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PALKÈ. L’amicizia prima del brand

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Testo: Chiara Cattani

Questo filone di pensiero accompagnerà l’opera fino alla fine del suo processo creativo, tanto che sul piano concreto, allo stato primordiale del suo essere essa non è che un insieme di materiali isolati: resina, fibra di vetro, legno. Solo nel momento in cui tutti gli elementi in concerto saranno legati indissolubilmente la tavola prenderà vita. E con essa l’idea sarà forma.
7’0’’-21’’-3’’ – Palkè si presenta con linee morbide ed armoniose, prestante e funzionale quando entra in contatto con il suo mondo naturale: mari, oceani, onde.

Fra i materiali che danno origine alla tavola si annoverano: schiuma di poliuretano, fibra di vetro, resina epossidica e legni ALPI, punta di diamante dell’opera. Concepita e studiata come un Bonzer mid lenght, dal sapore retrò nelle trame e nei colori, Palkè è dotata di tre pinne. Una D-fin centrale e due Keel laterali. Le tre pinne in resina epossidica e legni Alpi fanno eco alla composizione della tavola, donandole un aspetto finale ricercato in ogni dettaglio.
La qualità di Palkè riflette la qualità della sua materia prima Legno ALPI: legni provenienti da una gestione forestale sostenibile, operante secondo i più elevati livelli e criteri di standard qualitativi, con occhio sempre vigile all’impatto sulla biodiversità circostante. L’impiallicciatura dei legni destinati a Palkè è come l’opera stessa, un processo artigianale, a tratti sartoriale. Tutto strettamente realizzato a mano per conferire al prodotto un carattere originale nel suo genere.

Quando la scheggia impazzita Franz ha una parvenza di progetto in testa, chiama l’amico Giappa e trova subito terreno fertile per dar vita ad una collaborazione che, contagiosa, coinvolge ed aggrega altre persone. Alpi Wood, essenza e fulcro del progetto, crea legno dal legno, un fare e disfare che da vita a venature e motivi unici e inconfondibili, percorrendo la Via, il Do, della Sostenibilità.
Dietro l’obiettivo, il londinese Anthony Fernandez, con il suo Street Style Undergroud, svela i segreti della nascita di Palké in un gioco di colori, luci ed ombre. L’Art Book, un’Opera all’opera. Chiara Ungaro racchiude e descrive il significato intrinseco del progetto in un libro elegante, capace di mettere a nudo in poche righe i suoi protagonisti.

Puoi scoprire di più sul progetto PALKÉ e conoscere i personaggi che ne hanno dato vita sabato 25 gennaio dalle ore 19:00 al Surfer’s Garden di Milano, p.zza caduti del lavoro 5.

About GIAPPA
2009, S. Margherita una frazione di Fidenza, totalmente immersa nella campagna della Pianura Padana. Estati umide, inverni nebbiosi. Dieci anni fa nasce la Shaping Room di Giappa. Amante delle tradizioni, preferisce chiamare il luogo in cui da vita alle sue creazioni ”laboratorio” e battezza le sue tavole “Float Surfboard”. Galleggianti. Proprio come gli anolini che navigano nel brodo fumante per Natale, San Donnino, patrono di Fidenza, e per i cuori più temerari a Ferragosto quando, l’idea di sorseggiare brodo bollente corrisponde più a follia che realtà. “Ho iniziato a fare tavole per ingannare il tempo, quando il mare non mi regalava onde. Tutto qui. Fare tavole accorciava la nostalgia fra una surfata e l’altra“ – Fare, creare, costruire, sperimentare, Giappa ama più l’italiano dello slang inglese. Privilegia il verbo fare all’inglesismo “Shapare”, preferisce sentirsi artigiano di piccola bottega, ancorato alla realtà delle sue radici senza troppe pretese. Idea tavole solo su commissione, indaga i desideri dei suoi committenti, li traghetta nel mondo delle forme, dei colori e delle misure raccogliendo ogni indizio utile per la sua prossima creazione. Ogni linea d’acqua racconta una storia irripetibile, proprio perché ogni persona è un mondo a se e nessun desiderio seppur simile sarà mai identico ad un altro. Così sono le sue tavole.
Lo specchio di chi le riceve. E’ cosi che Giappa trae ispirazione: ascoltando attentamente chi ha davanti. Diverse le tavole che sperimenta per sé. Le sue tavole sono i suoi viaggi, le sue onde e le sue intuizioni. Parlano di lui, un po’ come queste poche righe scritte da sua moglie.

