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Watt nell’off-road, sono davvero necessari?

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Watt nell'off-road, sono davvero necessari?

L’approfondimento che segue prende forma da una domande che ci siamo posti:” Ci servono per davvero i watt e la loro rilevazione in ambito fuoristrada?” Approfondiamo l’argomento con un esperto in materia, coach Massimiliano Sellini.

I watt nell’off-road, un binomio da scoprire

Una delle novità tecniche della primavera 2021 è il pedale Rally XC lanciato da Garmin. E’ un sistema che integra un power meter. Permette, collegato con il device, di osservare e valutare una serie di dati che si riferiscono alla qualità della pedalata. Se è vero che i power meter in ambito off-road non sono una novità, è pur vero che un prodotto come questo diventa una sorta di detonatore. Questa considerazione prende in esame due punti chiave: l’utenza e le aziende.

Garmin Rally power meters, c’é anche per off road

L’utente, ovvero il praticante

Il pedalatore, l’amatore e l’appassionato o comunque colui che spende i soldi nella propria passione ha sempre guardato gli off-road power meter con sospetto e distacco. Strumenti troppo costosi e con un’affidabilità limitata, dovuta principalmente al contesto ambientale. Talvolta complicati da montare e poco compatibili. I watt nel fuoristrada, difficili da capire ed interpretare a parità di utilizzo con quelli normalmente utilizzati sulla bici da strada e/o home trainer (smart trainer). Generalizzando: lo stradista ritiene il misuratore di potenza uno strumento fondamentale per il training di qualità, per il biker non è necessario avere un misuratore sulla mtb. Eppure, la specificità e l’analisi dei dati, l’utilizzo dei watt anche da parte dei bikers, sono in crescita anche nel mondo del fuoristrada.

Misuratore di potenza personalizzato da SRM per Leo Paez
Misuratore di potenza personalizzato da SRM per Leo Paez

Un’opportunità commerciale

Il secondo punto tocca le aziende e la loro rincorsa ad accaparrarsi questa importante fetta di mercato. In questo momento “la categoria dell’off-road, mtb, gravel e ciclocross è una sorta di scatola vuota che aspetta solo di essere riempita”: una grande opportunità. La seconda in modo specifico, stà attirando ed abbracciando “nuovi consumatori”, che si affacciano al ciclismo proprio grazie al gravel. Se un player come Garmin entra in gioco è fondamentale capire che gli altri marchi, altrettanto importanti, non rimarranno sull’uscio della porta. Lo sport e il business vanno a braccetto e le opportunità sono parte integrante del mercato.

Watt nell'off-road, sono davvero necessari?
Un altro power meter che ha riscosso successo è lo Stages. Il sensore è applicato alle pedivelle, anche in ambito off-road, facile da montare. Nella foto la versione Shimano Ultegra road.

La nostra intervista ad un coach praticante ed appassionato

Fatte alcune premesse, ci dedichiamo agli aspetti più tecnici e specifici dell’argomento, ovvero watt e discipline off-road. Grazie alle competenze e alla passione di coach Massimiliano cerchiamo di capire meglio alcuni fattori che sono legati alla rilevazione e alla gestione del wattaggio quando pedaliamo sui terreni accidentati. Cerchiamo di capire come analizzare le nostre performances e in un certo senso accostarle a quelle che produciamo quando usiamo la bici road.

Cinque domande a Massimiliano Sellini #simisilanimoinsella

Massimiliano Sellini
  • Coach, prima di tutto grazie per la tua disponibilità. Ti facciamo una domanda che implica una risposta con una triplice veste: da appassionato ciclista, operatore del settore e coach. Un power meter, uno strumento di questa categoria e specifico per l’off-road, è davvero necessario?

Prima di tutto è necessario identificare la categoria di utilizzo di questi prodotti, allora possiamo affermarne la necessità o meno. Inutile parlare di argomenti trattati in tanti altri articoli dove avete spiegato bene la differenza tra allenarsi con il cardiofrequenzimetro, prendendo il carico interno dell’allenamento come parametro primario (Frequenza Cardiaca) e invece allenarsi con il Power Meter valutando il carico esterno, cioè la potenza applicata sui pedali. Direi anche che in questo caso si osservano due parametri: i Watt espressi in funzione della propria FTP e quindi delle Zone di training e la frequenza cardiaca, perché il primo non esclude certamente il secondo.

Osservando più parametri si ha un quadro ancora più preciso. Diventa necessario nel miglioramento della performance di ciclisti agonisti, anche nelle categorie amatoriali e di tutti coloro che vogliono migliorare il proprio livello di performance seguendo un allenamento pianificato. Sono dell’idea che ogni strumento e i dati che ne conseguono devono essere usati per come meritano e non solamente per vedere un numero a più cifre aumentare o diminuire su uno schermo!

  • Se è vero che la direzione è quella di una specificità sempre maggiore, rimaniamo in ambito training, è pur vero che la tecnologia e le strumentazioni hanno un costo. Parliamo dei misuratori di potenza e della rilevazione dei watt: se fossimo costretti a sceglierne solo uno, quale sarebbe il tuo consiglio di allenatore? Un home trainer con power meter integrato, un misuratore sulla bici da strada, oppure uno strumento di rilevazione sulla mtb? Ancora, un power meter che riesca ad accontentare tutte e tre le esigenze?

