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Italia 17-esima ai Mondiali ISA in California

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La nazionale italiana FISW surfing con il presidente ISA Fernando Aguerre

Si è svolta sabato 24 settembre la cerimonia di chiusura degli ISA World Surfing Games, mondiali di surf individuali e a squadre che hanno visto protagoniste le migliori nazioni nell’iconico spot californiano di Huntington Beach.
Purtroppo la partecipazione della nazionale italiana Fisw Surfing non è andata bene come si sperava. Nonostante una rosa dei convocati composta da atleti fortissimi (Giada Legati, Emily Gussoni e Indiana Ferri tra le donne, Leonardo Fioravanti, Jesse Mendes ed Edoardo Papa tra gli uomini) gli azzurri non sono riusciti a portare a casa il risultato sperato, ossia un miglioramento rispetto alle competizioni passate.

da sinistra: Leonardo Fioravanti, Edoardo Papa e Jesse Mendes

L’Italia è 17-esima su 37 nazioni partecipanti. Il miglior risultato individuale è quello di Leonardo Fioravanti che arriva 16-esimo.
Dal 2018 ad oggi il risultato di questi mondiali in California è il peggiore in classifica assoluta per nazionale, a pari merito con quello del 2019.
Infatti, guardando al passato:
– nel 2021 a El Salvador l’Italia si è piazzata 15-esima (Fioravanti 19-esimo e Claire Bevilacqua 25-esima, maggiori dettagli qui)
– nel 2020 i mondiali non si sono svolti causa pandemia
– nel 2019 in Giappone gli azzurri sono arrivati 17-esimi (con un ottimo 13-esimo posto di Angelo Bonomelli, maggiori dettagli qui)
– nel 2018 sempre in Giappone l’Italia arriva 16-esima (Angelo Bonomelli 29-esimo, Claire Bevilacqua 31-esima)
– nel 2017 a Biarritz 29-esimo posto (sia Angelo Bonomalli sia Valentina Vitale 33-esimi)
– nel 2016 in Costa Rica gli azzurri arrivano 18-esimi (Ramon Taliani 25-esimo e Elisa Luna Bonomelli 37-esima).

Un posizione nel mezzo dunque quella degli azzurri, che non è era attesa da nessuno e forse è anche per questo motivo che dalla pagina instagram @surfingfisw non ci sono più notizie dal 22 settembre.
Il team è in silenzio stampa, non ha ancora commentato il risultato, forse perchè sta ancora riflettendo sugli errori commessi e su cosa è possibile migliorare in vista delle prossime competizioni. Perchè lo sappiamo, sicuramente si può migliorare.

Passando ai risultati generali, il team USA vince la competizione (medaglia d’oro), per gli americani non succedeva dal 2009. La medaglia d’argento va all’Australia (seconda), il bronzo al Portogallo (terzo) e il rame alla Francia (quarta).

Per i risultati individuali il giapponese Kanoa Igaraschi vince la sua prima medaglia d’oro e si aggiudica un posto per le olimpiadi di Parigi 2024.
Tra le donne la medaglia d’oro va all’americana Kirra Pinkerton, che ottiene così il suo posto assicurato ai giochi olimpici.
Le medaglie singole:
DONNE 
Oro a Kirra Pinkerton (prima), argento per la francese Pauline Ado (seconda), bronzo per l’australiana Sally Fitzgibbons (terza), rame per la peruviana Daniella Rosas (quarta)
UOMINI
Oro a Kanoa Igarashi (primo), argento all’indonesiano Rio Waida (secondo), bronzo per l’australiano Jackson Baker (terzo), rame per il portoghese local di Peniche Guilherme Fonseca (quarto).

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Vi lasciamo al resoconto vissuto direttamente dal campo gara, ad Huntington Beach, delle ultime battute di gara, commentate nostro inviato Carlo “Dirty” Piccinini.
Quelle che seguono sono le sue parole.

