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L’Uragano Lorenzo e l’epica mareggiata prevista

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Dopo aver raggiunto la massima categoria (CAT.5) nelle zone tropicali dell’Atlantico centrale, l’uragano Lorenzo è ora pronto a risalire verso nord-est. Durante la fase di massima intensità i venti attorno all’occhio del ciclone hanno raggiunto intensità prossime a 270 km/h, grazie al contributo energetico delle acque calde tropicali. Ora l’uragano si muove verso nord-est e la prossima notte transiterà molto vicino alle isole Azzorre, seppur perdendo costantemente potenza per via della temperatura dell’acqua via via più fredda salendo verso nord.

L’inizio della stagione degli uragani quest’anno ha visto un’attività piuttosto intensa e prodotto già nuovi record meteorologici: Lorenzo in particolare rappresenta l’uragano atlantico di categoria 5 (la più alta in assoluto) più orientale mai registrato.
La sua traiettoria è molto simile a quella del famoso OPHELIA (per saperne di più CLICCA QUI e QUI per leggere due articoli dedicati), mentre la sua intensità differisce notevolmente: Ophelia aveva infatti raggiunto la categoria 3 nel momento di massima intensità, mentre Lorenzo ha toccato per qualche ora la quinta categoria.

Traiettoria dei venti associati allo spostamento di Lorenzo

In questo momento Lorenzo mantiene ancora una categoria 2 producendo venti di 105 mph (169 km/h); i sistemi temporaleschi associati al ciclone sono ancora molto intensi con nubi che raggiungono temperature di -70°C nella loro parte più alta, mentre l’occhio dell’uragano è ancora ben definito.

Ma parliamo ora di qualcosa che più ci interessa, ossia lo SWELL di Lorenzo, una mareggiata che promette eccezionalità, soprattutto in termini di qualità delle onde lungo la costa atlantica di Spagna, Portogallo, Marocco e sulle Isole Canarie.

La mareggiata prodotta da Lorenzo raggiungerà la costa da domani sera su Marocco e Canarie, poi l’apice dello swell, propagandosi ad arco verso nord-est, si avrà giovedì 3 su Spagna e Portogallo, con scaduta venerdì 4 distesa fino a raggiungere la Francia.
La peculiarità che renderà il “Lorenzo-Swell” davvero eccezionale sta nei venti sottocosta: essendo la mareggiata generata da un sistema di bassa pressione chiuso e diretto verso le Isole Britanniche, la ventilazione sottocosta resterà debole un po’ ovunque seguendo solo il regime delle brezze locali.
Dunque dovremmo aspettarci onda lunga, molto lunga, con condizioni glassy in molti casi, specie tra Spagna e Francia.

Vicino all’occhio del ciclone la musica suonerà diversamente: venti tempestosi e condizioni proibitive daranno vita a onde che alcuni modelli meteorologici vedono raggiungere 15 metri di altezza, con set o fuori set (onde anomale) fino a 20-25 metri!

Dal 2016 ci sono stati 6 uragani atlantici CAT5: Matthew nel 2016, Irma e Maria nel 2017, Michael nel 2018, Dorian e Lorenzo nel 2019 (finora). Di questi, solo Lorenzo non ha prodotto danni diffusi, mentre gli altri 5 hanno prodotto danni per oltre 200 miliardi di euro. Il più potente di questi è stato Dorian, che ha devastato le Bahamas settentrionali all’inizio del mese di settembre 2019.
Lorenzo ha raggiunto la CATEGORIA 5 solo per poche ore prima di indebolirsi, ma è comunque l’uragano CAT.5 atlantico più orientale mai registrato.
Prima del 2016, l’ultimo uragano atlantico di CAT.5 è stato Felix nel settembre 2007.

Nel frattempo l’Italia resterà totalmente esclusa da questa evoluzione, ma vivrà comunque giornate di onde grazie ad una situazione perturbata, con mareggiate frequenti dai quadranti occidentali e successivamente settentrionali.
Nel nostro piccolo, dunque, finalmente non possiamo lamentarci.

 

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