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Wenzel: le vie dello shaping underground

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I sogni sono i nostri orizzonti, il nettare della nostra esistenza, il coraggio, il desiderio, la curiosità di conoscere il domani. I sogni vanno inseguiti , a volte rincorsi. Wenzel ha saputo dare forme e colori ai propri sogni, inseguendoli fino ad una piccola isola dell’Atlantico, lì ha deciso di vivere e costruire tavole da surf. Da 4surf magazine #61 vi proponiamo l’intervista esclusiva a Wenzel Ceuna.
Testo di: Franco Francesconi Huia Surf School
Foto di Andrea Sabbatini Peverieri 

Ciao Wnzel, partiamo con la classica domanda di rito: da quanto tempo fai surf? Dove e come hai iniziato?
CIAO FRANCO, HO INIZIATO NEL 1993; I MIEI PRIMI PASSI NEL MONDO DEL SURF SONO STATI CON UN COCCODRILLO GONFIABILE REMANDO PER PRENDERE QUELLE CHE FURONO LE MIE PRIME ONDE, MA TUTTO QUESTO ERA MOLTO PRIMA DEL 1993. INIZIAI REALMENTE CON UN AMICO CHE SI ERA COMPRATO UNA TAVOLA NELL’UNICO E LONTANISSIMO NEGOZIO DELL’EPOCA, NON ERA FACILE TROVARE L’ATTREZZATURA A QUEL TEMPO. COMINCIAI COSI’, SCAMBIANDOCI LA TAVOLA UN PO’ A TESTA. SABAUDIA E SAN FELICE CIRCEO SONO STATI I MIEI PRIMI SPOT DOVE HO INIZIATO.

Dopo aver subito il contagio della malattia chiamata Surf, com’è cambiata la tua vita?
LA VITA CAMBIO’ IN FUNZIONE DELLE ONDE: IL TEMPO LIBERO ERA FOCALIZZATO NELLA SPERANZA DI POTER STARE IN MARE. QUANDO RIUSCIVO A METTERE VIA DUE SOLDI, SI PARTIVA VERSO L’OCEANO NELLA CONTINUA RICERCA DEL SURF. VIAGGI, ESPERIENZE, NUOVE CONOSCENZE… CREDO CHE IN QUESTO MODO IL SURF ABBIA CAMBIATO LA MIA VITA E MODIFICATO IL MODO IN CUI L’AFFRONTO.

Come è nata la passione per il tuo lavoro?
HO SEMPRE AVUTO BUONA MANUALITA’: ANNI PASSATI CON IL MODELLISMO (PASSIONE EREDITATA DA MIO PADRE). A QUEL TEMPO LA DIFFICOLTA’ NEL REPERIRE TAVOLE E LA DISTANZA PER TROVARE UN LABORATORIO ERANO PROBLEMATICHE REALI. QUINDI, TUTTO CIO’ MI HA PORTATO A FARE LE MIE PRIME RIPARAZIONI ALLARGANDO IL MIO GIRO DI CONOSCENZE AGLI AMICI E SURFISTI LOCALI. FINO A CHE UN GIORNO, UN MIO CARO AMICO E PROPRIETARIO DI UN NEGOZIO DI SURF, MI REGALO’ LA PIALLA ED UN FOAM: ERA IL 1997, DA LI’ EBBE TUTTO INIZIO.

Siamo in un periodo di migrazione semplice e costante dall’Italia, ma quando l’hai fatto tu non era così usuale: cosa ti ha spinto a fare questo passo così particolare?
DIREI PROPRIO LA CONDIZIONE DI PROVENIENZA DA UNA FAMIGLIA POCO CONVENZIONALE: I MIEI GENITORI  HANNO LAVORATO E VIAGGIATO IN TUTTO IL MONDO, LORO PER PRIMI MI HANNO SEMPRE SPINTO AD ESPLORARE IL MONDO AL DI FUORI DEI CONFINI ITALIANI.

Fra le diverse isole dell’Arcipelago Canario perchè proprio Fuerteventura?
PER PURA CASUALITA’ FU FUERTEVENTURA, GRAZIE AD UN CARISSIMO AMICO E OTTIMO SURFISTA, GIANLUCA VEGLIANTI, CHE VENNE IN VACANZA QUI NEL LONTANO 1999. QUANDO TORNO’ PRENDEMMO LA DECISIONE DI TRASFERIRCI QUI ASSIEME. MI TRASFERI’ SULL’ISOLA A SCATOLA CHIUSA…

Quali difficoltà hai trovato da straniero che cerca di integrarsi in un altro paese con lo scopo di farsi un nome e vendere il proprio prodotto?
A LIVELLO DI INTEGRAZIONE NON HO AVUTO NESSUN PROBLEMA, IL PIU’ E’ STATO FARSI UN NOME PARTENDO DALLA GIOVANE ESPERIENZA CON LA QUALE SONO ARRIVATO SULL’ISOLA. CON LA CRESCITA PROFESSIONALE NEGL’ANNI DI LAVORO, LE GRATIFICAZIONI SONO AUMENTATE ANCHE CON LA GENTE DEL LUOGO.

Per gli shaper italiani la vita degli artigiani del surf non è così semplice, com’è andata alle Canarie?
QUI ALLE CANARIE IL MERCATO SI E’ AMPLIATO DECISAMENTE NEGLI ULTIMI ANNI: OGGI GIORNO LA REPERIBILITA’ DI MATERIALI DI ELEVATA FATTURA E’ SEMPLICE, MENTRE QUANDO ARRIVAI SULL’ISOLA ERA SICURAMENTE PIU’ COMPLICATO.

