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Onde: il prodotto di una perfetta combinazione

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Per noi surfisti sapere quando e se le onde arriveranno è molto importante, ai fini del divertimento, di un minor spreco di tempo e talvolta di denaro. Vi proponiamo così un articolo che vi indicherà gli elementi più importanti da tenere in considerazione per una corretta previsione. Per noi surfisti sapere quando e se le onde arriveranno è molto importante, al fine di ottenere la migliore surf forecast.

Tutti sappiamo che, soprattutto per i nostri mari, il principale meccanismo fisico che genera le onde è il vento ed è proprio in funzione di esso che un surfista può dedurre se una previsione può essere confermata o smentita. Detto ciò il primo consiglio che vi diamo è quello di non catapultarvi subito sui modelli indicanti l’altezza dell’onda ma di osservare con attenzione le carte del vento e i parametri che esse indicano, in particolare: fetch, direzione e intensità del vento. Questi sono componenti fondamentali da tenere in considerazione ai fini di una previsione meteo&surf attendibile, poichè insieme creano una miscela di ingredienti dalla quale possono essere sfornati swell epici ma anche bluff e delusioni.

 

Il vento, soffiando, applica una pressione sulla superficie acquatica che si increspa fino a formare vere e proprie onde, il moto delle quali aumenta notevolmente soprattutto nelle prime 12 ore a partire dal momento in cui il vento ha iniziato a soffiare. L’altezza e la lunghezza variano quindi in funzione dell’intensità (nodi) e della persistenza (ore) del vento nonchè dall’ampiezza (miglia) del fetch, ovvero quel tratto di mare sul quale esso soffia per una certa durata con direzione costante o quasi invariata.

Queste affermazioni sono tutt’altro che scontate: esistono infatti specifiche relazioni matematiche che a seconda della variazione dei parametri sopra citati ci indicano l’altezza media delle onde in mare aperto e quindi la consistenza generale dello swell di cui siamo interessati.
Senza incorrere in complicate formule possiamo affermare che in condizioni di vento moderato le onde crescono in altezza massima di 1.5 m ogni 100 miglia (1 miglio= 1,853 km) di fetch, mentre per un analisi più dettagliata vi proponiamo questa interessante tabella estrapolata dal manuale di meteorologia del centro epson meteo.

Tabella di riferimento con correlazione tra vento, fetch, ore e altezza onde

 

Come notate ai fini di una buona previsione meteo&surf è insensato considerare intensità, fetch e persistenza del vento separatamente uno dall’altro, mentre diventano informazioni importantissime se considerate collettivamente. Possiamo avere la conferma o informazioni sulla consistenza di uno swell considerando quindi i parametri del vento come una vera e propria combinazione di elementi dalla quale dipenderà la probabilità di surfare oppure no, la scelta dello spot e la qualità dell’onda stessa. Quest’ultimo è un tema tanto interessante quanto complesso poichè ad influenzare la qualità delle onde non è solo il vento ed i suoi parametri ma anche la morfologia dei fondali e delle coste, vi dedicheremo perciò solo qualche piccolo cenno.

 

La rifrazione ha effetti particolari a seconda della conformazione delle coste. Le onde in corrispondenza dei promontori incontrano i bassi fondali prima che nei classici beach break, di conseguenza esse vengono rifratte convergendo verso le sporgenze della costa, in prossimità delle quali si potrà godere di un onda con una spinta maggiore, contrariamente a ciò che accade nelle baie.
Al centro di queste strutture naturali le acque sono più profonde di conseguenza le onde vengono rifratte su entrambi i lati verso zone di acque più basse disperdendo cosi parte dell’energia del moto ondoso. Molto spesso ciò crea onde più regolari e facilmente surfabili, con correnti spesso utilizzabili come “impianto di risalita”.

La baia di Levanto è il perfetto esempio di rifrazione del moto ondoso su entrambi i lati
Photo Courtesy: Adelmo Massola – fb page “Levanto SurFrames”

 

Ovviamente queste sono considerazioni altamente generali, ogni spot ha sicuramente peculiarità tecniche molto diverse da quello adiacente a cui bisognerebbe dedicarci pagine e pagine di approfondimenti.

Perfetto schema di rifrazione: sui promontori l’energia si concentra, nelle baie invece si disperde a favore di una migliore qualità in caso di mare attivo
Schema base di propagazione delle onde

Tutto questo va sempre integrato con il fatto che onde vive, quindi sotto l’azione del vento, saranno sempre più disordinate rispetto a onde morte le quali avanzano per inerzia. Quest’ultime a prescindere dall’altezza renderanno sicuramente la nostra surfata migliore in termini di periodo e precisione dell’onda stessa.

Fonti: manuale meteorologia alpha test,  www.biologiamarina.eu

Articolo a cura di Giacomo Lucidifacoltà di scienze ambientali Ravenna

 

 

1 novembre 2012: uno swell impresso nella mente di tutti i surfers della costa est – venti di oltre 30 nodi su tutto il fetch disponibile per oltre 12 ore consecutive

In mare aperto le onde sono parallele tra loro e molto spesso si dirigono obliquamente rispetto alla costa, quando invece si avvicinano a questa, muovendosi su un fondale a profondità decrescente, tendono a disporsi parallele alla linea di riva. Tale modifica della disposizione e della direzione di propagazione delle onde prende il nome di rifrazione.

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