About FRANZ
Surfer, illustratore, designer, pioniere del Surf in Italia, fondatore del Surfer’s Den, punk, e padre. Chi più ne ha più ne metta per Francesco Aldo Fiorentino, o meglio: Il Franz. Vive in città lontano dalle onde. In testa una marea sempre crescente di idee e progetti che trovano forma grazie al suo essere propositivo e mai geloso delle sue intuizioni. In un pezzo di legno vede una tavola, in un foglio bianco un disegno, in un amico una fonte di ispirazione. E’ cosi che nasce Palkè: una telefonata a Giappa, un’idea, e la voglia di creare. Franz conosce Antony, due birre, qualche chiacchiera e Palkè diventa fotografia. Quando Franz scova il seme della creatività fra suoi incontri si può essere certi che qualcosa di originale presto o tardi germoglierà. Questo milanese, che naviga a zonzo fra mari di idee, non scorda mai il suo fine ultimo: fare e disfare per divertirsi, per il semplice gusto di dare forma ai suoi pensieri e salpare verso nuovi lidi quando un progetto è giunto in porto sano e salvo. Come sosteneva Duke Kahanomoku, genericamente considerato l’inventore del surf moderno: “I migliori sono quelli che si divertono di più“ e così Franz disdegnando vana gloria ed egocentrismo, tiene alta la bandiera della fantasia nel nome del fare disinteressato, del passatempo e di legami autentici fra persone dalla mente vivace.

About Antony
Radici vagabonde. Inghilterra, Portogallo e un pizzico di Goa scorrono nelle vene di quest’uomo che getta l’ancora nel porto sicuro di Fidenza, dove si costruisce una vita. Anzi due, perché padre di Zoe e Noah. Alternativo non per scelta ma di natura, condisce ogni discorso mixando l’italiano all’inglese, la sua lingua madre. Amante della buona musica scratcha vinili alla vecchia maniera o, come direbbe lui, all’ “Old School”. Pendolare cinque giorni su sette è facile incrociarlo in stazione mentre fuma la sua sigaretta in attesa del treno direzione Milano, assorto fra mille pensieri, con l’occhio vigilie sui particolari ai quali noi diamo meno rilevanza perché ancora intorpiditi dal sonno della notte. Preciso, tecnico, perfezionista. Si avvicina alla fotografia per curiosità e finisce per scoprire un mondo nuovo fatto di luci, ombre, riflessi, tempi di attesa e momenti d’azione.
Studia tanto e scopre che i suoi migliori soggetti sono tutt’altro che statici. Rigetta le pose plastiche: Antony ama la vita vera e si focalizza sugli skaters che ingannano il loro tempo fra funbox, cadute e precedenze mancate. Amico storico di Giappa e, curioso del suo laboratorio, inizia a fotografalo all’opera. Mentre Giappa fa tavole, Antony fotografa. Assorti fra i loro mondi, in silenzio, vicini fra le loro differenti passioni, parlano poco ma si trasmettono tanto. Poi arriva Palkè: un’idea, un progetto, una storia, un tanto di tutto, un tanto di tante fotografie. C’è chi attende solo il risultato finale, tralasciando il percorso: La base imprescindibile di ogni traguardo. Antony intuisce l’essenza di Palkè, proponendo una serie di fotografie che raccontano il processo evolutivo di questa tavola frutto di passione, tentativi ed errori. Frutto di giorni e ore in laboratorio fra resina, legno, pazienza e tanta precisione.

About ALPI
COURTESY OF ALPI S.p.A
Leader nella produzione di superfici decorative in legno composto, ALPI è stata la prima azienda ad industrializzarne il processo manifatturiero: il tranciato Alpilignum, realizzato mediante la scomposizione e successiva ricostruzione di un vero tronco di legno, offre innumerevoli approcci progettuali e di conseguenza altrettanti esiti estetici. Partner professionale per grandi aziende, dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract, ALPI si distingue nel panorama mondiale per il controllo diretto dell’intera filiera, dal tronco al legno finito, partendo dalla gestione forestale.
E’ assicurata così la garanzia d’origine legale e sostenibile del legno e la totale tracciabilità del prodotto. ALPI è quindi garanzia di un prodotto eco-responsabile. Alla base, importanti investimenti in R&D, materie prime di altissima qualità, tecnologia all’avanguardia e minuziose lavorazioni sartoriali. Altre importanti peculiarità sono l’ampiezza di gamma e la grande capacità di saper rispondere alle richieste specifiche di una committenza molto diversificata, anche attraverso lo studio e la progettazione di soluzioni personalizzate ma anche ripetibili nel tempo per ogni singolo progetto.
Per tutti i legni ALPI è disponibile su richiesta la certificazione FSC®, la più autorevole a livello internazionale, che attesta la sostenibilità della materia prima. Oggi ALPI – guidata da Vittorio Alpi, nipote del fondatore – si sviluppa su diversi insediamenti industriali che occupano 450 persone in Italia e più di 1550 in Africa. La produzione di Alpilignum è stata di 20 milioni di metri quadrati nel 2017; i prodotti sono distribuiti in oltre 60 paesi.

 

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