mips

Già in passato ci eravamo occupati dell’azienda svedese Mips. In molti identificano Mips come un sistema di protezione aggiunto al casco, qualcosa di integrato nel progetto che aumenta il potere di protezione in caso d’impatto. In parte è così, perché Mips è una sorta di “strumento aggiuntivo” che fa parte del casco, a prescindere da quale sia la sua destinazione d’uso.

Il sistema Mips allarga il concetto di protezione anche alla sezione cervicale del nostro corpo. Noi sportivi ci siamo abituati ad identificare Mips come quel bollino giallo presente sui caschi. Oppure associare Mips a quella gabbia gialla posta all’interno, come un divisorio tra il casco e la nostra testa. Dietro tutto questo ci sono 20 anni di ricerche, studi e collaborazioni con aziende del settore che hanno contribuito ad evolvere il sistema casco ed arrivare a quello che vediamo oggi. Mips nasce come start-up nel 2001, strettamente legata al polo universitario di Stoccolma.

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Tre esempi, tre caschi dotati di Mips a confronto. Tre caschi bici road e con moderni concetti di protezione e sicurezza per il ciclista.

L’argomento “caschi bici” dovrebbe essere un cardine della  nuova mobilità

In questi ultimi periodi trattiamo sempre più spesso l’argomento della nuova mobilità, che sia essa urbana e in un certo senso indirizzata come soluzione positiva per la vita nelle metropoli, ma anche per quelli che sono gli spostamenti al di fuori delle grandi città. L’economia si intreccia con lo sport e con un nuovo modo di interpretare gli spostamenti. Si pensa ad un nuovo concetto di vie di comunicazione e si parla di sicurezza.

Vado in bici senza casco, perché?

Eppure la nostra cultura stradale non ha ancora afferrato completamente l’importanza del casco e di indossare quest’ultimo quando ci muoviamo anche per brevi spostamenti, magari anche con il monopattino e non solo con il mezzo a pedali. Una caduta, una banale scivolata e un violento impatto, un colpo alla testa, possono pregiudicare la nostra salute; possono cambiare la nostra vita. Non solo: perché, proprio una ricerca di Mips, in collaborazione con l’Università di Stoccolma, ha evidenziato che nella maggior parte dei casi, i danni cerebrali in caso di incidente sono frutto di extrarotazioni e movimento rotatori, che sottopone il tessuto cerebrale a tensioni non sopportabili.

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Design e sicurezza a braccetto

Rispetto ad un decennio a dietro, se mettiamo a confronto il design dei caschi, troviamo forme più tondeggianti, i caschi sono più leggeri ma al tempo stesso capaci di assorbire maggiormente gli urti. Un casco arrotondato scivola meglio in caso di impatto, tende a distribuire in modo ottimale le forze negative, dissipandole e non le concentra in un solo punto. Un casco dotato di Mips, aumenta il concetto di protezione. A prescindere dalla categoria di cui fa parte, il piano rotazionale Mips, permette un movimento rotatorio compreso tra i 10 e 15 mm, nelle diverse direzioni: frontale, posteriore e laterali. Questa sorta di scheletro giallo, posto tra la parte interna del casco e la testa, si muove e diminuisce ulteriormente la quantità di energia che si trasferisce dall’esterno verso il cranio.

Un protocollo che si adatta casco per casco

Mips, inteso come strumento di sicurezza e integrato nel casco, non influisce in modo diretto nello sviluppo del design del casco stesso: quello che permette di apportare eventuali modifiche alle forme è la ricerca che l’azienda svedese ha condotto e i dati disponibili attraverso i crash test. La piattaforma Mips non cambia, il concetto di protezione rimane il medesimo, ma il design viene adattato casco per casco. Le immagini dei tre caschi lo dimostrano: Specialized, Mavic e Sweet Protection e sono solo tre esempi. Ognuno ha delle forme proprie e ognuno di questi ha un integrazione Mips sviluppata ad hoc per adattarsi al meglio, essere leggera e confortevole, garantendo sicurezza.

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La dimensione di Mips ad oggi

Oggi Mips è una realtà consolidata, un’azienda che collabora con 103 marchi per lo sviluppo e la produzione dei caschi e tecnologie legate a questa categoria. Sport in più discipline, motori, mondo del lavoro e safety in genere, fino ad arrivare a collaborazioni in ambito militare. È sufficiente pensare che i modelli di caschi con Mips sono 583, per una produzione che ha sfiorato i 5 milioni nel 2019.

a cura della redazione tecnica, foto della redazione tecnica, grafici courtesy Mips.

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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