I numeri dello sport durante il lockdown

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I numeri dello sport durante il lockdown

I numeri e dati di una ricerca di Garmin ci aiuta a capire come è stato interpretato il periodo di lockdown. Una sorta di sport training indoor e attività casalinghe che ci hanno aiutato, supportato e in parte hanno cambiato in nostro modo di vivere.

Un archivio per analizzare le attività del futuro

I dati delle attività sportive, se pur condizionate dalla metodologia “casalinga”, raccolti durante il momento clou dell’emergenza sanitaria, diventano un importante archivio su cui lavorare per il futuro, utile a tracciare un profilo sempre più preciso dello sportivo, fondamentale per capire le abitudini delle persone. Esiste costantemente un margine di errore, perché non tutti adottano un gps sportwatch, spesso chi lo utilizza non lo collega alla piattaforma per la lettura dei dati e le attività non vengono categorizzate. Eppure il periodo i numeri del lockdown diventano una fonte di dati estremamente interessante, una base solida da cui partire per studiare e approfondire.

I numeri dello sport durante il lockdown

Lo sport casalingo numeri e lockdown

Nei mesi di Marzo e Aprile il mondo si è fermato quasi completamente, ma non le attività motorie. Certo, sono state modificate le abitudini e il modo di eseguire il movimento, sia esso indoor training oppure fitness. Proprio l’approccio alla modalità fitness ha visto un incremento, pratica che è stata eseguita in oltre il 50% dei paesi a livello globale. Questo potrebbe significare anche una forte condivisione delle attività tra le mura di casa. Un piccolo paragone: l’anno scorso, nello stesso periodo, oltre il 50% delle attività in questa categoria erano di allenamento della forza; probabilmente registrate all’interno delle palestre e centri gym. Alcune discipline sono scomparse dai radar, ad esempio il nuoto, il golf e l’escursionismo, mentre altre hanno incrementato in modo esponenziale i loro volumi. Un esempio è il ciclismo, grazie ad una massiccia attività indoor.

I numeri dello sport durante il lockdown

Il ciclismo indoor

Forse il più tecnologico tra gli sport. Ha sfruttato e beneficiato delle soluzioni smart, dei collegamenti con la varie piattaforme web e ha utilizzato una quantità di dati enorme. Il ciclismo è di fatto la prima disciplina sportiva che sancisce anche un cambio generazionale a livello globale, in termini di comunicazione. Ovvero: siamo disposti a sacrificare i dati per la “comunicazione voce” di stampo tradizionale, ma non rinunciamo ai dati per la connessione web. Facendo un paragone, in Australia, nel 2019, il 54% degli utenti ha praticato nuoto. Nello stesso periodo del 2020 lo stesso numero di praticanti si è spostato sul running o sul cycling. In Sudafrica, durante il bimestre sopra citato, il ciclismo indoor vede un incremento dell’11%. La Cina ha visto un incremento generalizzato delle attività di running e bici, del 43%.

In conclusione

Come già scritto in un precedente articolo, lo sport in genere, da quello professionistico a quello amatoriale agonistico, passando da chi pratica in modo saltuario senza nessuna velleità, conferma il suo ruolo di importanza strategica. Salute e benessere, sport legato al turismo. Lo sport come industria capace di offrire posti di lavoro. Lo sport come strumento di condivisione e primo vaccino. Le attività sportive unite e legate alla cultura. E per il futuro? L’aver svolto molte ore di attività indoor, a volte anche in condizioni non ottimale è un bagaglio importante per il futuro. Non parliamo solo di una crescita in termini di performances, di costruzione del fisico e della struttura muscolare, ma delle enormi potenzialità che si celano dietro quella “zona comfort” che solo l’indoor training è capace di offrire.

a cura della redazione tecnica, dati e grafici forniti da Garmin, foto apertura della redazione tecnica.

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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