Il vantaggio di avere misuratori di potenza nei pedali, ci facilità la scelta. Il mio consiglio è quello di scegliere un prodotto in base alla specialità ciclistica che vogliamo allenare. Ma nessuno mi vieta di spostare ad esempio un pedale da MTB con misuratore di potenza, su una specialissima che uso per gli allenamenti in strada. Vedo invece diverso il discorso legato al Power Meter negli smart trainer. Esistono dei prodotti in quest’ultima categoria che eseguono fedelmente degli allenamenti pre-impostati e auto calibranti in funzione della FTP e del numero di Rpm naturali dell’atleta. Per avere questi vantaggi il Power Meter è parte integrante del sistema. Su uno smart trainer possiamo fare degli allenamenti di qualità, difficilmente replicabili all’esterno. E’ pur vero che quei dati di potenza dovremo monitorarli anche in bici all’aperto. Si tratta di ottimizzare un training, nel suo complesso, ai fini di un miglioramento.

Un grafico indoor training che abbiamo estrapolato dalla piattaforma Magnetidays, dove viene indicato anche il consumo di KJ.
  • Se dovessimo usare i watt come riferimento quando ci alleniamo nel fuoristrada, quali sono le differenze da considerare, rispetto alla bici da strada?

Esistono fondamentalmente due differenze, legate entrambe al fondo che percorriamo con una MTB rispetto alla BDC. La prima è legata alla grande variabilità di un percorso off road, soprattutto quello più spinto come un XC. Un susseguirsi di pendenze e consistenze diverse del terreno che si percorre. Cambi di traiettorie improvvise e nelle discese più tecniche gambe ferme in contrazione isomerica per spostare il baricentro indietro. In questo caso la scelta dei parametri di lettura del dato Potenza dovrà prevedere una media di lettura più lunga rispetto a quello che normalmente si fa in BDC.

La seconda è legata alle componenti della Potenza (W) e mi riferisco alla Forza (Newton) e alla Velocità (Rpm). Bene, in un percorso MTB generalmente si eseguono delle rpm medie inferiori rispetto alla bici road e ciò vuol dire che a parità di potenza la forza espressa sarà maggiore, anche se per periodi inferiori. Complice anche una posizione in sella, parlando di biomeccanica, più avanzata nel fuoristrada.

  • E in sede di analisi, nel post workout?

Parametri come NP (Potenza Normalizzata), VI (Indice di Variabilità) e IF (Fattore di Intensità), così come il TSS (Punteggio di stress dell’allenamento), dovranno essere letti con occhio attento. Prendiamo ad esempio la NP, un dato che in ambito off-road avrà una differenza rispetto alla potenza media ancora più marcata considerando l’enorme discontinuità della pedalata.

Se poi consideriamo che la NP viene usata in tutti gli altri calcoli per determinare i fattori elencati sopra, capiamo bene che noteremo sostanziali differenze tra la MTB e la BDC.

  • Pensando ai consumatori e agli utilizzatori, a chi approccia proprio ora i watt in ambito off-road. Ci sono dei consigli e delle skills che possiamo fornire, cercando di semplificare l’utilizzo dello strumento, facilitando al tempo stesso l’analisi dei dati?

Appena si entra in possesso di un power meter la prima cosa che dobbiamo fare è un test di Critical Power o potenza sostenibile. E’ necessario determinare la propria FTP e conseguentemente le zone d’allenamento intese come “finestre” di potenza relative al Fondo Lungo, Medio, Veloce e così via. Tutto il resto è relativo alla programmazione dell’allenamento, come autodidatta oppure se l’utente è seguito da un coach. In entrambi i casi l’analisi dei dati passa da piattaforme d’allenamento più o meno complesse che rendono utili i dati che abbiamo citato in precedenza.

Anche la stessa app Garmin Connect per citarne una (oppure quelle che sono disponibili con i devices dei diversi marchi), rende quei dati di facile utilizzo. Non è da escludere la versione di Strava in abbonamento. Esistono anche altre piattaforme, Training Peaks o Sport Tracks per citarne alcune, che consentono un’analisi dati estremamente dettagliata, non a caso sono utilizzate dai coach.

vo2max

E per concludere, due raccomandazioni

Nell’ottica di un training di qualità, è necessario eseguire un test per la determinazione di FTP (mediamente) ogni sei/sette settimane. Questo lasso temporale ci permette di aggiornare i dati che ci riguardano ed adattare gli allenamenti che si basano sulle nostre specificità. Sulle nostre capacità e tempi di recupero, oltre a quantificare i miglioramenti. Non dovremmo mai dimenticare che il riposo è parte integrante dell’allenamento.

a cura di coach Massimiliano Sellini #simisilanimoinsella e della redazione tecnica. Immagini di archivio, Matteo Malaspina e Garmin.

4actionsport.it

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