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La remata nel surf: perchè è più efficiente aprire le dita

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Nel surf il 70% dell’attività coincide con la remata (paddling), il 20% è l’attesa dell’onda e il mettersi in posizione, soltanto il restante 10% partenza e surfata.
Nonostante sia un movimento basilare capirete dunque che la tecnica di remata rappresenta un aspetto fondamentale: migliore è il paddling e migliori saranno le fasi successive del surf.
Nella remata il principale obbiettivo è massimizzare la propulsione e ridurre al minimo la resistenza, per raggiungere il prima possibile una velocità confrontabile a quella dell’onda in arrivo.

E’ stato dimostrato che nel paddling si è più veloci se si rema con le dita leggermente aperte

Una buona remata oltre a consentirci di risalire prima sulla line-up ci aiuta ad anticipare il take off dandoci la possibilità di prendere un numero maggiore di onde. Esistono molti suggerimenti tecnici sul paddling, dal tenere la tavola orizzontale al movimento più fluido possibile, ma un aspetto molto importante arriva proprio dalle dita delle nostre mani.

 

 

Oltre alla tecnica alla base di una buona remata c’è anche l’allenamento costante e tanta precisione: Kelly Slater è uno tra i migliori esempi.
Una ricerca combinata tra gli scienziati dell’università di Toulouse (Francia), Duke (USA) e Pretoria (Sud Africa) ha smentito il pensiero comune di tutti noi, quello che le dita della mano unite nella remata possano rendera più efficace.
Nel documento pubblicato sul “Journal of Theoretical Biology” si legge chiaramente: “le dita spaziate tra di loro nella remata creano una forza maggiore ma non vale lo stesso per la potenza, che resta inferiore, ma nel complesso il vantaggio più grande sta nel tenere il palmo aperto.

La spiegazione è la seguente: una forza costante maggiore mantiene il corpo galleggiante (noi + la tavola da surf) più in alto rispetto alla linea di galleggiamento sulla superficie dell’acqua, questo di conseguenza porta ad una maggiore velocità di nuoto riducendo la resistenza, in accordo con le leggi della fluidodinamica.
Il documento “The constructal-law physics of why swimmers must spread their fingers and toes“, pubblicato nel 2012, ha anche studiato la distanza ottimale da mantenere tra le dita, attraverso simulazioni di laboratorio.
I ricercatori hanno scoperto che la posizione migliore del palmo è con le dita distanziate tra il 20 ed il 40%, una via di mezzo tra palmo chiuso e aperto.

Con il palmo nella posizione descritta nel video qui sopra si può ottenere una forza totale fino al 53% maggiore rispetto alla posizione classica con cui siamo tutti abituati (quella di destra), dato confermato da tale ricerca scientifica.
E’ un’idea che a prima impressione può sembrare contraddittoria, ma la remata “a forchetta” e non chiusi come un remo ci darà sicuramente più forza.  Adrian Bejan, professore di ingegneria meccanica alla Duke University, spiega: “con questo metodo è come avere una rete invisibile tra le dita”.

Infine, ricapitolando, ecco alcuni consigli importanti mostrati nel primo video all’inizio dell’articolo, realizzato dall’esperienza di Rob Case.
– mantieni la testa il più ferma possibile mentre remi (è una cosa che non tutti i professionisti fanno, a parte Kelly Slater che ha perfezionato il paddling in ogni singolo movimento)
– l’ingresso del gomito deve essere alto quando stai infilando la mano in acqua per spingere
– fai una leggera rotazione del braccio mentre spinge sott’acqua durante il passaggio da rail a rail (il video sopra lo spiegherà meglio).

Per le parti tecniche più basiche sul paddling ti rimandiamo al seguente breve tutorial.

 

 

La remata con i guanti fornisce maggiore trazione. Ph: Leonardo Fioravanti in Irlanda