The Mermaids Meeting, quando il surf è donna

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Testo: Serena Gallone | Foto: Imsouane photography, Fabrizio Giunti

Avevo dieci anni quando ho iniziato a surfare tra Recco, Bogliasco e gli spot liguri. Mio fratello Davide, più grande di me di sette anni e all’epoca già surfista, mi regalò la prima tavola nell’inverno del 1999. Era un BIC scassato, 8’6″, ma io ci andavo matta perché mi ricordava la tavola della scena iniziale di “Un mercoledì da leoni”, in cui Matt Johnson, ubriaco marcio, dopo essersi intubato e aver lasciato a bocca aperta tutta la spiaggia con le sue prodezze, sviene ruttando.

Da allora non ho mai smesso di surfare, e oggi ne ho 31. Sono cresciuta, surfisticamente parlando, circondata da maschi: in quegli anni i surfisti erano pochi e potete immaginare le surfiste…pochissime! A stento si potevano contare sulla punta delle dita. Mi mancavano alle volte amicizie femminili con cui condividere emozioni in mare e scambiare battute. Sarebbero arrivate poi, in tempi recenti, quando il surf in Italia ha subito una grossa crescita.

Quando aprii con i miei soci la nostra scuola surf, Roofless Surf Club, e iniziai a considerare quali camp e attività organizzare, mi venne naturale pensare a qualcosa da dedicare alle ragazze. Pian piano l’idea si fece più concreta e nacque “Mermaids Meeting”, un surf camp tutto al femminile.

Ne parlai con due mie amiche surfiste: Jennifer Prada e Giulia Tinelli. La prima ha lanciato “Aehna”, marchio di costumi e mutini al femminile, la seconda è istruttrice surf e viaggiatrice in giro per il mondo. Supportata da tutto lo STAFF di Roofless, iniziammo a pensare alla meta e al periodo migliore, la risposta arrivò facile: Imsouane “magic bay”, Marocco, la settimana del ponte di Halloween.

Al gruppo si aggiunsero da subito Natalia Resmini e Paola Pezzi, longboarders stilose, artiste, che conoscono molto bene lo spot quasi da chiamarlo casa. Decidemmo all’unisono di portare con noi Marco “Glide”, unico uomo del gruppo, anche lui longboarder leggero ed elegante, mitico commesso del nostro surf shop di Bogliasco.

Avevamo bene in mente l’obiettivo: creare un gruppo di donne unite dall’amore per il mare che potessero conoscersi e supportarsi a vicenda tra le onde, le più esperte come stimolo e guida delle meno esperte, per poi ritrovarsi a surfare insieme una volta tornate in Italia. Ma le preoccupazioni non mi facevano dormire la notte: come avremmo gestito un gruppo di sole donne che convivono per una settimana? Sarebbero andate d’accordo o sarebbero sorti malumori? Le onde sarebbero state buone?

Iniziammo a prendere adesioni da tutta Italia. Alcune incuriosite di muovere i primi passi nel mondo del surf, altre determinate a migliorare la tecnica grazie alle nostre istruttrici. Eh sì, perché il camp era aperto a tutti i livelli e a tutte le età: dalle aspiranti surfiste a quelle già più esperte, senza limite di età.

Il resto parla da sé: dal secondo giorno in Marocco entrò uno swell da nord-ovest, perfetto per la “magic bay”, che quell’anno aveva i banchi di sabbia sistemati a dovere. Ci regalò onde disegnate tra il metro e mezzo e i due metri costanti, senza o con poco vento. Per le ragazze in longboard, era un parco giochi, per quelle in short…anche! Nel contempo il gruppo principianti ha fatto passi da gigante in pochi giorni, arrivando a surfare anche in line up. Dall’alba fino al tramonto, c’era sempre qualche “mermaid” a surfare!

Photo: Imsouane photography – surfer: Cristina padolecchia

L’energia che siamo riuscite a creare in quella settimana è stata incredibile. Un gruppo stupendo di quindici ragazze che si sono aiutate e hanno condiviso non solo momenti di surf. Tanti sono gli aneddoti: lo shopping a Essaouira perdendoci tra i vicoli degli artisti, sorseggiando il tipico thè alla menta, tra proposte di matrimonio e contrattazioni sulle ceramiche variopinte. Le lezioni d’arte con Natalia, illustratrice di lavoro e per vocazione, che ha dipinto su richiesta dei proprietari il muro della nostra surf house. La festa improvvisata con la gente del posto, quando abbiamo suonato i bonghi, cantato e ballato fino a tarda notte.

Dopo la prima edizione, hanno seguito Peniche nell’aprile del 2019 e di nuovo Imsouane lo scorso ottobre, ormai diventata tappa fissa nel nostro calendario annuale. Nel tempo si sono aggiunte sempre più “mermaids”, o sirenette come ci chiamiamo noi, che hanno creato un network di amicizie importanti.  Ma per il futuro vorremmo fare di più e dedicare una parte della quota di viaggio a un progetto di sostegno e sviluppo femminile in Marocco…vi terremo aggiornati!

Serena Gallone | Roofless co-founder

Natalia Resmini – Photo: Fabrizio Giunti
Natalia Resmini al lavoro sulla parete della guest house marocchina

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