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RISULTATI RICERCA SU BOARDSPORT E TURISMO IN SARDEGNA

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Qualche mese fa, abbiamo contribuito a dare visibilità ad un sondaggio per una ricerca dell’Università di Sassari.

La ricerca, condotta da Melina Markos e la sua relatrice  Nicoletta Fadda, valuta l’effettiva possibilità in numeri, di creare un indotto turistico attraverso i boardsport in Sardegna.

Sono arrivati i risultati, che ora pubblichiamo in questo post.

La lettura è lunga e impegnativa, però, per chi lavora nel settore degli sport acquatici, può risultare molto interessante.

 

Report – “Boardsport e turismo in Sardegna”

Melina Markos e Nicoletta Fadda

 

  1. Obiettivi della ricerca

Lo studio si pone come obiettivo principale quello di individuarei presupposti, le potenzialità e le criticità della pratica dei boardsport in Sardegna e le implicazioni turistiche. L’indagine adotta un doppio approccio: lo studio della domanda (practitioners residenti e non) e dell’offerta (coloro che gestiscono un business ed in particolare una scuola dove vengono insegnate tali discipline sportive).

I boardsport presi in considerazione sono il kitesurf, il windsurf e il surf da onda. I tre sport, infatti,presentano caratteristiche simili ovvero sono sport acquatici, praticati mediante l’utilizzo di una tavola e vincolati dal verificarsi di condizioni metereologicheparticolari (vento nei primi due sport e onda nel caso del surf).L’accorpamento di tali discipline sotto l’espressione boardsport non rappresenta una novità; precedenti lavori all’interno della branca dell’adventuretourismsi sono interessati a tali sport approfondendo stili e attrezzatura, implicazioni geografiche, socio-economiche e,rilevando la carenza di interesse e analisi scientifiche con approccio turistico (Buckley, 2010).

 

Nel presente report vengono presentati i primi risultati dello studio ancora in corso.

Con riferimento all’offerta l’obiettivo principale era evidenziare l’esistenza di servizi dedicati agli appassionati di tali sport. Ci si è pertanto focalizzati sulle scuole di surf da onda, kitesurf, e windsurf, sorte in questi ultimi anni, che talvolta effettuano anche il noleggio di tavole e che sono comunque supportate e collegate ad esercizi commerciali di vendita dell’attrezzatura. In particolare, sono state mappate le principali attività presenti nell’Isola.

L’analisi della domanda, invece, ha voluto approfondire il movimento surfistico in Sardegna (dei tre sport presi in considerazione) alimentato sia da residenti che non, per comprendere profili socio-eco-demografici e valutare opinioni e aspettative riguardo lo sviluppo della Sardegna quale meta per la pratica dei boardsport.

 

*Note redazionali: nella presente trattazione i termini surfista così come il corrispondente verbo surfarevengono spesso utilizzati per individuare il praticante dei boardsport su cui si focalizza lo studio così come l’attività sportiva considerata (surf da onda, kitesurf e windsurf).

Le tabelle citate nel testo sono contenute a fine report nella sezione denominata Appendice.

 

  1. Il contesto di riferimento

Sebbene la Sardegna vanti territori con condizioni ideali per la pratica di molteplici sport e paesaggi naturali di inestimabile bellezza, essa rimane ad oggi una destinazione poco nota per la pratica di alcune discipline sportive. Persistead oggi la diffusa convinzione che l’Isola non sia strutturata per accogliere un turismo sportivo,ovvero, non abbia infrastrutture e servizi in grado di rispondere alle esigenze di un flusso cospicuo di turisti sportivi. Ciò nonostante, chi pratica i boardsport a livello agonistico o comunque a un buon livello non solo conosce la destinazione Sardegna ma spesso la frequenta con regolarità.

Negli ultimi anni è possibile constatareuna maggiore affluenza diriders[1] nelle spiagge sarde sia in alta stagione che durante i mesi primaverili e autunnali.  Tali periodi sono indubbiamente preferiti, sia perché con più frequenza si verificano le giuste condizioni atmosferiche, sia perché le spiagge sono meno frequentate e le onde meno “contese”. Inoltre, si osservala nascita di scuole, associazioni, gare e manifestazioni promozionali, segno di una crescita di tale attività e fermento intorno a tale movimento sportivoche richiama l’attenzioneanche dei “non addetto ai lavori”.

Da Porto Pollo a Chia, ovvero dal nord al sud dell’Isola, sono presenti molteplici spot adatti a tutti i livelli e fruibili da tutte le discipline prese in considerazione. Le condizioni delle onde e del vento sono generalmente consistenti e favorevoli e le brevi distanze permettono di spostarsi sul territorio senza eccessive difficoltà. Nonostante la Sardegna non venga adeguatamente promossa come destinazione surfistica da parte degli enti turistici, negli ultimi anni si assiste a un incremento del“movimento del popolo del vento”, un numero rilevante di persone che si spostano nell’Isola o si recano appositamente per praticare questi sport.

