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Maremma new generation: Alessandro Torelli

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La nuova generazione spinge e non solo con le foto su instagram, vlog su snapchat o dirette su facebook. Dietro al surf immortalato c’è quello fatto realmente, c’è il valore dell’amicizia e quello di session epiche condivise con pochi surfers. Oltre alla lista dei nomi già conosciuti si nascondono ragazzi molto in gamba e promettenti, che possiedono tutte le carte in regola per portare alto il surf italiano. Oggi è il turno di Alessandro Torelli, rider cresciuto tra Lazio e bassa Toscana che abbiamo deciso di presentarvi con questa intervista.

Nome: Alessandro
Cognome: TORELLI
Stance: goofy
D.o.b.: 20 marzo 2001, Roma
Home spot: bassa Toscana
Best wave estero: Lanzarote     
Sponsors: Foam board addicts, AV boards

Ciao Alessandro, partiamo dalla classica domanda di rito: da quanto surfi, dove e come hai iniziato?  
Ciao Michele, ho iniziato a surfare due estati fa con una persona che, anziché insegnarmi, mi ha dato una tavola e mi ha buttato in acqua con una mareggiatona attiva. Da quel momento ho scoperto una passione, ho imparato molto guardando gli amici e tanti video di pro. Ho letto libri e con degli amici toscani ho iniziato ad affrontare onde più impegnative.

Cosa fai nella vita quando non sei in acqua?
Frequento il secondo anno del liceo linguistico a Roma e durante la settimana anche l’università di zona…non proprio per motivi di studio. Metto il carver sotto ai piedi e mi incontro con i miei amici. Mi alleno in palestra con un personal trainer due volte alla settimana.

Ma è vero che sei riuscito ad andare meglio a scuola grazie al surf…?
Avoja! Tubi in piedi nel corridoio.

Con chi esci in mare solitamente? In quale zona surfi più spesso? 
In mare se non sto nel mio home spot mi butto solo e poi ogni volta conosco gente nuova. La casa è sempre la casa, però surfo ovunque ci sia onda.

Sei cresciuto molto in questo periodo, forse grazie anche alle ottime specialità maremmane…come ti muovi nella scelta delle tavole? Qual è la migliore in questo momento? 
Mi organizzo assieme al mio shaper, Aurelio Verdi di AV boards, ed insieme studiamo tavole per le mie esigenze. Attualmente ne stiamo progettando una che sarà la migliore, finché non ne faremo un’altra che la supererà.

Cosa ne pensi della scena surf Italiana? 
Credo che ci siamo un po’ troppi “poser”, poco rispetto degli spot e poche regole in acqua. A parte ciò il surf è uno sport che stimola i giovani e li tiene alla larga da scelte di vita sbagliate.

Migliore onda in Italia? E all’estero?
La Liguria e la Toscana ci regalano onde di qualità strepitose, all’estero le perfezioni maldiviane.

Per il futuro hai in programma l’iscrizione alle gare?
Si, vorrei provare quest’ esperienza.

Noi ti abbiamo conosciuto sbirciando nel team FOAM board addicts, piuttosto eterogeneo e ricco di progetti interessanti! Ce ne vuoi parlare?
FOAM
è un brand nato dalle menti di ragazzi brillanti che, legati dall’amicizia, hanno fatto di un’idea un progetto in via d’espansione che riscontra molto successo.

Ma è vero che i primi tempi che surfavi, l’agriturismo di Massimiliano, team manager del brand, ad ogni swell diventava una specie di seconda casa per te?
Si certo, l’ospitalità e la cordialità di Massi hanno creato sempre un’ambiente di tipo familiare, l’Agriturismo al Girasole è il top!

Bene, ora parliamo di “extra settore”: dacci tre consigli per rimorchiare una ragazza più grande…
Il fascino del surfista colpisce sempre, la tavola sempre affilata e birretta al tramonto.

Grazie mille per il tuo tempo Ale, saluta e ringrazia chi vuoi!
Grazie a te Michele per avermi concesso questo spazio. Saluto tutti i miei amici della FoamFamily, Aurelio Verdi e  tutti voi che leggete! Bella!

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