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Il ciclismo, sport ignorante e uno stile di vita

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Il ciclismo, sport ignorante e stile uno di vita

Il ciclismo è uno sport che vive di momenti epici, raccontati e romanzati, riportati nel tempo grazie ai suoi interpreti. Il mondo del ciclismo è zingaro e viaggiatore, lo è fisicamente perché è itinerante, lo è nell’animo perché non ha padrone. Il nostro sport è tecnologia, modernità ed è vecchio al tempo stesso, ma è pure contraddizione e cattiveria. Forse è vero che “è uno sport di merda”, ma a noi piace così com’é.

Il ciclismo, sport ignorante e stile uno di vita
peter sagan

Il ciclismo e la bicicletta

Il ciclismo è un grande abbraccio, una sorta di grande famiglia e anche un grande baule; al suo interno trovi di tutto. Ci sono i professionisti, per loro il ciclismo è una passione e un lavoro. Loro, i pro, l’hanno fatto diventare un’attività di sostentamento, quello che una volta era il gioco di un bambino.

Il ciclismo, sport ignorante e stile uno di vita

Ci sono i ragazzini, quelli che usano la bicicletta per le garette giovanili e quelli che la utilizzano per scorrazzare tra le vie del paese. Ci sono gli amatori, con la loro passione e le loro convinzioni, con degli obiettivi più o meno seri e credibili, ma con tanta voglia di emulare le gesta dei campioni che vedono in tv. L’amatore inganna il passare degli anni e con la bicicletta si sente parte di un movimento dinamico e pazzo! In mezzo a tutti questi interpreti della bicicletta, ci sono tante teste, interpretazioni e modi di vivere la bici.

Nuovo ciclismo, vi scriviamo la nostra opinione

Il ciclismo è ignoranza e demenza allo stato puro, nelle sue massime espressioni! Ogni ciclista, a prescindere dal suo valore e dalla sua forza, campionissimo o paracarro, lascia un segno, lo hanno fatto i vecchi senza i profili social, lo facciamo noi che facciamo collimare l’era analogica a quella digitale, accadrà in futuro quando l’etere avrà sostituito quasi tutto. Il ciclismo è quello di Strava e dei KOM…………..

I ciclisti, esilaranti, strani e senza mutande

Il bello del ciclismo

Watt, numeri e dati, carbonio ed aerodinamica, ma il bello del ciclismo è che devi sempre pedalare, anche con la e-bike. Il nostro sport sembra non avere limiti, perché con la bici si va ovunque, ormai a qualsiasi età e perché, nel corso di una vita in sella, in pochi riescono a capire ed interpretare i propri limiti, la forza reale.

Il ciclismo, sport ignorante e stile uno di vita

In bici ti ammali, non sei in forma ed un attimo dopo sei guarito. Parti con le gambe vuote e torni a casa dopo 4 ore, solo perché l’hai promesso alla moglie, ma in realtà non saresti mai sceso di sella. E’ uno sport che fa schifo. Quando c’é il sole fa troppo caldo e quando piove fa troppo freddo. Se c’é il vento non vai avanti e con il fango ti sporchi. Eppure siamo sempre in bici! Estremizzazione, contraddizione e la nostra debolezza, o cocciutaggine.

Il ciclismo, sport ignorante e stile uno di vita
Lachlan Morton

La nostra vita e quella di chi vive con noi

Il ciclismo è riso bollito, pasta scondita e petto di pollo! Uno sport in bianco insomma. Non lo è solo per noi, ma lo è anche per chi vive con noi e sempre con noi condivide la nostra passione, che diventa anche la loro. Perché!

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Il ciclismo, sport ignorante e stile uno di vita

Ciclista ci nasci e lo diventi

Se lo sei nel DNA puoi emergere, primeggiare e vincere, ma farai sempre una fatica forca e talvolta, vedere una bicicletta ti farà venire il vomito. Se lo diventi difficilmente capirai quali sono le tue vere caratteristiche, se scalatore, passista e/o velocista, bitumaro, biker e/o crossista. Tante volte penserai “ma chi me l’ha fatto fare” e avrai sempre voglia di migliorare, a volte esagerando.

Il ciclismo, sport ignorante e stile uno di vita

Uno sport da reddito di cittadinanza

Quando sei in bici, “non stai facendo un cazzo e vai a lavorare che è meglio”. Lavorare, nel senso stretto del termine, significa fare meno fatica, di sicuro! Il ciclismo è fatto da dirigenti d’azienda, muratori e panettieri, metalmeccanici e disoccupati, spazzacamini e dottori dal camice candido. Una volta lo definivano “lo sport dei forzati della strada”, ovvero una punizione. Oggi è una vetrina e lo sport figo del momento. La Maratona dles Dolomites docet, solo per fare un accostamento che rende l’idea, dove tutti sperano in quel nano-secondo in tv. Il ciclista amatore vero, quello ingarellato che fa 80 gare l’anno, è il più grande sfruttatore degli ammortizzatori sociali, cassa integrazione, disoccupazione e reddito di cittadinanza. L’amatoraccio si allena, investe il suo tempo nella bicicletta.

Il ciclismo, sport ignorante e stile uno di vita

Eppure quando siamo sulla bicicletta dobbiamo pedalare e questo è quello che ci piace. Salire sulla bicicletta ci fa dimenticare i problemi, le preoccupazioni e le oppressioni che la vita ci obbliga ad affrontare. Se questo è uno sport di cacca, teniamo ben presente che a volte, pestarne una, porta fortuna!

a cura della redazione tecnica, immagini Bora-Hansgrohe (Bettiniphoto), Qhubeka-Assos-Nexthash, Alpecin-Fenix, Umberto Aiti e Sara Carena.

4actiosport.it

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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