La storia dei boardsport in Sardegna varia a seconda dello sport considerato. Il windsurf è stato il primo ad essere praticato intorno agli anni ottanta/novanta fino all’avvento del kitesurf. Quest’ultimo inizia a diffondersi verso la fine degli anni novanta e l’inizio dei primi anni del duemila vedendocrescere, anno dopo anno ed in maniera esponenziale il numero di praticanti. Con riferimento al surf da onda si osservano i primi pionieri nei primi anni ottanta. L’espansione del surfin Sardegna è andata di pari passo con quella italiana. In un primo periodo erano pochi gli appassionati che praticavano con attrezzature spesso non adeguate per la mancanza di negozi dedicati i quali aprirono solo in un secondo tempo. La Sardegna attualmente può vantare un notevole movimento surfistico; l’Isola è infatti un ambiente ritenuto adatto da chi pratica questi sport a livello professionale. Sono sempre più numerosi gli appassionati e i negozi con marche di attrezzatura di alta qualità e i business in generale che grazie a queste attività creano nuovi posti di lavoro. Tale fenomeno è ben noto ai praticanti che risiedono nell’Isola e a coloro che si recanoappositamente per praticare il proprio sport.

Nonostante ciò, la Sardegna non è totalmente entrata a far parte del circuito di località globalmente riconosciute per il turismo da boardsport.

 

  1. L’offerta

Lo studio dell’offerta turistica si è focalizzato sulle scuole di surf da onda, kitesurf e windsurf. In particolare si è proceduto a mappare la presenza di tali business nel territorio di riferimento: la Regione Sardegna. La ricerca delle strutture è avvenuta mediante documenti ufficiali quali cartine dedicate e il canale web individuando i siti internet delle principali scuole. Sono state individuate in totale 55 scuole alcune delle quali itineranti poiché non localizzate in un’unica spiaggia. Le condizioni meteorologiche, infatti, influenzano l’ambiente ideale dove praticare e pertanto le stesse scuole individuano più di uno spot dove svolgere la propria attività. Come riportato nella tabella n. 1 le scuole di surf da onda sono 13, mentre quelle di kitesurf e windsurf rispettivamente 16 ed 11. La distinzione delle scuole per disciplina non è stata del tutto agevole dal momento che in molte strutture vengono insegnate due o più sport. Tale fattispecie è indicata in tabella sotto la voce “miste”. Si rileva il frequente abbinamento kitesurf/windsurf riscontrato in 10 strutture.

Le scuole si distribuiscono in tutti i 1.897 km della costa sarda come rappresentato nella tabella n. 2. In particolare si riscontra una maggiore presenza di scuole di surf da onda nella costa est e meridionale dell’isola e un’equa distribuzione delle restanti strutture relative alle altre due discipline di boardsport analizzate, kitesurf e windsurf.

 

  1. La domanda

4.1 Metodologia

Il principale strumento d’indagine impiegato per la raccolta di molteplici informazioni è stato un questionario indirizzato ai praticanti di surf da onda, kitesurf, e windsurf, residenti e non residenti in Sardegna.Il questionario diviso in sei partisi compone di settanta quesiti.

La sezione A e B è rivolta a tutti (residenti e non), e si focalizza sul “surf lifestyle” ovvero sulle caratteristiche (tempi e modalità) della pratica dei riders e su aspetti socioeconomici e demografici. La sezione C è indirizzata solo ai non residenti in Sardegna e si concentra su fattori generali relativi al viaggio in Sardegna e alle spese sostenute giornalmente mentre la sezione D filtra i rispondenti, concentrandosi solo sui praticanti non residenti ovvero su coloro che si recano nell’Isola unicamente per dedicarsi al surf da onda, al kitesurf, o al  windsurf, con il fine di  approfondire l’esperienza surfistica e le opinioni relative alle implicazioni turistiche. Infine, la sezione E è dedicata ai residenti e alla loro opinione sul turismo da boardsportin Sardegna mentre la sezione F rivolta a tutti i rispondenti, residenti e non, indaga un eventuale sviluppo futuro dell’Isola come destinazione per la pratica dei boardsport.

Il questionario è stato sviluppato online, utilizzando la piattaforma googleforms (google moduli), e inviato a fine agosto 2016 attraverso la condivisione sui social networkFacebook e Whatsapp. Inoltre, è stato chiesto il supporto e la collaborazione dei siti 4surf.come 4windsurf.com (siti internet dedicati agli appassionati di surf e windsurf) con il fine di divulgare il questionario tra praticanti in Italia che sono soliti recarsi in Sardegna. I risultati presentati nel paragrafo successivo scaturiscono dalle risposte pervenute sino al mese di aprile 2017. La raccolta dei dati è ancora in fase di svolgimento; il questionario è, infatti, ancora attivo online auspicando di ottenere un maggior numero di risposte.

 

4.2 Risultati

4.2.1 I caratteri socio-demografici dei rispondenti

In questa sezione vengono presentati i risultatirelativia 311 risposte raccolte. Come illustrato nella tabella n. 3 sul totale dei rispondenti, 126 sono praticanti di surf d’onda, 90di kitesurf e 95 di windsurf. I residenti in Sardegna che hanno compilato il questionario sono 212 (92 surfer da onda, 68kitesurfer, 52 windersufer) mentre il 31,83% delle riposte perviene da non residenti di cui il 21,86 % sul totale (68) che definiremo “surfisti non residenti” si recano in Sardegna appositamente per praticare il proprio boardsport.

