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Sono favorevole alle wave pool, ma…

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A cura di Fed Pani, SerendipitySurf  | Video e foto: PerfectSwell®

Sono favorevole alle wave pool. Personalmente non capisco quelli che si stracciano le vesti all’idea, e penso che molte argomentazioni contro siano fragili come l’argilla e comunque non sincere.
Questo lo dico perche’ sono pochi, rispetto alla popolazione surfistica, quelli che vivono davanti al mare, o sono cresciuti in spiaggia e possano avere una reale cultura ‘marittima’. Ed in più tantissimi si appellano al contatto con la natura e altri concetti simili, quando quasi tutto ciò che queste persone fanno per surfare fa male all’oceano e all’ambiente: tavole, mute, leash, benzina, crema solare, cera.. tutto.
Al contrario, penso che le piscine consentano di praticare il surf in sicurezza -per tutti-, e sopratutto hanno la reale possibilità di annullare la legge del più forte che vige nelle line-up, introducendo invece il principio di eguaglianza che chiunque -nei paesi avanzati- si aspetterebbe in merito a qualsiasi attività sociale.
In una piscina ad onde ci si mette ‘in fila’ virtuale e tutti, potenzialmente, possono surfare le onde migliori possibili. Senza che nessuno abbia il potere di precludare la magia di un onda perfetta a chi surfa meno. La piscina ti da accesso ad un’onda di qualità’ da provare più e più volte in perfetta uguaglianza, come il migliore dei surfisti. Senza bulli, idioti e locals a fare proclami.
Questo è il motivo per cui io personalmente pagherei per farlo.

Ma mi arriva ora invece una doccia gelata. Scopro un dettaglio che mi fa subito cambiare idea e che spero non si avveri. Ovviamente centra il ‘greed’, l’avidita’ umana.
Spulciavo qua e la il sito dell’American Wave Machines, dove prospettano nuovi orizzonti per le piscine ad onde. Nuova tecnologia, onde migliori e traduardi più ambiziosi. E scopro che promuovono una piscina ideale dove le onde ‘non avanzano in linee, non c’è un limite per il singolo surfista, non ci sono regole se non quelle delle line-up’.
http://americanwavemachines.com/technology/perfectswell
Ecco qua il vero disastro.
Mentre la maggior parte della gente vaneggia contro le piscine ad onde con argomentazioni che lasciano il tempo che trovano, i businessmen americani trovano il modo per rovinare veramente il gioco. Nessuna regola, nessun ordine stabilito nelle loro piscine. Tutti dentro e poi cazzi vostri se non riuscite a prendere un’onda per colpa del traffico. L’importante è pagare.  Le piscine ad onde rappresentano una opportunità unica per molti, e sono ancora lontane nel tempo per quasi tutti, come miraggi.
Ma l’avidità può aver già cambiato i termini del gioco.
A queste condizioni allora dico no anche io.
Non per la perdita ipocrita del contatto con la natura, ma per la perdita di un’opportunità’ di uguaglianza mai esistita nel surf.
La line-up autogestita in piscina no!
Mi bastano gli stronzi che trovo già in mare, a gratis.

Fed Pani | serendipitysurf.blogspot.it

 


 

  

  

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