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Terra Argo X1, il Gravel secondo fizik

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Il suo nome, Terra Argo X1, racchiude le tre caratteristiche principali di questa nuova sella, leggera e corta, sviluppata da fizik’s per il Gravel. È figlia del programma fizik Concepts, una collaborazione multidisciplinare che coinvolge tecnici industriali e accademici per migliorare la performance del ciclista sulla base delle loro ricerche e analisi nei campi della tecnologia, del design, della fisiologia e del bike fitting.

Stabilità

 

Ovvero, possibilità di guidare senza continuare a cambiare posizione sulla sella per adeguarsi alla pedalata. La nuova Terra Argo, assicurano in fizik, permette infatti di mantenere una posizione molto stabile e avere una migliore distribuzione del peso. La lunghezza ridotta consente di sedersi più in avanti, evitando fastidiose pressioni nelle aree più sensibili. Inoltre, lo svaso ergonomico è stato disegnato con l’aiuto di specifici input derivati da studi medici sulla pressione.

Pensata per il Gravel

Il design che caratterizza le selle della famiglia Argo è quello più versatile e dunque può essere ottimizzato per indirizzare ciascun modello specifico verso una disciplina particolare. La Terra, nello specifico, è dedicata al Gravel e sfrutta la tecnologia X1 che utilizza una struttura in nylon con rinforzi in fibra di carbonio. I lati della scocca hanno disegno Wingflex e flettono per assecondare il movimento dell’interno delle gambe. Si tratta di una sella caratterizzata da una discreta flessibilità, una sorta di elasticità controllata che assorbe le vibrazioni provenienti dal terreno e offre il comfort indispensabile quando si affrontano lunghe uscite anche con elevate percentuali di tratti fuoristrada.

Stabilità e risposta

Per dare un corretto supporto alla struttura flessibile della Terra Argo, fizik ha adottato il sistema chiuso di rail in fibra di carbonio Mobius, in grado di incrementare la rigidità strutturale e la risposta. Possiede inoltre un profilo a onda per garantire un adeguato supporto posteriore nelle uscite più lunghe e nei tratti di salita e di fondo sconnesso in cui si riesce a mantenere meglio la posizione in sella. Anche il design della punta, inclinata, consente un’ottimale rotazione delle pelvi quando si carica l’avantreno per avere più trazione e migliore trasferimento della potenza.

Confort sulle lunghe distanze

L’imbottitura è realizzata in schiuma Type-2 con modulo a bassa compressione (un’esclusiva fizik), con maggiore spessore in corrispondenza delle ossa ischiatiche per garantire miglior supporto quando si pedala in posizione più eretta. Per avere un termine di paragone, si tratta di un’imbottitura leggermente più soffice e progressiva rispetto a quella utilizzata sulle selle Fizik racing.

SPECIFICHE TECNICHE – fizik Terra Argo X1 

Lunghezza: 270 mm
Larghezza: 150 mm / 160 mm
Peso: 215 g / 219 g
Altezza a 75 mm di larghezza: 47 mm
Lunghezza dalla punta a 75 mm di larghezza: 113 mm
Rail: 7×9 mm
Prezzo: 199 euro

 
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Mi piacciono le biciclette, tutte, e mi piace pedalare. Mi piace ascoltare le belle storie di uomini e di bici, e ogni tanto raccontarne qualcuna. L'amore è nato sulla sabbia, con le biglie di Bitossi e De Vlaeminck ed è maturato sui sentieri del Mottarone in sella a una Specialized Rockhopper, rossa e rigida. Avevo appena cominciato a scrivere di neve quando rimasi folgorato da quelle bici reazionarie con le ruote tassellate, i manubri larghi e i nomi americani. Da quel momento in poi fu solo Mountain Bike, e divenne anche il mio lavoro. Un lavoro bellissimo, che culminò con la direzione di Tutto MTB. A quei tempi era la Bibbia. Dopo un po' di anni la vita e la penna parlarono di altro, ma il cuore rimase sempre sui pedali. Le mountain bike diventarono front, full, in alluminio, in carbonio, le ruote si ingrandirono e le escursioni aumentarono, e io maturavo come loro. Cominciai a frequentare anche l'asfalto, scettico ma curioso. Iscrivendomi alle gare per pedalare senza le auto a fare paura. Poi, finalmente arrivò il Gravel, un meraviglioso dejavu, un tuffo nelle vecchie emozioni. La vita e la penna nel frattempo erano tornate a parlare di pedali: il cerchio si era meravigliosamente chiuso.

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