In tabella n. 4 si osserva che l’85% dei rispondenti sono di sesso maschile. Il kitesurf registra la percentuale più alta di partecipazione femminile con circa il 21% sulle risposte totali. Seguono il surf da onda e windsurf con le seguenti percentuali di rispondenti donne,circa il 15% e l’8%. In linea con la tendenza a livello internazionale, i dati raccolti mostrano come i tre sport sono praticati principalmente da uomini, anche se la partecipazione femminile sta aumentando. La fascia di età più rappresentata è quella tra 31-40, con 137 praticanti, seguito dalle fasce d’età 21-30 e 41-50. Le due fasce di età estreme, sotto i 20 e  sopra i 50 rilevano le percentuali inferiori tra coloro che hanno collaborato all’indagine (si veda la tabella n. 4).

Si evidenzia un elevato livello di istruzione considerato che oltre il 75% dei rispondenti possiede un diploma o ha concluso un percorso di istruzione universitaria.

Da rilevare inoltre che circa un terzo del campione dichiara di essere single ovvero non coinvolto in alcuna relazione sentimentale mentre l’84% dei rispondenti ha una situazione economica stabile ovvero un tenero di vita ritenuto almeno dignitoso o buono o alto.

 

4.2.2Il profilo sportivo dei rispondenti

Come riportato nella tabella n. 5la modalità di apprendimento più diffusa tra i rispondenti ha riguardato la frequenza di un corso (in Sardegna o fuori) (41%). Tuttavia, l’analisi diverge a seconda dello sport considerato. A tal proposito si rileva l’autoapprendimento quale tipologia più frequente tra i surfisti da onda e l’iscrizione a un corso nel caso del kitesurf. Nessuna interessante differenza nel caso del windsurf.

La maggior parte dei rispondenti dedicano abbastanza tempo alla pratica del proprio boardsport. In particolare le riposte più frequenti nel campione, del 41,8% e 29,6%, hanno riguardato rispettivamente i 15-60 giorni e i 51-100 giorni. Dai dati si osserva come i praticanti di surf da onda siano i più assidui registrando infatti i maggiori numeri nelle opzioni precedentemente rilevate.

Circa il 45% dei rispondenti si dedicano al proprio boardsport da più di 10 anni. A tal proposito si registra un dato superiore tra i windsurfer. Il risultato è legato al fatto che tale sport si è diffuso nell’Isola prima degli altri considerati; difatti i windsurfer non soltanto hanno più esperienza ma sono anche più grandi di età.

Va infine sottolineata una relazione positiva (correlazione) tra età, esperienza maturata e assiduità nella pratica. Ovvero coloro che da più anni praticano uno deiboardsportconsiderati sono più grandi di età e più si dedicano in termini di giorni trascorsi in acqua.

Come evidenziato in precedenti ricerche la passione per i viaggi spesso contraddistingue il profilo dei praticanti di boardsport. I dati in tabella n. 6 rilevano una forte attitudine al viaggiare e scoprire nuovi posti e culture spesso legata alla pratica del proprio sport. In particolare, i surfisti da onda si rivelano più aperti alla conoscenza di differenti culture e attratti dall’esperienza di viaggio come mostrano i valori espressi; il 64% dei surfisti da onda, infatti, dichiara di essere in totale accordo rispetto a tale attitudine.

Inoltre, l’esperienza di viaggio è spesso condizionata dalla passione sportiva. Infatti, le scelte di vacanza passate hanno riguardato destinazioni esotiche in cui le condizioni atmosferiche sono ideali per surfare come evidenziano i dati totali in cui circa il 60% del campione è in accordo o totalmente in accordo in relazione a tale tendenza. I windsurfer mostrano una percentuale maggiore (circa 47% totalmente in accordo) seguiti dai kitesurfer (circa 41%) e surfisti da onda (circa 34%).

 

4.2.3 Non residenti e implicazioni turistiche

Come precedentemente illustrato un obiettivo di tale ricerca ha riguardato l’investigare le implicazioni turistiche che scaturiscono dalla pratica di tali sport. Pertanto, ci si è focalizzati sui comportamenti di viaggio, spesa e vacanza intrapresi da coloro che, hanno occasionalmente visitato la Sardegna per praticare il proprio boardsport o che di frequente, quando le condizioni atmosferiche sono favorevoli, si recano nell’Isola per surfare.

Sul campione oggetto di analisi 99 risposte pervengono da non residenti di cui 68 hanno dichiarato come motivazione principale di visita in Sardegna la pratica del proprio boardsport. Si veda a tale proposito la tabella n. 3.

