Parliamo di sostenibilità con Surfrider Genova

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In questa intervista ad Andrea Cavalleroni, fondatore di Surfrider Genova, scopriamo insieme qualcosa in più sull’associazione e alcuni piccoli gesti quotidiani, che possiamo fare tutti anche in piena emergenza Coronavirus, per essere più sostenibili e proteggere il nostro mare.

Ciao Andrea, raccontaci da dove arriva la tua passione per il surf: come è iniziato tutto?
Ciao Michele, ho iniziato in una location un po’ insolita… iniziare a surfare era un mio sogno nel cassetto già da quando ero bambino, ma a inizio anni 2000 non c’erano tutte le scuole surf liguri che ci sono ora. Quindi l’evento chiave con cui ho iniziato è stato andare a fare un semestre di studio universitario all’estero, a Guadalupa, un’isola francese ai Caraibi. Già prima di partire avevo deciso che il vero obiettivo dei sei mesi fosse quello di iniziare a surfare… e così è stato. Correva l’anno 2007 e una volta rientrato a Genova mi sono avvicinato passo dopo passo ai vari spot liguri.

Cosa fai nella vita quando non sei in acqua?
Diciamo che cerco di condividere con gli altri la mia passione per il mare, insegnando e divulgando, per proteggere il mare e tutti gli ecosistemi ad esso legati.

Come sei venuto a conoscenza di Surfrider Foundation Europe?
Ne sono venuto a conoscenza proprio a Guadalupa: un costume che ho comprato devolveva una parte dei proventi a questa associazione. Il nome mi ha incuriosito molto e quindi sono andato a cercare maggiori informazioni su internet e ho iniziato a seguire i loro canali sui social media e la loro newsletter.

Per chi non la conoscesse, Surfrider Europe è un’associazione che si occupa di tutela del mare a tutto tondo, dalle pulizie della spiaggia e le campagne legate alla plastica usa-e-getta alla qualità delle acque in cui facciamo al bagno, fino ad arrivare ai cambiamenti climatici e alla tutela della costa.

La giornata di pulizia alla foce del Bisagno, Genova

Com’è nata Surfrider Genova e quali attività svolge?
Surfrider Genova, che ho fondato l’anno scorso insieme ad un gruppetto di amici, è uno dei 46 gruppi locali di Surfrider Europe, attivi in tutta Europa con una rete molto vasta di volontari. In Italia ci siamo noi e Surfrider Roma.

È difficile spiegare in poche parole quello che facciamo, (magari date un’occhiata alle nostre pagine Facebook e Instagram per vedere le ultime novità) ma partirei innanzitutto dalla nostra campagna più importante: le Ocean Initiatives. Utilizziamo le pulizie della spiaggia per coinvolgere più persone possibile (56.000 nel 2019 in tutto il mondo) e sensibilizzare sul gigantesco problema della plastica che finisce in mare (l’equivalente di un camion della spazzatura al minuto). Mentre facciamo le Ocean Initiatives cerchiamo di conteggiare il numero di rifiuti raccolti in modo da avere i dati numerici dei rifiuti che più inquinano le nostre spiagge e i nostri mari. Questi dati (a questo link trovate tutti i dati del 2019) vengono poi utilizzati per interfacciarci con le istituzioni politiche sia a livello europeo (Surfrider Europe ha partecipato alla stesura della famosa Direttiva europea sulla plastica monouso) che a livello locale. Ad esempio, è stato un vero onore per noi essere chiamati in Commissione Ambiente di Regione Liguria per chiederci la nostra opinione su tre proposte di legge sulla plastica monouso e sui cambiamenti climatici dopo un solo anno di attività.

A fine febbraio era in programma la pulizia della Foce (a Genova), iniziativa rimandata per cause di forza maggiore che tutti conosciamo. Come sono andate le scorse edizioni?
L’edizione 2019 della nostra Ocean Initiative alla Foce è stata veramente incredibile. C’erano circa 200 partecipanti e abbiamo ripulito una zona enorme (oltre 1,5 km), che si estende dalla Fiera del Mare a Punta Vagno. Purtroppo la quantità di rifiuti che abbiamo raccolto è stata sconvolgente. Per darvi due numeri: erano circa 80 metri cubi di spazzatura; AMIU (l’azienda genovese che si occupa dei rifiuti) ci ha supportati con vari camion, camioncini e container; abbiamo riempito un camioncino solo di pneumatici, erano 62 tra interi e pezzi; uno dei rifiuti più presenti erano le bottiglie di plastica… ne abbiamo raccolte 2.649.

