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Medicane Ianos swell report

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Foto di Emma Pirastru (@emmapiras_/) Surfer: Giordano D’Ecclesiis

La scorsa settimana, mentre la quasi totalità delle coste italiane viveva una fase di piatta latente da giorni, abbiamo assistito a un evento affascinante quanto pericoloso: la formazione di un uragano mediterraneo.
MEDIterranean hurriCANE (Medicane), TLC (Tropical Like Cyclone) o semplicemente Cicloni Mediterranei di tipo Tropicale, parliamo di un genere di basse pressioni che si formano sotto particolari condizioni meteorologiche; sono sistemi piuttosto rari ma non troppo, specie se consideriamo le statistiche degli ultimi decenni.

Ianos fotografato dal satellite NASA giovedì 17 settembre. Fonte: worldview.earthdata.nasa.gov

In atlantico la stagione degli uragani 2020 è partita in quarta e con largo anticipo: ad oggi si sono già registrate 23 tempeste tropicali. Gli uragani in Atlantico vengono battezzati con dei nomi prestabiliti, assegnati dal centro meteorologico americano seguendo un ordine alfabetico definito a priori.
Per questo 2020, quando mancano ancora diversi mesi alla fine della stagione degli uragani, l’elevato numero di cicloni ha già fatto terminare la lista completa dei nomi disponibili nell’alfabeto, così ora si è passati all’alfabeto greco.
Ad oggi si sono formate circa il doppio delle tempeste tropicali che nella media si formano nell’area sub-tropicale dell’oceano Atlantico.

costa Ionica, giovedì 17 mattina – Ph: Emma Pirastru

Ma ora torniamo al Mediterraneo, perchè anche qui si è parlato di fenomeni molto simili, con le stesse caratteristiche degli uragani ma un po’ più piccoli in scala. Anche il mare nostrum si sta difendendo bene e con il Medicane formatosi giovedì 17 settembre ha dato il via alla stagione degli “uragani mediterranei”.
I principali centri meteorologici europei l’hanno chiamato Cassilda, poi il centro meteorologico greco (Osservatorio Nazionale di Atene, NOA) gli ha assegnato il nome di Ianos, mentre il centro meteorologico tedesco, responsabile dei nomi delle basse pressioni generiche, l’ha battezzato Udine.

Per rispetto di coloro che si sono trovati a subire i danni maggiori derivati da questo intenso vortice di bassa pressione abbiamo deciso di seguire il battesimo Greco: lo chiameremo dunque Medicane Ianos.
Se sei curioso/a di approfondire un po’ l’argomento dei cicloni di tipo tropicale nel Mediterraneo ti consiglio di leggere questo articolo (CLICCA QUI).

Tornando a Ianos, una delle più forti tempeste tropicali mediterranee mai registrate, facciamo una rapida analisi dell’evento che ha colpito la Grecia venerdì 18 portando con se venti distruttivi e inondazioni in diverse zone del Paese.
La pressione al centro del suo occhio è scesa fino a sfiorare i 980 hPa, i venti i mare aperto hanno raggiunto i 100-120 km/h prima di raggiungere le isole  della Grecia, dove si sono incanalati tra le isole fino a sfiorare raffiche di 150-180 km/h, localmente non si è esclusa qualche punta di 200 km/h in prossimità di Cefalonia e Zante.

Con questi dati Ianos, primo evento della stagione medicane 2020/2021, si classifica come uragano di Categoria 1 nella scala Saffir-Simpson, che classifica questi vortici in base all’intensità del vento.
Il Medicane Ianos si è formato mercoledì 16 settembre nel Mar Ionio meridionale, ma la sua storia è più lunga e inizia intorno a mercoledì 9.
Il 9 settembre un agglomerato temporalesco (cluster), figlio di una debole area instabile giunta sul Mediterraneo nei giorni precedenti, ha interessato la Sardegna senza portare grossi danni se non piogge forti e localizzate.

In assenza di correnti atlantiche che “spazzano” via rapidamente il sistema, questo ammasso instabile si è mosso molto lentamente nei giorni successivi. Tra giovedì 10 e venerdì 11 è rimasto pressoché stazionario tra il Tirreno e il canale di Sardegna; tra sabato 12 e domenica 13 si è spostato più verso la Sicilia interessando il canale dell’isola e la Tunisia. In tutto ciò, vento e onde ancora del tutto trascurabili.

L’evoluzione dello swell generato da Ianos alle ore 11:00 di Giovedì 17 settembre. Modello: ARPAL

Lunedì 14 e martedì 15, dopo aver sfiorato le coste della Libia, l’innocuo sistema temporalesco ha iniziato ad acquisire forza grazie anche ad un mare piuttosto mite, con temperature in superficie tra 26 e 28°C che valgono un’anomalia termica di oltre 2°C superiore alla media.
Così mercoledì 16 dalla sera il sistema si è organizzato in un vortice di bassa pressione via via più profondo, il cui nucleo è di tipo “caldo” a differenza delle classiche basse pressioni dall’atlantico (generate da aria fredda in quota).
Risalendo verso nord-est Ianos ha acquisito sempre maggiore intensità dando vita ad una mareggiata dai canoni eccezionali per il Mediterraneo, con altezza significativa dell’onda superiore a 7 metri in prossimità dell’occhio ed un ventaglio di periodo localmente fino a 10-12 secondi.

Il periodo dell’onda secondo il modello ARPAL alle ore 20:00 di giovedì 17. Si notano punte di 12 secondi lungo le coste della Grecia

Venerdì 18, il landfall in Grecia 
Venerdì 18 è stata probabilmente la giornata con i venti più intensi mai registrati nelle isole di Cefalonia e Zante. Insieme ai forti venti distruttivi, Ianos ha portato con se piogge torrenziali con punte fino a 250-400 mm caduti in meno di 24 ore.
L’altra faccia della medaglia, lontano dalla traiettoria del Medicane, l’hanno vissuta i surfisti italiani della costa Ionica, con uno swell di proporzioni epiche.

Seguendo una traiettoria simile a quella del TLC “VEGA” del 7 novembre 2014 o del più recente “Zorbas” del 28 settembre 2018, giovedì 17 Ianos ha prodotto una mareggiata eccezionale lungo molti tratti costieri Ionici di Puglia, Calabria e Sicilia.
L’eccezionalità dello swell, quando il ciclone segue traiettorie di questo tipo, sta nel fatto che un ventaglio di onde lunghe e consistenti tende a raggiungere la costa trovando venti spesso off-shore, a volte deboli e a volte più forti, ma sempre provenienti dalla direzione giusta.

Giordano D’Ecclesiis su un’onda semi-deserta a Sud. Foto: Emma Pirastru

Venerdì mattina i forti venti “off-shore” avevano già reso piatti molti spot del nord Ionio, mentre sui settori più a sud la “scaduta” generata da Ianos ha prodotto onde di buona qualità che hanno resistito fino a sabato 19.

Gli eventi di questo tipo attirano molti surfers del bel paese che tendono ad affollare spot noti. Quelli più furbi invece non hanno bisogno di riempire spot famosi dove giustamente surfano i locals, che vivono e preservano le loro onde durante tutto l’anno.
Giordano D’Ecclesiis ed Emma Pirastru (@emmapiras_/si sono mossi in modo responsabile, surfando e scattando nella quasi totale solitudine alcune onde “a Sud”, godendosi così al meglio e nel pieno rispetto lo swell generato da Ianos.

Le foto che seguono sono solo un assaggio, le migliori le troverete nel prossimo numero di 4surf magazine che andrà in stampa nel 2021, Covid permettendo. Stay tuned on #4surf mag!

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