Con riferimento alla durata media della propria visita in Sardegna (si veda a tal proposito la tabella n. 7) si osserva che le opzioni più frequenti indicate dai rispondenti riguardano una visita breve di meno di 1 settimana per i surfisti da onda (14 risposte) e da 1 a 2 settimane per gli altri due profili analizzati (rispettivamente 10 e 16 per kitesurfer e windsurfer). Tali risultati sono in parte da collegare alle condizioni di vento e onda a cui sono legati tali discipline; nel surf infatti la condizione ideale delle onde è abbastanza transitoria differentemente dallo stato ventoso che interessa archi temporali ben più lunghi. Ancora, è interessante rilevare che il viaggio intrapreso avviene principalmente in compagnia, con famiglia e/o partner o con amici. Tuttavia, si osservano dei “lupi solitari” che spinti dalla passione per tali sport, intraprendono il viaggio in totale solitudine.

In relazione alle soluzioni di pernottamento la casa propria, di amici o famiglia, e l’appartamentoin affitto rappresenta la modalità preferita (oltre 62%) seguita dal camper o furgone (15%), hotel (10%) e camping (8%). Dai dati raccolti la surfhouse, alloggi adiacenti alla location dove vengono effettuati i corsi, non pare essere una soluzione così frequente forse da associarsi alla recente diffusione di tali strutture nell’Isola.  I dati relativi alla spesa media giornaliera riportati in tabella n. 8 rispecchiano quanto esposto in precedenza con riferimento alle soluzioni di pernottamento. Difatti, la spesa inesistente riferita all’alloggio si giustifica con una sistemazione in casa propria o di amici/parenti. Appaiano inoltre contenuti i costi sostenuti in cibo e bevande mentre si osserva una frequenza assidua del supermercato. Infine, i dati mostrano come i rispondenti siano sportivi “navigati” che portano con sé la propria attrezzatura. Ciò è dimostrato dal non sostenere costi per il noleggio dell’attrezzatura.

Lo sportivo che si dedica ai boardsport è spesso incuriosito dalla cultura di un territorio. I dati relativi alle principali attrazioni visitate durante la vacanza in Sardegna mostrano come dopo le spiagge, opzione scelta dal 92% dei rispondenti, siano state oggetto di attrazione agriturismi e aziende vitivinicole (45%) seguite da tour in barca (37,4%), centri urbani (33,3%) e nuraghi e siti archeologici (32,3%). Va inoltre sottolineato come circa il 20% del campione abbia indicato trekking o altre attività sportive all’aria aperta delineando un profilo di turista attivo ovvero incline ad una pratica turistica all’insegna dell’attività, sport e della scoperta del territorio visitato.

 

4.2.4 L’esperienza surfistica in Sardegna

4.2.4.1 Periodi e location

Con riferimento ai 68 rispondenti non residenti che frequentano l’Isola per la pratica del proprio boardsport,che abbiamo denominato “surfisti non residenti” circa il 58% si mostra un frequentatore assiduo avendo visitato più di 10 volte la Sardegna con principale motivazione l’attività sportiva (si veda la tabella n. 10).

La frequenza annuale tra il campione di rispondenti si rileva abbastanza ridotta; il 69% circa si reca 1, 2 volte l’anno. I periodi dell’anno prescelti per surfare riguardano la primavera e l’estate; la bella stagione è, infatti,indicata dal 75% del campione.  Tale evidenza in parte si discosta rispetto alla percezione espressa sul periodo dell’anno più adatto alla pratica dei boardsport. Difatti come presentato in tabella n. 11, che accoglie le risposte dei praticanti, residenti e non (questi ultimi i soli “surfisti non residenti” N = 68)i mesi che vanno da ottobre a dicembre sono indicati da circa il 64% del campione come periodo più adatto seguito dai mesi aprile, maggio e giugno segnalati da quasi il 48% dei rispondenti. Pertanto, nonostante i “turisti non residenti” abbiano vissuto la propria esperienza nell’Isola durante i mesi che vanno da aprile a settembre, le preferenze sulle migliori condizioni si orientano verso periodi differenti prediligendo la stagione autunnale e primaverile. Indubbiamente, queste ultime costituiscono periodi di bassa affluenza turistica in cui non solo le spiagge sono meno frequentate e quindi consentono una pratica più agevole ma è possibile giovare di ulteriori benefici come surplus di offerta a vantaggio di una qualità superiore dei servizi e costi inferiori.

In relazione agli spot frequentati tra il campione di rispondenti si osserva una maggiore affluenza nella costa nord (circa il 52%) seguita dalla costa centrale (circa 31%).  Tal evidenza tuttavia diverge nell’analisi specifica per sport. I surfisti da onda, infatti, frequentano più la costa centrale mentre i windsurfer e kitesurfer il tratto costiero settentrionale.

 

4.2.4.2 Servizi in spiaggia

Al campione di practitioners composto da 280 rispondenti tra “surfisti non residenti” e praticanti locali è stato chiesto di valutare la sussistenza e le condizioni di alcuni importanti servizi offerti negli spot frequentati abitualmente. Come si evince dalla tabella n. 12 sono molteplici le carenze. In primo luogo si sottolinea l’assenza di servizi igienici e docce come rilevato rispettivamente dal 68,6% e 72,5% del campione. Altre attività prese in considerazione hanno riguardato bar e ristoranti, la sicurezza in spiaggia fornita attraverso il servizio salvataggio e il noleggio attrezzatura. Il campione dichiara bar e ristoranti presenti in condizioni adeguate e inadeguate rispettivamente per il 36,4% e 36,8%. Il servizio salvataggio sembra essere non garantito secondo il 39% circa dei rispondenti o qualora sussista non siaun servizio adeguato come dichiarato dal 30% circa del campione. Il noleggio attrezzatura è per lo più assente (40,7%) o carente (29% circa delle risposte). Un’ulteriore mancanza avvertita riguarda la comunicazione di informazioni turistiche e adeguate indicazioni di spot anche tramite il supporto di una cartellonistica efficace (rispettivamente circa il 53% e 63%). Infine, anche l’intrattenimento post attività surfistica sembra non sussistere secondo il 39% circa dei rispondenti o deludente (20% circa delle risposte).

