Gli incendi in Australia: i numeri di una tragedia

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Una combinazione di temperature da record, siccità, fulmini, vento forte e incendi dolosi ha provocato una quantità senza precedenti di incendi in tutto il New South Wales (NSW) e nel sud-est dell’Australia.

Questi incendi dalle proporzioni enormi sono iniziati a giugno 2019 e sono proseguiti fino ad oggi, interessando sette stati e territori: NSW, Australia occidentale, Victoria, Queensland, Australia meridionale, Northern Territory e Tasmania.

A partire dal 7 gennaio 2020, gli incendi boschivi hanno consumato 20.800.000 acri (8.400.000 ettari) di terra, l’equivalente di 8,4 milioni di campi da calcio.
Si stima siano morti tra i 500 milioni e il miliardo di animali, tra cui koala e canguri. Il New South Wales ha perso un terzo della sua popolazione di koala e un terzo del loro habitat.

Il 30 dicembre 2019, 4000 residenti nella regione di East Gippsland, nel Victoria, sono stati costretti a fuggire verso il mare, mentre le fiamme infuriate avanzavano verso le loro case.
Si è trattato di una delle più grandi evacuazioni di sempre in Australia da quando, nel 1974, nella città di Darwin sono state evacuate oltre 35.000 persone a seguito del ciclone Tracy.

 

Attualmente almeno 27 persone hanno perso la vita negli incendi e molte altre risultano ancora disperse.
Bisogna inoltre considerare che gli incendi, che proseguono ormai da mesi, continuano a saturare l’atmosfera di cenere e fumo, e che la popolazione australiana purtroppo continua a respirarla.
Nel dicembre 2019, il fumo nella regione di Sydney era così intenso che la qualità dell’aria misurava 11 volte il livello ritenuto “pericoloso”.

Anche Canberra, la capitale australiana, si è trovata letteralmente avvolta dal denso fumo.
Gli estremi incendi hanno dato vita ad enormi nuvole di fumo, i cieli sono diventati viola, fino a colorarsi di un rosso acceso, le ceneri si sono sparse ovunque, su tutto il territorio australiano.

Le nuvole piroscopiche si sono sviluppate fino a raggiungere quote superiori ai 16 chilometri nella East Gippsland, generando temporali attraverso i quali si sono diffusi fulmini che hanno a loro volta innescato incendi grazie al forte vento e al territorio molto secco.
Si è trattato di un vero e proprio CICLO DISTRUTTIVO, un meccanismo perverso dietro la tragica situazione che viene spiegato chiaramente dalla seguente immagine, elaborata dall’Ufficio di Meteorologia di Victoria.

In sintesi: i fronti di fuoco sono stati così estesi da influenzare il tempo atmosferico locale. Il fumo prodotto dagli incendi, risalendo per chilometri e chilometri in atmosfera tende a raffreddarsi, fino a condensare in veri e propri sistemi nuvolosi, anche a carattere temporalesco data l’elevato spesso della nube che ne aumenta la differenza di potenziale accentuando la carica elettrostatica (pirocumulonembo). Si potrebbe pensare che le piogge prodotte da tali temporali possano essere una soluzione al problema, il problema è che la differenza di potenziale elettrico creata tra la zona del temporale e l’ambiente circostante è così elevata da innescare la genesi di fulmini anche lontano dalle zone di piogge; questi fulmini, a loro volta, sono stati in grado di accendere nuovi fronti di fuoco. In alcuni casi il pirocumulonembo è stato così intenso da generare fenomeni vorticosi (tornado) che a contatto con le fiamme sono evoluti in veri e propri “vortici di fuoco”.

Elaborazione grafica in 3D realizzata da Antony Hearsey attraverso gli scatti dalla Stazione Spaziale Nasa nell’ultimo mese (05/12/2019 – 05/01/2020). Situazione catastrofica nell’area di Sidney, che ha perso circa l’80% del suo ecosistema forestale.

Il fumo prodotto dagli incendi del NSW ha percorso 2.600 chilometri e ha raggiunto la Nuova Zelanda ad Auckland. Un terzo di Kangaroo Island, una regione famosa per le sue riserve naturali protette e per la fauna selvatica è stata bruciata e gravemente danneggiata.

Da agosto a dicembre 2019, gli incendi australiani hanno prodotto 250 milioni di tonnellate di anidride carbonica, la metà della quantità prodotta dall’intero paese nel corso del 2018.

Secondo il Consiglio delle assicurazioni australiano, gli incendi apocalittici che hanno consumato il paese costeranno più di 700 milioni di dollari australiani (ovvero circa $ 485 milioni).

Scott Morrison, primo ministro australiano, ha istituito un fondo di 2 miliardi di dollari per sostenere coloro che hanno perso case e attività commerciali. Se desiderate sostenere i vigili del fuoco, le vittime e le organizzazioni no profit australiane potete fare una donazione oppure proporvi per del volontariato. Ci sono diversi modi per farlo, vi riportiamo le varie soluzioni offerte da Kelly Slater nel suo post su Instagram. Ecco a chi potete donare:

@redcrossau
@wireswildliferescue
@nswrfs
@wildtofree
@wildcareaustralia
@friends_of_the_koala
@therescuecollective
@currumbinwildlifehospital

 

Potete inoltre contattare: la Croce Rossa australiana, GIVIT, Salvation Army Australia, St. Vincent de Paul Society, NSW Rural Fire Service, Port Macquarie Koala Hospital, RSPCA New South Wales, Australian Koala Foundation e Koalas in Care Inc.

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