Il primo successo della trasmissione FSA WE

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FSA e la sua trasmissione, la WE, quello che possiamo considerare il quarto gruppo al mondo, dopo Shimano, Sram, Campagnolo, un pacchetto che prende vita dopo anni di ricerche e sviluppo, test ed evoluzioni continue, un cambio che adotta una sorta di funzionamento ibrido, un mix tra cavi e wifi, quindi su base elettronica. Al link qui sotto vi proponiamo uno dei primi approcci alla FSA WE.

 

Il video ufficiale della trasmissione di FSA

La tappa di ieri, alla La Vuelta, con arrivo in salita, segna un momento sotirco importante per quanto riguarda la tecnica delle bici e per il gruppo FSA: il corridore Madrazo del Team BH-Burgos ha vinto in sella ad una BH Ultralight equipaggiata con la trasmissione FSA WE.

Ci piace dare spazio a questa impresa, per dare voce ad un’azienda italiana sempre sul pezzo in fatto di innovazione e nuove soluzioni tecniche, che investe ingenti capitali nella ricerca. L’importanza di una collaborazione con i pro: per lo sviluppo di una piattaforma come quella della trasmissione WE è necessario attivare una collaborazione con atleti di alto livello. La strada, le ore di utilizzo e le competizione rimangono il banco di prova più importante. La collaborazione con il sodalizio BH-Burgos, team con licenza Professional-Continental, ha dato modo ai tecnici FSA di ottimizzare alcuni dettagli, lavorando con una maggiore tranquillità rispetto a squadre World Tour, dove le pressioni maggiori e le tempistiche sono ristrette.

Immagini a cura di Getty Image

ulteriori informazioni sulla trasmissione FSA WE disponibili al link speccifico qui sotto.

http://we-fsa.com/en/

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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