 

4.2.4.3 Condizioni degli spot

Gran parte del campione percepisce come abbastanza adeguata la pulizia delle spiagge frequentate (più del 50% ha espresso un giudizio in accordo o totalmente in accordo, si veda tabella n. 13). È noto che i ridersmostrino un maggior rispetto per l’ambiente rispetto alla media dei bagnanti e pertanto non sorprende tale percezione in relazione agli spot frequentati principalmente da praticanti di boardsport.

Un aspetto interessante emerso ha riguardato la difficoltà nell’accessibilità ovvero la mancanza di aree dedicate per montare l’attrezzatura e corsi di lancio per entrare in sicurezza in acqua come espresso da altro il 50% del campione chesi mostra in disaccordo o totale disaccordo rispetto alla sussistenza di tali condizioni nelle spiagge frequentate.

Si osserva inoltre in generale una rilevante comunità di riders dedicati a tali sport supportata da oltre il 50% di risposte in accordo o totalmente in accordo rispetto alla presenza negli spot di una community di locals che si mostrano socievoli, disponibili e prodighi di consigli. A tal proposito, il localismo, fenomeno più diffuso tra i riders surfisti da onda, sembra sussistere ma non costituire un ostacolo per l’accoglienza di “estranei” negli spot e per lo sviluppo di un segmento turistico come verrà meglio esplicitato nella sezione successiva[2]. Oltre il 49% si mostra in accordo o estremamente in accordo rispetto alla percezione di tale fenomeno.

 

4.2.4.3 Sardegna come destinazione turistica per la pratica dei boardsport

Nella parte finale del questionario, residenti e non-residenti hanno espresso la propria opinione in merito a un eventuale sviluppo futurodi un segmento turistico legato alla pratica dei boardsport in Sardegna (si veda la tabella n. 13). In particolare, i quesiti hanno riguardato la presenza delle condizioni atmosferiche adatte, il tema del trasporto per/da la Sardegna, la presenza/carenza dei servizi, il fenomeno del localismo, il supporto delle istituzioni locali, l’organizzazione di competizioni e contest. Infine, l’ultima domanda verteva sull’opinione in merito a un eventuale sviluppo della Sardegna quale destinazione turistica per la pratica dei boardsport.

Complessivamente i dati raccolti supportano la Sardegna come destinazione per praticare boardsport. Un numero interessante di rispondenti (oltre il 90%) considera l’Isola come una potenziale meta rinominata per la pratica dei boardsport grazie alle sue condizioni meteorologiche, nonostante i trasporti siano considerati un forte ostacolo (circa il 75% delle risposte), così come la carenza di servizi in spiaggia (servizi igienici e docce pubbliche, spiagge attrezzate, ecc.). Il localismo non è considerato un limite allo sviluppo del segmento turistico secondo la maggior parte dei rispondenti. Più del 90% ritengono che le istituzioni locali dovrebbero intervenire con un’attività strutturata che miri a promuovere l’Isola come una meta turistica per la pratica dei boardsport agevolando attività e servizi dedicati. Inoltre circa il 77% dei rispondenti auspicherebbe all’organizzazione di più competizioni per promuovere il movimento surfistico nell’Isola. Infine, il dato più incoraggiante per un futuro sviluppo turistico del segmento in Sardegna è supportato da circa l’87% delle risposte che considerano tale evoluzione positiva; il 14,3% si mostrano neutrali e solo quasi il 9% si mostra in disaccordo. Si sottolinea che l’ultima percentuale di cui sopra proviene da praticanti di surf da onda. Come rilevato in precedenza, il surf da onda risente del sovraffollamento di riders sul picco dell’onda, è quindi ragionevole interpretare tali risultati come una forma di protezionismo.

 

  1. Conclusioni

L’analisi della domanda e dell’offerta legata alla pratica dei boardsportin Sardegna ha fatto emergere una situazione in cui già si intravvedono importanti fattori legati all’attività turistica. In particolare, la recente diffusione delle scuole nell’Isola e delle gare che periodicamente si svolgono nel territorio sardo rilevano l’esistenza di un’offerta dedicata agli appassionati di tali sport. Pare interessante sottolineare il periodo in cui le condizioni meteorologiche sono favorevoli per la pratica dei boardsport, autunno e primavera, che influenzano l’apertura dei business che ruotano attorno a tali attività.  Pertanto è auspicabile rafforzare e promuovere tale segmento turistico, in parte già presente, con il fine di destagionalizzare l’offerta e di conseguenza la domanda turistica. Ciò potrebbe rappresentare una strategia per allungare la stagione balneare, il segmento turistico tradizionale ben consolidato nel territorio esaminato.

