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Specialized S-Works 7 Lace, stile e sostanza

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Le nuove scarpe Specialized S-Works 7 Lace sono state sviluppate sulla base delle sorelle S-Works 7, dotate di sistema di chiusura BOA.

 

La scelta di abbinarvi una chiusura a lacci è stata ispirata dalla volontà di creare una tomaia flessibile e adattabile per ottenere una calzata davvero perfetta. Grazie alla tecnologia Body Geometry, le S-Works 7 Lace garantiscono l’allineamento ottimale di ginocchio, caviglia e piede. Sono disponibili in colore bianco, nelle taglie da 37 a 47 (con mezzi numeri dal 42 al 44), al prezzo di 349 euro.

Caratteristiche tecniche

Suola e soletta Body Geometry dal design ergonomico, scientificamente testate per
un elevato trasferimento di potenza, per aumentare l’efficienza e ridurre i rischi di problemi di postura grazie all’ottimizzazione dell’allineamento anca, ginocchio e piede
• I lacci sono resistenti e assicurano la tenuta per la durata dell’uscita o della corsa
• Massimo trasferimento di potenza grazie alla rigida e leggerissima suola FACT
Powerline in fibra di carbonio, con indice di rigidità 15.0
• L’unione del tessuto traforato con il TPU, permette di ottenere un mix di comfort e
resistenza
• La talloniera PadLock mantiene sempre in posizione il tallone per una migliore
accelerazione
• Le bussole filettate in titanio possono essere invertite per arretrare maggiormente la
tacchetta fino a 5 mm
Tacchetta posteriore antiscivolo e facilmente sostituibile
• Calzata Form Fit per una migliore connessione tra piede e scarpa
• Predisposizione per tutti i principali pedali con tacchette a tre viti
• Peso approssimativo: 236 g (la singola scarpa, misura 44)

 

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Mi piacciono le biciclette, tutte, e mi piace pedalare. Mi piace ascoltare le belle storie di uomini e di bici, e ogni tanto raccontarne qualcuna. L'amore è nato sulla sabbia, con le biglie di Bitossi e De Vlaeminck ed è maturato sui sentieri del Mottarone in sella a una Specialized Rockhopper, rossa e rigida. Avevo appena cominciato a scrivere di neve quando rimasi folgorato da quelle bici reazionarie con le ruote tassellate, i manubri larghi e i nomi americani. Da quel momento in poi fu solo Mountain Bike, e divenne anche il mio lavoro. Un lavoro bellissimo, che culminò con la direzione di Tutto MTB. A quei tempi era la Bibbia. Dopo un po' di anni la vita e la penna parlarono di altro, ma il cuore rimase sempre sui pedali. Le mountain bike diventarono front, full, in alluminio, in carbonio, le ruote si ingrandirono e le escursioni aumentarono, e io maturavo come loro. Cominciai a frequentare anche l'asfalto, scettico ma curioso. Iscrivendomi alle gare per pedalare senza le auto a fare paura. Poi, finalmente arrivò il Gravel, un meraviglioso dejavu, un tuffo nelle vecchie emozioni. La vita e la penna nel frattempo erano tornate a parlare di pedali: il cerchio si era meravigliosamente chiuso.

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