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Squalo bianco in Adriatico a Fano e Rimini. La capitaneria: non fate surf

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Il primo avvistamento è stato documentato dal video che vi proponiamo lo scorso 26 ottobre, 15 miglia (circa 24 km) al largo dalla costa di Rimini; il secondo avvistamento pochi giorni dopo molto vicino alla costa e più a sud, a Fano (Pesaro), quando due diportisti erano pronti ad un’immersione subacquea e si sono trovati davanti l’animale marino, ad appena 350 m dal litorale.
Si presume che lo squalo bianco protagonista della vicenda, di cui si stima una lunghezza di circa sette metri, si trovi nella zona in cerca di cibo e proprio per questo motivo si è avvicinato di più alla costa (non si esclude anche che stia male).

A seguito delle due testimonianze ravvicinate che potrebbero riguardare lo stesso esemplare la capitaneria di porto ha deciso di prendere alcuni provvedimenti, diramando un’allarme. “Riteniamo il racconto attendibile” – hanno spiegato al Corriere della Sera – “e abbiamo diramato un’allerta con alcune raccomandazioni per chi va per mare”. La Guardia Costiera invita quindi la popolazione a non svolgere attività, ludiche o sportive, in mare. Ovviamente tra queste attività è compreso il surf da onda che, viste le mareggiate dei giorni scorsi e le prossime in arrivo dal week-end, potrà essere praticato un po’ su tutta la riviera del medio-alto Adriatico.
Il biologo marino Corrado Piccinetti, contattato da Il Resto del Carlino, spiega che la presenza dello squalo in prossimità delle nostre coste potrebbe essere dovuta alla ricerca di cibo e finché non ne troverà non abbandonerà il mar Adriatico.

Gino Allegri e Lorenzo Fraiese, i primi ad avvistare lo squalo al largo della costa riminese

La presenza di squali nel mare nostrum è del tutto normale ma, ovviamente, avvistamenti di esemplari di queste dimensioni non sono poi così frequenti. Che sia questa una soluzione al sovraffollamento degli spot o una situazione da tener realmente sotto controllo non lo sappiamo, la cosa certa è che noi siamo gli ospiti e dobbiamo convivere con i “veri local”, rispettando sempre il loro habitat e aiutando a mantenere pulito il nostro “campo giochi” preferito.

Fonte: ilgiornale.it | ilrestodelcarlino

 

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