Lo studio della domanda rafforza tali conclusioni enfatizzando l’importanza che le istituzioni locali rivestono nella promozione di tale offerta turistica. Nello specifico, la prospettiva della domanda ha posto in luce la necessità di un maggiore impegno da parte degli enti pubblici non solo nella promozione ma anche nella collaborazione in merito a permessi/concessioni per la pratica dei boardsport.

Sempre con riferimento allo studio della domanda ed in particolare alle caratteristiche socio-demografiche i molteplici dati raccolti hanno messo in luce un target prettamente maschile, di fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni con un livello di istruzionemedio-alto, una situazione economico-lavorativa che garantisce un buon tenore di vita come peraltro emerso in precedenti studi (Barbieri, Sotomayor, 2013; Portugal et al. 2014). In relazione al profilo surfistico si osserva una pratica più assidua in termini di giorni trascorsi in acqua tra i “senior” ovvero coloro che da più anni si dedicano al proprio boardsport.

In merito alle implicazioni turistiche, il visitatore che ha trascorso le proprie vacanze nell’Isola con l’obiettivo di “surfare” predilige una vacanza di breve durata, in particolare inferiore alla settimana con riferimento ai surfisti da onda e entro le due settimane nei casi dei kitesurf e windsurf. Inoltre, il rispondente medio viaggia in compagnia di famiglia/partner o amici anche se si individuano alcuni “lupi solitari”. La soluzione abitativa prescelta riguarda la casa propria o di amici e parenti o l’appartamento in affitto. Da sottolineare che tra il campione esaminatomolti riderssono “navigati” ovvero portano con sé la propria attrezzatura.

Il praticante di boardsportama viaggiare, è incuriosito da nuove culture e presenta un profilo di turista attivo ovvero incline a un’esperienza di vacanza attiva all’insegna della scoperta dellacultura della destinazione visitata. Difatti, il rispondente medio si mostra interessato alle tradizioni locali, prediligendo tra le varie attrazioni turistiche oltre al mare (spiagge e gite in barca) le visite alle cantine, agriturismi e aziende vitivinicole ma anche l’aspetto culturale e pertanto nuraghi e siti archeologici. Inoltre, anche se meno frequente si rileva la pratica di altre attività sportive all’aria aperta quali canyoning, trekking, arrampicata, ecc.

L’indagine empirica ha rilevato una forma di turismo “d’avventura”, organizzato autonomamente dal rider, che predilige un’esperienza di vacanza all’insegna dell’autenticità. Tale tipologia è stata definita recreational e individuata in precedenti studi focalizzati sul surf tourism in destinazioni ai primi stadi di sviluppo turistico. Essa si contrappone a una forma di viaggio più evoluta, definita commercial organizzata da tour operator e finalizzata esclusivamente alla pratica surfistica, in cui alloggio e vacanza avviene spesso in villaggi dove è limitato il contatto con le comunità locali (Buckley, 2002).

I molteplici dati raccolti hanno inoltre fatto emergere il tema del rispetto della natura a cui si lega la sostenibilità nello sviluppo turistico. I valori e la sub-cultura surfistica sono, infatti, ispirati al contatto e rispetto della natura. Pertanto, puntare sullo sviluppo di tale segmento turistico innescherebbe un processo virtuoso di tutela e salvaguardia del territorio e delle risorse naturali su cui poggia tale tipologia di turismo. Un ulteriore aspetto rilevato concerne la sussistenza di servizi adeguati nelle spiagge frequentate dai riders. I risultati hanno messo in luce una forte carenza in particolare di servizi igienici, docce ma anche di aree adibite alla pratica (aree di montaggio attrezzatura e corsie di lancio per entrare in sicurezza in acqua) di informazioni turistiche e cartellonistica che fornisca adeguate indicazioni. Inoltre, il fenomeno del localismo che riguarda in particolare il surf da onda, seppur presente,non sembrerebbe limitare l’accoglienza dei practioners “stranieri” né tantomeno costituire un ostacolo allo sviluppo di tale segmento turistico.

La Sardegna ed in particolare il movimento surfistico locale sembrerebbe predisposto e preparato a intraprendere un percorso di sviluppo, consapevole delle enormi potenzialità che l’Isola offre in relazione alle condizioni meteorologiche e ai molteplici spot presenti. La pratica turistica attuale legata a tali discipline si inquadra in una forma autentica, commercialmente poco sfruttata, che potrebbe richiamare un tipo di turista sensibile a tali condizioni, rispettoso delle risorse naturali e incuriosito dalla cultura locale. Il turismo da boardsport, che in parte nell’Isola già si è configurato come tipologia sostenibile, se sviluppato seguendo parametri di rispetto dell’ambiente e in collaborazione con altre attività sportive e culturali potrebbe rappresentare una modalità per destagionalizzare l’offerta turistica ed attirare praticanti/turisti da aprile a dicembre. Ciò sarebbe possibile solo rendendo disponibili in tali periodi tutti i servizi che ruotano intorno al turista e che normalmente vengono erogati solo durante la stagione estiva. La creazione di una rete solidale e di collaborazione tra i diversi operatori turistici, scuole e associazioni di surf da onda, kitesurf e windsurf, strutture ricettive, e istituzioni pubbliche, in cui vengono condivisi obiettivi e azioni di sviluppo sostenibile nel rispetto delle risorse naturali rappresenta l’unica e opportuna modalità  per implementare il turismo da boardsport in Sardegna.

