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Le regole del surf

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Articolo a cura di Fed Pani – serendipitysurf.blogspot.it
Pensate a quando avete surfato in un posto affollato, con onde un po bastarde: se tutti rispettassero perfettamente alla lettera le regole, a surfare sarebbero sempre le stesse 5 persone. E tutti gli altri a guardare. Perchè c’è sempre uno più bravo in grado di mettersi al tuo interno, nel punto più difficile, e uno più in forma di te, in grado di remare di più e più veloce (i beginners qua non centrano niente, badate). Proprio cosi: se ci fosse un vigile a far rispettare le regole in acqua, bloccherebbe tutti tranne i più bravi.
Che strano.
Ma quando sono nate le regole del surf?
Beh, diciamo che a grandi linee si sono sviluppate quando le pinne hanno consentito finalmente di stare sulla faccia dell’onda (introdotte negli anni ’30 ma diventate standard negli anni ’50), e quando Gidget rese il surf un fenomeno di massa. Cioè quando il numero di surfisti divenne significativo e contemporaneamente ci fu bisogno di più spazio libero. Quando la massa dei giovani si riversò in acqua e i surfisti della prima ora si sentirono usurpati. Quando il rock’n roll diede il via all’epoca della ribellione sociale ed al chiaro disprezzo verso le regole della società moderna.
Ma aspetta un attimo. Qualcuno ha menzionato le regole? Rifiutavano le regole? C’e’ qualcosa che non quadra.
Vuoi vedere che le regole del surf furono coniate da una massa di fannulloni o aspiranti tali, che abbandonava la scuola, la famiglia e la società in generale, che passava la vita a surfare per protesta, si drogava, e soprattutto non sopportava la presenza di altri in acqua?
I conti tornano. Che altra soluzione può trovare un gruppo di persone che rifiuta le regole, ma che deve tuttavia regolarsi per convivere in acqua, se non quella della legge del più forte? Quella del togliti di torno.
– Se stai uscendo, levati di torno. (Per la sicurezza, certo. Ma uno che per sfiga si trova intrappolato nell’inside deve letteralmente sparire perchè colui che surfa, in grado di girarci tranquillamente intorno, non può concepire di essere disturbato!)
– Se non sei sul picco, levati di torno.
– Se non parti per primo, levati di torno.
Apparentemente sensate, ma in conflitto.
E’ infatti interessante poi vedere come queste due vengano capovolte a piacimento:
-Se parti per primo ma non sei sul picco, levati di torno.
-Se parti sul picco ma per secondo, levati di torno.
Sostanzialmente chi è più bravo fa il cazzo che vuole. La legge del più forte.
Che se viene infranta, causa aggressione verbale e fisica. Una giungla insomma. Con le scimmie a battersi come scimmie.
E’ come se un critico cinematografico entrasse al cinema e dicesse a tutti di togliersi dai coglioni e di lasciarlo sedere nel posto migliore, perchè tanto nessuno ne capisce un cazzo.
O se al semaforo il tipo con la Mercedes abbia sempre diritto a saltare tutta la fila perchè lui va più forte. O al panificio il ciccione si prende tutto il pane gratis perchè lui ha più fame di voi. Esattamente la stessa cosa!

Io parto più all’interno, o prima. E tu devi farmi passare. Non importa che tu non surferai mai fincè io non mi fermo. Cazzi tuoi.
Ma che regola è? E’ la legge della giunga, coniata da gente che non andava a scuola e non voleva regole sociali.
E se invece si applicassero le comuni regole del vivere civilmente?
Se per assurdo ci fosse il vigile in acqua e facesse mettere tutti in fila, in ordine di arrivo, a prendere le onde uno ad uno? A chi non andrebbe bene fare ciò che si fa sempre in ogni occasione?
Secondo me solo ai bulli, e a quelli più bravi degli altri che se ne approfittano quatti quatti. Che non potrebbero accettare di dover aspettare che gli altri facciano il loro tentativo su una bella onda. Non potrebbero accettare di essere messi alla pari con tutti.
Tutti surferebbero di più, in ordine, in tutta sicurezza (perchè nessuno sarebbe tentano di droppare gli altri sapendo che tra poco tocca sicuramente a lui), ma loro di meno. E non potrebbero dominare a scapito di tutti gli altri.
Ok, è una provocazione.
Le regole esistenti in qualche modo danno un ordine e nascono anche dall’esperienza. Non sono completamente stupide. Ma in parte si. Un po’ stupide lo sono e anche sicuramente ignoranti.
Dovremmo smetterla di guardarle con reverenza, e considerarle intoccabili ed indiscutibili come i fanatici della bibbia, perchè la realtà è molto, ma molto, ma molto diversa.
Anzi, in un mondo bello, perfetto e senza guerre, col problema della folla che diventa sempre più rilevante, sarebbe ora che venissero riviste.

Fed pratica il longboard negli affollatissimi e competitivi point breaks del Queensland, Australia, dove vive da quasi dieci anni. Potete trovare altre riflessioni, recensioni, foto, onde e sessioni sul blog http://serendipitysurf.blogspot.com.au/
Twitter: @FedRides

Kala Alexander , fondatore della Wolfpak surf gang sulla North Shore di Oahu – Hawaii