Il campionato e finito.
Siamo passati dal giorno 5, il giorno della ghigliottina, quello dedicato, ai ripescaggi uomini e donne ad oltranza, il giorno in cui cadono molte teste.
E’ stato così per molti team compreso quello italiano, che ha perso tutti gli atleti rimasti in gara, anche se ci ha regalato emozioni forti quando Edoardo ha passato vincendo e dominando due heat una dopo l’altra.
Tutte le speranze sono riposte nel nostro Leo che il giorno dopo affronta il main event 5 uscendo terzo, e nel pomeriggio uscendo quarto al ripescaggio 8 dice addio alla competizione finendo 16-esimo nella classifica individuale.

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Sicuramente le aspettative per la nazionale erano più alte, la speranza era quella di entrare finalmente nella serie A del surf, ovvero nei primi 10 posti e non fermarsi al 17-esimo ovvero nella posizione già raggiunta (se non anche migliorata) dalle nazionali di tanti mondiali precedenti.
D’altronde alcune nazionali che combattevano al nostro livello con l’avvento dell’era olimpionica sono riuscite nell’impresa, come Canada, Argentina e soprattutto Germania, che festeggia un incredibile ottavo posto.
Evidentemente abbiamo ancora molto su cui lavorare, anche se bisogna dire che osservando i punteggi individuali il nostro team maschile aveva centrato il risultato, addirittura con il 9 posto, ma visto che con questo format che ha eliminato le categorie bodyboard maschile e femminile ed il longboard dalla composizione dei team, la sezione femminile vale il 50 per cento del risultato (ad esempio proprio il team femminile della Germania ha raggiunto il sesto posto). Il piazzamento al 21-esimo posto ha fortemente inciso sul risultato finale, forse i responsabili nazionali hanno sottovalutato questa realtà.

Comunque il campionato è stato stupendo, il team USA dopo anni ha riconquistato il dominio (e non era scontato) davanti all’Australia, alla Francia che salva l’onore, in quanto difendeva il titolo, con il terzo posto, ed il quarto posto sorprendente del Portogallo, a cui vanno i miei complimenti per come ha saputo rifondare una federazione che per anni è stata piena di problemi.
E’ anche bello vedere il podio (che nel surf è di quattro posti) con la presenza di due team europei. Per il discorso olimpionico qui si assegnavano solo due posti che vanno ai
primi classificati nell’individuale, Kanoa Igarashi dal Giappone, atleta già da un po’ entrato nel top del surf, e Kirra Pinkerton del team USA, che se non erro è Californiana anche a giudicare dalla reazione dei locals alla sua vittoria.
Devo dire che i campionati del mondo ISA si confermano come un evento affascinante e divertente, unico nel suo genere, per me è stato emozionante tornare dopo alcuni anni a seguirne uno in diretta anche se non coinvolto direttamente come ero abituato, ma forse e stato anche meglio.

Vi lasciamo alla classifica finale dei team nazionali (a destra il punteggio complessivo totalizzato, somma di tutte le prestazioni dei singoli atleti):

1 United States 3435
2 Australia  3250
3 France   2988
4 Portugal 2928
5 Japan 2855
6 Brazil 2330
7 Canada 2225
8 Germany 2113
9 Peru 1998
10 Argentina 1905
11 Costa Rica 1875
12 Israel 1750
13 Great Britain
14 Mexico 1710
15 Spain 1695
16 Barbados 1570
17 ITA Italy 1566 
18 Indonesia 1532
19 Netherlands 1312
20 China 1282
21 Nicaragua 1258
22 New Zealand 1214
23 Puerto Rico 1149
24 Chile 992
25 Panama 938
26 Ecuador 930
27 Senegal 853
28 Colombia 826
29 American Samoa 823
30 Venezuela 814
31 Ireland 770
32 Dominican Republic 745
33 Chinese Taipei 731
34 South Korea 703
35 Jamaica 685
36 Ukraine 627
37 Norway 563
38 Switzerland 560
39 Belgium 558
40 Greece 557
41 El Salvador 399
42 South Africa 370
43 Denmark 268
44 Lithuania 189
44 Poland 189
46 Turkey 177
47 Finland 165
48 Iran 162
49 Saudi Arabia 144
50 Afghanistan 63
50 ALG Algeria

Photo: courtesy Carlo “Dirty” Piccinini | ISA surfing

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