 

 

Riferimenti bibliografici

Buckley, R. (2002). Surf tourism and sustainabledevelopment in Indo-Pacific Islands. I. The industry and theislands. Journal of sustainabletourism10(5), 405-424.

Buckley, R. (2010). Adventure tourism management. Routledge.

Barbieri, C., &Sotomayor, S. (2013). Surf travelbehavior and destinationpreferences: An application of the SeriousLeisure Inventory and Measure. Tourism management35, 111-121.

Portugal, A. C., Ramos, A., Campo, F., & Melo, R. (2015). Surf Tourism: Understanding The Relation BetweenSeriousLeisureCharacteristics And Surf Travel Behaviour. Sport Tourism: New Challengesin aGlobalized World., 66.

Markos M. (2016). Il turismo da boardsport (surf da onda, kitesurf& windsurf). Implicazioni sociali ed economiche in Sardegna. Università degli studi di Sassari, Tesi di laurea in scienze del turismo culturale.

Appendice – Tabelle

 

Tabella 1
Numero di scuole per disciplina
Scuole per disciplinaN (numero osservazioni)
surf da onda13
kitesurf16
windsurf11
miste15
totale55

 

 

 

 

Tabella 2
Numero di scuole per zona
Costa della SardegnaNumero scuole
Est16
Nord9
Ovest19
Sud11
Totale55

 

 

 

 

 

Tabella 3
Risposte per sport e origine (N = 311)
 SurfKitesurfWindsurftot%
N1269095311
Percentuale40.528.930.5
Residenti92685221268.2
Non Residenti3422439931.8
  -pratica boardsport principale motivazione per visitare la Sardegna2112356821.9
  -altre motivazioni alla visita in Sardegna131083110.0

 

 

Tabella4
Caratteri socio-demografici (N = 311)
SurfKitesurfWindsurftot%
Sesso
Maschile107718726585.2
   %84.978.991.6
Femminile191984614.8
15.121.18.4
Fascia d’età
Meno di 20607134.2
21 – 303119207022.5
31 – 4059512713744.1
41 – 502415276621.2
50 o più6514258.0
Livello di istruzione
obbligatoria6104206.4
diploma/maturità63434615248.9
laurea3524298828.3
post-laurea o più2213165116.4
Stato civile
Single40372710433.4
Sposato2916388326.7
Altro57373012439.9
Situazione economica
Non percepisco alcun reddito7111196.1
Riesco con fatica ad arrivare a fine mese161053110.0
Posso permettermi una vita dignitosa3333279329.9
Posso permettermi alcuni confort4020298928.6
Riesco a risparmiare ogni mese13611309.6
Ho un buon tenore di vita1720124915.8

 

Tabella 5
Surfing profile (N = 311)
 SurfKitesurfWindsurftot%
Modalità di apprendimento
Ho imparato da amici e/o famiglia3814328427.0
Ho svolto un corso (fuori dalla Sardegna)1216164414.1
Ho svolto un corso in Sardegna1451198427.0
Sono un autodidatta629289931.8
Numero di anni di pratica
eno di un anno1277268.4
1 – 2 anni171543611.6
3 – 5 anni2120105116.4
6 – 10 anni232595718.3
Più di 10 anni53236514145.3
Numero di giorni in acqua
Meno di 15 giorni9412258.0
16 – 50 giorni51423713041.8
51 – 100 giorni4222289229.6
Più di 100 giorni2422186420.6

 

 

 

 

 

Tabella 6
L’attitudine al viaggiare
N = (311) – Valori percentualiTotalmente in disaccordoIn disaccordoNeutraleIn accordoTotalmente in accordo
Sono una persona che ama viaggiare per scoprire nuovi posti e culture
Surf2.43.212.717.564.3
Kitesurf1.11.114.421.162.2
Windsurf1.14.221.125.348.4
tot1.62.915.820.958.8
Vado in vacanza in posti in cui posso surfare
Surf2.47.130.226.234.1
Kitesurf2.210.030.016.741.1
Windsurf6.38.421.116.847.4
tot3.58.427.320.640.2

 

 

Tabella 7
Non residenti
N = (99)SurfKitesurfWindsurftot%
Durata media del viaggio in Sardegna
2-3 giorni20466.1
Meno di 1 settimana14292525.3
1-2 settimane910163535.4
2-4 settimane6792222.2
1-2 mesi21033.0
> 2 mesi12588.1
Compagnia di viaggio
Solo5451414.1
Famiglia115173333.3
Partner101172828.3
Amici72132222.2
Altro10122.0
Tipologia ricettiva
Hotel/residence11244.0
B&B3161010.1
Appartamento in affitto84102222.2
Casa di famiglia o amici99102828.3
Casa propria3341010.1
Surfhouse10011.0
Camping40488.1
Camper o furgone4471515.2
Dovunque10011.0

