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Nuova mobilità e bici un concept anche italiano

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Nuova mobilità e bici un concept anche italiano

Come sarà la bicicletta e il mondo della bicicletta in futuro? Quali progetti sono possibili, quali sono le prospettive e come si svilupperà la nostra categoria? E quella che oggi viene definita la nuova mobilità? Non esiste una risposta precisa, ma di sicuro molto dipende e dipenderà da una serie di interazioni con le categorie extrasettore che già da qualche stagione hanno cambiato e stravolto l’universo della bicicletta.

Nuova mobilità e bici un concept anche italiano

La nuova mobilità non è solo l’e-bike

Difficile approcciare un titolo del genere, quando siamo testimoni e lo siamo in maniera quotidiana, di incidenti che avvengono sulle nostre strade. Le vittime sono i ciclisti e/o la gente che utilizza la bicicletta come mezzo per spostarsi, dentro e fuori il contesto cittadino. Bypassiamo per un attimo le motivazioni e concentriamoci su altro. I nostri agglomerati urbani stanno cambiando la loro “urban line” e questo avviene anche grazie a “quel traffico lento” dove la bicicletta gioca un ruolo da protagonista. Nel corso dell’estate 2020, l’Italia, grazie a due eventi dedicati alla bici, il Bike Festival di Rimini e ai Bike Connection Days, si è promossa come un riferimento reale per il mondo della mobilità del futuro.

La bicicletta è un risultato e un punto di partenza

Si, la bicicletta è una sorta di risultato finale che mette insieme la varie sfaccettature di un’industria che negli ultimi anni in particolare si è evoluta tantissimo. La bici ha attirato gli interessi (ed i capitali) di categorie che una volta si definivano extrasettore e che oggi sono perfettamente integrate nel ciclismo. Scriviamo dei settori dell’elettronica e dell’informatica, automotive e la categoria dei motori in genere, ma è anche oggetto di studi che coinvolgono i poli universitari. Ben venga tutto questo, perché si generano nuove opportunità che vanno a favore di tutti, si crea business e si stimolano le prospettive. Non fermiamoci a quello che abbiamo davanti agli occhi!

La bicicletta però, è anche un punto di partenza. E’ versatile e non conosce confini e conferma la sua capacità di dare vita ad interazioni e connessioni. La conferma di quello che vi scriviamo è la collaborazione che ha preso forma tra l’organizzazione BCA (Bike Connection Agency) e i tedeschi di IAA Mobility. La nuova mobilità è un punto di partenza e non solo per la bici.

Di chi stiamo scrivendo

Abbiamo trattato il progetto BCA in diverse occasioni e crediamo che una precedente pubblicazione sintetizzi al meglio il concept di questa piattaforma.

Bike Connection Fall: il messaggio del mondo bici

Come scritto in precedenza, nonostante le difficoltà pandemiche, i Bike Connection Days hanno avuto luogo nel 2020, ad Andalo (Comprensorio della Paganella). Il fatto di aver portato in territorio italiano un evento tanto esclusivo, quando dalla portata mondiale mondiale è e deve essere un vanto.

IAA Mobility invece, nasce in Germania, nell’ambito della fiera di Monaco. La forza dei tedeschi e la volontà di promuovere i propri eventi, uniti all’ambizione di essere il fulcro e il riferimento, è ben nota a tutti. IAA Mobility ha l’ambizione di diventare la fiera più importante in fatto di mobilità olistica, legata a nuovi concept tecnologici che si rivolgono al futuro, facendo collimare ancor di più la bicicletta all’automotive e alla tecnologia informatica.

Quali sono le chiavi di lettura che possiamo argomentare?
  • Le collaborazioni prima di tutto, finalizzate a dare sostanza ai progetti e agli sviluppi in ottica futura. Proprio le collaborazioni di partnership sono alla base della crescita. Non si tratta “solo” di mettere in campo dei capitali più sostanziosi, ma di far crescere le varie piattaforme che sono sempre più collegate tra loro. Un esempio: la bicicletta muscolare (se così vogliamo chiamarla e intesa come categoria merceologica), oggi come oggi non può fare a meno della e-bike e viceversa.
  • Usare ed unire un numero maggiore di competenze. Tanto siamo testimoni di una vera e propria “mescolanza”, tanto ci confrontiamo con una specializzazione aumentata e lo sport ne è l’esempio lampante. Per avere delle solide prospettive “è obbligatorio” unire le competenze specifiche delle piattaforme (e degli individui). Ecco che, la collaborazione tra BCA e IAA può essere un gran bel progetto e può portare dei vantaggi all’intero settore bici. La possibilità di collegare una compagine italiana ad una tedesca che gode di un’economia forte? E’ un’idea, ma è lecito pensarlo e con le giuste prospettive di collaborazione può produrre dei vantaggi su diversi fronti.
  • Il canale del turismo e dei territori. Da prima con gli eventi dell’Italian Bike Test e poi grazie alle giornate BCA e dell’Italian Bike Festival di Rimini, la bicicletta è tornato ad essere un riferimento per le discipline outdoor, che si è “svincolata” dai padiglioni fieristici. Questo ha portato anche ad una collaborazione sempre più attiva tra i territori, i comuni e le aziende di promozione turistica. Non solo, perché questa considerazione ci rimanda ad un “concept di mobilità futura” che è più vivo che mai e che il lockdown ha riportato alla luce in modo esponenziale.

In conclusione

Le collaborazioni, le partnership e le interazioni sono alla base dei progetti e degli sviluppi dei progetti stessi, una considerazione di per se banale, ma che trova conferme da sempre, soprattutto nell’ambito della bicicletta. La bici è un’industria che da una parte è legata ad una storia ormai secolare, dall’altra si propone come una delle nuove frontiere di ricerca e sviluppo, capace di assimilare ed integrare ambienti molto differenti tra loro. Ma cosa c’é di diverso tra una categoria e l’altra, quando viviamo in un’epoca dove tutto è connesso? Poco o nulla e la risposta stà proprio nella domanda. Inoltre:”fino a quando la bicicletta è rimasta una sorta di ambiente chiuso, non di rado è stata definita come una lobby (nulla di più vero), un concetto che man mano è diventato sempre più opaco, proprio grazie all’arrivo di forze fresche dall’esterno”.

La nuova mobilità, le collaborazioni che nascono grazie ad essa e le conseguenti opportunità, sono linfa e motivo di pensare ad una serie di nuove prospettive.

a cura della redazione tecnica, immagini courtesy BCA (Luigi6stli e Rupert Fowler).

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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