Il risultato della pulizia della spiaggia alla foce del Bisagno, Genova

Ora che siamo tutti costretti in casa, c’è qualcosa di sostenibile che possiamo fare anche senza uscire?
Dopo aver letto questi numeri sui rifiuti nell’ambiente è importante rendersi conto che il modello di produzione e consumo attuale non è sostenibile. Dobbiamo quindi risolvere il problema alla fonte: richiedere ai politici il vuoto a rendere su tutti gli alimenti e le bevande per i quali è tecnicamente possibile farlo e comprare sfuso tutto quello che riusciamo (pasta, cereali, legumi, biscotti, detergenti, etc). Esistono varie realtà a Genova e in Italia (Negozio Leggero e Biolù) dove è già possibile farlo.

Per il resto, è molto importante fare la raccolta differenziata sia della plastica che, ad esempio, dell’umido, che se viene buttato nella spazzatura inquina un sacco (emette gas) e non si può sfruttare come preziosissima risorsa (tutti gli scarti alimentari umidi possono essere poi riconvertiti in terriccio/humus).

6327 mozziconi raccolti dalla pulizia della spiaggia di Genova Sturla, contati uno ad uno dai ragazzi di Surfrider Genova

Curiosando sulla pagina Facebook di Surfrider Genova abbiamo notato una foto molto rappresentativa: avete davvero contato uno ad uno quei 6.327 mozziconi di sigaretta?
Eh sì, un sacco di gente mi ha chiesto se li abbiamo contati veramente. Posso rispondere di sì, io e Silvia dell’associazione Worldrise ci siamo fermati a contarle dopo la pulizia della spiaggia di Genova Sturla. È veramente incredibile che ci fossero 6.327 mozziconi in una sola spiaggia. I fumatori si devono rendere conto che i mozziconi non si possono buttare per terra (purtroppo è un comportamento considerato normale): i mozziconi sono fatti di plastica e rilasciano nell’ambiente oltre 4.000 sostanze tossiche. Se arrivano nei tombini e poi in mare, inquinano fino a mille litri di acqua ognuno. Per questi motivi è importante buttarli sempre nella spazzatura.

Da surfista appassionato cosa ne pensi della situazione ambientale?
La situazione ambientale in questo momento è drammatica. Mi vengono subito in mente due puntate di Report sul mar Ligure e sulla situazione a Rosignano Solvay che ci danno un’impressione tangibile del dramma e dell’inquinamento che stiamo riversando nel nostro mare (da cui dipende la nostra vita). Sono dei video che tutti i surfisti e amanti del mare dovrebbero vedere… ora che siamo tutti a casa, ve li consiglio!

E purtroppo il problema più grande di tutti (e la minaccia più grande anche per il mare) è invisibile. Parliamo molto sui media di inquinamento da plastica, ma meno di emergenza climatica. Se non abbassiamo ora le nostre emissioni (portandole a zero entro il 2050) le conseguenze per il nostro pianeta saranno irreversibili. È da 40 anni che gli appelli degli scienziati non vengono ascoltati; ci vuole una politica che metta questo problema al primo posto, immediatamente.

Nella vita quotidiana cosa possiamo fare per essere più sostenibili?
Abbiamo appena lanciato una nuova rubrica sulle nostre pagine Facebook e Instagra dove spieghiamo quali sono le cose che possiamo fare per ridurre il nostro impatto ambientale nella vita di tutti i giorni. Ad esempio potremmo comprare energia elettrica 100% rinnovabile, mangiare pochissimi carne, pesce e formaggi (sono gli alimenti a più alto impatto ambientale), scegliere mezzi di trasporto più ecologici, etc. Se volete maggiori informazioni, le trovate ogni settimana sulle nostre pagine sui social media.

Andrea Cavalleroni in pausa dal lavoro

E quando andiamo a surfare?
Sul surf la questione è più complicata perché le tavole e le mute non sono oggetti molto eco-sostenibili. Dovremmo quindi cercare di trattarle bene per farle durare più anni possibile. Un ulteriore piccolo consiglio è quello di usare una paraffina a base di cera d’api (come Matunas o Terrawax) per non applicare una sostanza inquinante sulla nostra tavola (paraffina a base di petrolio) e rilasciarla in mare a ogni session.

Grazie Andrea per il tuo tempo, ricordaci come seguire le tue iniziative con Surfrider Genova.
Ciao Michele, grazie per l’invito qui su 4Surf. Ci vediamo sulle nostre pagine Facebook e Instagram in questo periodo di emergenza e difficoltà e speriamo di poter tutti riprendere le nostre attività quotidiane, in salute, il prossimo mese.

Pulizia della spiaggia alla foce del Bisagno

 

Genova in tutta la sua bellezza

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