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Malati di surf: il rischio causato dai batteri

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Fare surf vicino alle foci di fiumi e scarichi fognari fa male per tante ragioni e forse questo già lo sapevamo già. Ma stavolta è una ricerca scientifica pubblicata su “Environment International” (CLICCA QUI per leggere lo studio completo con risultati e dati) ad aver ufficialmente dimostrato un dato allarmante. La preoccupazione sale ancora di più se pensiamo che un surfista nel mare chiuso come il nostro è abituato a surfare prima, durante e dopo le perturbazioni, responsabili di piogge anche abbondanti e dunque maggiore riversamento di sostanze nocive in mare.

Di cosa stiamo parlando?
Secondo lo studio “Exposure to and colonisation by antibiotic-resistant E. coli in UK coastal water users: Environmental surveillance, exposure assessment, and epidemiological study (Beach Bum Survey)chi fa surf ha il triplo delle probabilità di avere nell’intestino batteri resistenti agli antibiotici. La colpa è dell’inquinamento delle acque reflue e agricole provenienti dagli allevamenti.
La ricerca si è focalizzata soprattutto sui surfisti perchè, rispetto ai nuotatori, ingeriscono in media dieci vole più acqua marina (immaginate solamente le duck dive ed i wipeout). Per questo motivo gli appassionati di surf hanno probabilità tre volte maggiori di avere nel loro intestino dei batteri resistenti agli antibiotici rispetto al resto della popolazione.
La colpa? Ovviamente dell’uomo! Il mare è sempre più inquinato da antibiotici a causa delle acque reflue ed acque agricole trattate con letame proveniente da allevamenti, in cui viene fatto ricorso all’uso di antibiotici.
Lo studio, condotto dall’università di Exeter nei mari di Inghilterra e Galles (più aperti del nostro…), ha voluto scoprire se l’ingerimento in media di acqua marina 10 volte in più del normale rendesse i surfisti più vulnerabili ai batteri che inquinano il mare. Sono stati messi a confronto i campioni fecali di 300 persone, metà delle quali surfavano ed il risultato è quanto riportato sopra.
Una ricerca davvero preoccupante che oltretutto tratta un argomento molto sentito da tutti, visto che è stata finanziata anche dal Fondo europeo di sviluppo regionale.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità corriamo il grande rischio di entrare in un’epoca in cui gli antibiotici non saranno più efficaci per curare malattie come polmonite e tubercolosi o per prevenire le infezioni in semplici procedure come protesi articolari.
Cosa fare?
Finora, le soluzioni per affrontare il problema si sono concentrate sullo scorretto uso di antibiotici, troppo spesso abusato. Solo di recente si è data priorità crescente al ruolo dell’ambiente in questo processo, ambiente che noi surfisti viviamo in prima persona e dobbiamo fare di tutto per preservarlo.
Intanto, meglio trovare spot lontani dalle foci, specie durante perturbazioni piovose.

Fonti:
www.sciencedaily.com
lanuovaecologia.it

Levanto, Varazze, Lillatro…sono solo alcuni degli spot che hanno una foce nelle vicinanze

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