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Temperatura del Mare: peggiora la “febbre” del Mediterraneo

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Con un’anomalia di quasi due gradi superiori alla media degli ultimi 40 anni la “febbre” del Mediterraneo si mantiene molto alta e il trend mostra un costante peggioramento.
Se a primo impatto la notizia può sembrare buona per i surfisti italiano, dato che tra qualche anno con una buona 3.2 si potrebbe surfare in pieno inverno su gran parte della costa occidentale, d’altro canto le conseguenze climatiche sono davvero preoccupanti.

Vista la piatta degli ultimi giorni abbiamo deciso di analizzare rapidamente qualche dato pubblicato dal CEAM, centro spagnolo di studi sull’ambiente mediterraneo, che pochi giorni fa ha pubblicato il seguente video riassuntivo dell’andamento della temperatura superficiale del Mediterraneo (nota come SST, sea surface temperature) per il 2020:

In questi giorni il mare nostrum, che ricordiamo nel mese di febbraio raggiunge le temperature più fredde dell’anno, registra una temperatura media in superficie intorno a:
>> 12-14°C sul mar Ligure, alto Tirreno, mar di Sardegna e basso Adriatico
>> 14-16°C sul medio-basso Tirreno, sul canale di Sicilia e sud Sardegna
>> 16-18°C sullo Ionio
>> 8-10°C l’alto Adriatico
>> 10-12°C il medio Adriatico

A preoccupare non sono i valori attuali sull’Italia, che è da poco uscita da un periodo anche abbastanza freddo, ma i dati medi eseguiti su tutto il bacino del Mediterraneo. In questo momento lo scostamento di temperatura rispetto alla media calcolata negli ultimi 40 anni è di 1.3°C al di sopra.

Temperatura superficiale del mar mediterraneo calcolata attraverso dati satellitari, riferita al 23-02-2021

Se scendiamo nel dettaglio possiamo comprendere meglio la situazione preoccupante che interessa il bacino del Mediterraneo e i mari attorno all’Italia, grazie all’ausilio dei seguenti grafici elaborati dal CEAM.

Questa prima mappa qui sopra ci mostra la temperatura media giornaliera del Mediterraneo, destagionalizzata, ossia togliendo le oscillazioni legate al cambio di stazione.
I valori sono mostrati in gradi Kelvin, per passare al grado centigrado (°C) vi basterà sottrarre al valore 273,1°.
Nel 1982 la temperatura media, visualizzata attraverso la linea blu, si aggirava intorno a 19,25°C mentre nel 2020 lo stesso valore medio è stato di 20,45°C.
Nonostante la differenza di poco più di un grado possa sembrare poca gli effetti sul clima e sugli eventi meteorologici estremi, sono notevoli e in gran parte da valutare attentamente, dato che si tratta di scenari mai visti prima.

Quest’altra mappa mostra sempre l’anomalia del mar mediterraneo rispetto alla media giornaliera tra 1982 ed oggi. Con la scala colori (rosso superiore alla media e blu sotto la media) si nota chiaramente verso quale direzione sta andando “la febbre del Mediterraneo”, con anomalie ormai prossime ai 2°C nell’ultimo anno e valori costantemente sopra la media dal 2011 ad oggi.

Questa mappa mostra la distribuzione delle suddette anomalie calcolate negli ultimi 40 anni. Dalla mappa si può notare che la febbre più alta è stata registrata nell’estremo oriente del Mediterraneo e nei tratti più settentrionali del Mediterraneo occidentale, compresi Mar Ligure, mar di Sardegna e medio-alto Tirreno.

Quest’ultima mappa mostra infine l’andamento della temperatura media giornaliera del Mediterraneo durante l’anno: sull’asse delle ascisse ci sono i mesi dell’anno, su quello delle ordinate i gradi centigradi di temperatura.
La linea nera mostra la media degli ultimi 40 anni, quella ossa l’andamento di quella del 2019, la verde il 2020 e la blu (prima parte a sinistra) l’andamento dell’anno in corso (2021).
Guardando l’immagine è palese l’anomalia positiva delle temperature degli ultimi anni, in particolare quella della prima parte del 2021, che la sta diagnosticando al mare nostrum la “febbre” più alta di sempre.

Fonte dati: CEAM | www.ceam.es

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