Quali tipi di tavole stai shapando di più in questo momento?
PERSONALMENTE SONO SPECIALIZZATO IN CUSTUM SURFBOARDS, SPECIFICHE PER LE ESIGENZE  DEL CLIENTE. IN BASE ALLE NECESSITA’ O ALLE DIFFICOLTA’ CHE RISCONTRA IL CLIENTE POSSO CREARE TAVOLE CHE AIUTANO NELLE PRESTAZIONI SPECIFICHE DI OGNI PERSONA, QUALCUNO MI HA ATTACCATO l’ETICHETTA DI “PSICOLOGO” DELLE TAVOLE DA SURF.

Quali nuovi shape si stanno affacciando nel mondo del surf?
AL GIORNO D’OGGI LA DOMANDA DI TAVOLE DA SURF E’ COSI’ GRANDE CHE OGNI LABORATORIO PUO’ REALMENTE SPAZIARE E RICERCARE SHAPE PIU’ INNOVATIVI. ANNI FA SI SPERIMENTARONO DIVERSI MODELLI PERFORMANTI DI TAVOLE, SI PENSAVA CHE SAREBBE STATA LA MASSIMA ESPRESSIONE. ATTUALMENTE, GRAZIE ALLA CRESCITA  DEGLI APPASSIONATI, IL SURF SI E’ SVILUPPATO VERSO DISEGNI PIU’ MIRATI ALLE LORO ESIGENZE E ALLE CONDIZIONI DEL MARE.

Short, long, retrò: quali preferisci?
TUTTI I TIPI! NESSUNO ESCLUSO, ANCHE SE DEVO AMMETTERE CHE HO INIZIATO COME SHAPER DI SHORT SURFBOARDS. CON IL PASSARE DEGLI ANNI E DELL’ESPERIENZA, HO AVUTO GRANDI SODDISFAZIONI IN TUTTI GLI SHAPES.

Cad, Fresa, produzioni in oriente o puro artigianato, chi avrà la meglio?
DAL MIO PUNTO DI VISTA PREFERISCO UN ARTIGIANATO; RIESCO A COMPRENDERE E CAPISCO CHI HA FATTO IL PASSO PER MODERNIZZARSI AL FINE DI AUMENTARE LA PRODUZIONE, PERO’ QUESTO SECONDO ME VA SEMPRE FATTO IN UN OTTICA DI LABORATORIO, NON DI FABBRICA!
TUTTO CIO’ PER EVITARE TAVOLE DI INDUBBIA PROVENIENZA, INDUBBIO MATERIALE ED INDUBBIA COSTRUZIONE.

Cosa si nasconde dietro un prodotto completamente realizzato a mano?
SI DIMOSTRA TANTA PASSIONE: LA PASSIONE E’ LA FORZA MOTRICE CHE TI FA OLTREPASSARE I PROBLEMI INIZIALI COME ERRORI, POCHI SOLDI  ETC…

Che tavole stai usando ora?
HO UN MINI SIMMONS 5’3’’ x 21” ¾ x 2” 5/8 QUAD PER DIVERTIRMI E DUE  5’ 10” x19” ¾ x 2”1/2, UNA SQUASH ED UNA ROUND PER UN RANGE DI ONDE  1 – 1,5 m.

Ora che c’è stata una vera e propria surf explosion, come vivono gli spot di Fuerteventura?
SICURAMENTE C’E’ TANTA GENTE, MA IL PROBLEMA PRINCIPALE NON è L’AFFOLLAMENTO MA IL FATTO CHE IL SURF SIA DIVENTATO MOLTO COMPETITIVO E POCO RISPETTOSO.
LA GENTE HA POCA VOGLIA DI CONDIVIDERE, C’E’ TROPPA FRETTA.

Della scena surf italiana cosa ne pensi?
RISPECCHIA PERFETTAMENTE LE ASPETTATIVE DELLA SURF EXPLOSION NEL RESTO DEL MONDO.

La tua giornata tipo?
MI SVEGLIO LA MATTINA PRESTO, CONTROLLO IL MARE…E SE C’E’ UN BAGNO MI BUTTO. ALLE 10 DI MATTINA VADO AL LABORATORIO E APRO GIA’ CON LA MUSICA A PALLA. IL MIO LAVORO E’ LA MIA PIU’ GRANDE PASSIONE, IL MIO LABORATORIO E’ LA MIA SECONDA CASA. COSI’ POSEGUE TUTTA LA MIA GIORNATA ACCOMPAGNATO DAGLI AMICI CHE VENGONO A TROVARMI E RACCONTARMI DEL LORO SURF. LA SERA A CASA CON I MIEI AFFETTI. UNA VITA SEMPLICE E PIENA.

Un posto dove vorresti surfare nel mondo?
ISLANDA E MADAGASCAR, PERCHE’ LAGGIU’ e LASSU’ NON E’ ANCORA ARRIVATO L’AFFOLLAMENTO SULLA LINEUP.

Surfista preferito?
TOM CURREN E BRED GERLACH.

Parlaci di qualcosa che ti sta a cuore…
COME DICEVO PRIMA MI PIACEREBBE CHE CI FOSSE PIU’ TRANQUILLITA’ E MENO ARROGANZA NEL SURF: CHE NON FOSSE INTESO COME UNO SPORT O UNA COMPETIZIONE, BENSI’ COME UNA FILOSOFIA DI VITA…

Ringraziamenti…
RINGRAZIO LA MIA FAMIGLIA PER L’APPOGGIO E A TUTTI COLORO CHE HANNO CREDUTO NELLE MIE CAPACITA’.

Per maggiori informazioni o per contattare Wenzel Ceuna (Non fatevi ingannare dal nome, è Italianissimo – Latina classe 1973) visita la sua pagina facebook >> www.facebook.com/Wenzel-Surfboards

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