 

Tabella 8
Spesa media giornaliera (N = 99)
Tipologia0meno di 25€25 – 50€51 – 100€100 – 200€più di 200€
Pernottamento342631611
Ristorante e bar35337510
Supermercato3138210
Trasporto1162141020
Noleggio attrezzatura823950
Altro521131140

 

 

 

Tabella 9
Attrazioni visitate (N = 99)
TipologiaN%
Maggiori centri urbani3333.3
Paesi dell’entroterra2323.2
Spiagge e riserve naturali9292.9
Tour in barca3737.4
Musei1111.1
Agriturismo/cantine/aziende vitivinicole/ittiturismo4545.5
Nuraghi o altri siti archeologici3232.3
Laboratori artigianali66.1
Attività sportive (canyoning, trekking, arrampicata, ecc.)2121.2

 

 

 

 

Tabella 10
Surfisti non residenti (N = 68)
SurfKitesurfWindsurftot%
Numero visite in Sardegna per surfare
1-2 volte414913.2
3-5 volte612913.2
6-10 volte4241014.7
piu’ di 10 volte78254058.8
Frequenza annuale visite in Sardegna per surfare
1 o 2 volte all’anno197214769.1
da 3 a 5 volte all’anno391217.6
piu’ di 5 volte all’anno225913.2
Periodo dell’anno visite in Sardegna per surfare
gennaio-marzo8492130.9
aprile-giugno1110305175.0
luglio-settembre179255175.0
ottobre-dicembre126163450.0

 


Tabella 11
Coste frequentate e periodi dell’anno più adatti per la pratica
Residenti e non (N = 280)
SurfKitesurfWindsurf
residentinon residentiresidentinon residentiresidentinon residentitot%
Costa
Centrale35151541368831.43
Nord413425312614852.86
Sud163113834415.71
Periodo dell’anno
gennaio-marzo18124111357225.7
aprile-giugno3382013303013447.9
luglio-settembre1743652158831.4
ottobre-dicembre3776119372018164.6

 

 

 

 

 

 

Tabella 12

Servizi in spiaggia
N = (280) Valori PercentualiIn genere non presentiPresenti in condizioni adeguatePresenti in numero e/o condizioni inadeguatePresenti solo d’estate in condizioni adeguatePresenti solo d’estate in numero e/o condizioni inadeguate
Servizi igienici68.67.117.12.54.6
Docce72.54.616.82.13.9
Ristoranti e bar8.936.436.810.77.1
Informazioni turistiche53.912.922.53.67.1
Noleggio attrezzatura40.718.629.34.66.8
Servizi salvataggio39.313.630.410.06.8
Cartellonistica e indicazioni spot63.68.920.72.14.6
Intrattenimento post surf38.917.520.711.811.1

 

 

 

Tabella 13
Percezioni sulle condizioni negli spot esulla Sardegna come destinatione turistica per la pratica dei boardsport
Condizioni spot (N = 280) Valori percentualiTotalmente in disaccordoIn disaccordoNeutraleIn accordoTotalmente in accordo
Pulizia spiagge5.79.632.138.214.3
Localismo3.911.435.430.019.3
Accessibilità e zone in spiaggia riservate25.729.628.911.14.6
Surfing community1.810.734.331.821.4
Sardegna come destinazione turistica per la pratica dei boardsport(N = 311) Valori percentualiTotalmente in disaccordoIn disaccordoNeutraleIn accordoTotalmente in accordo
Potenzialità Sardegna – meta turistica per boardsport0.75.07.926.870.7
Insularità e trasporti – debolezza del sistema8.97.518.231.844.6
Carenza servizi13.615.025.027.130.4
Localismo – limite24.334.328.213.910.4
Maggiore impegno promozionale da parte di istituzioni1.83.613.624.667.5
Organizzazione competizioni ed eventi per promuovere tale segmento turistico3.96.821.827.551.1
“Mi piacerebbe che la Sardegna diventasse una destinazione turistica per la pratica dei boardsport”7.11.814.321.466.4

 

 

[2]Una distinta tipologia di spirito competitivo fra gli sportivi si presenta in corrispondenza degli spot più frequentati e affollati, che prende il nome di “localismo”, e consiste in una manifestazione di appartenenza e territorialità rispetto al picco e allo spot in generale (Barbieri &Sotomayer, 2015). È noto che il fenomeno del localismo esista da sempre, non solo in ambienti sportivi, e cresce con l’aumentare degli arrivi di persone estranee al contesto locale, con l’intento di surfare in spot prima di allora segreti, conosciuti dalle sole persone locali. Nel surf da onda, nel windsurf e nel kitesurf si configurano quindi regole ufficiali ma anche norme e dinamiche di carattere sociale, implicite, non riferibili a nessun regolamento scritto per le quali, ad esempio, i local hanno sempre la precedenza sulle onde migliori (Barbieri &Sotomayer, 2013). Da ciò si desume che spesso l’impatto sociale del surf tourismè molto più sentito fuori dall’acqua.

 

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