WHAT IF

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A cura di Stella Lauro | Photo & Video: Tommaso Orlandi

Nell’ultimo periodo, tutti i paesi si sono mobilitati per affrontare l’emergenza che il nuovo coronavirus ha causato. Ma anche rimanendo costretti nelle nostre quattro mura, non dovremmo scordarci che lì fuori, varcata la soglia di casa, c’è un intero mondo che continua a vivere. E che da cinquant’anni ormai ci sta ponendo una sfida altrettanto importante: la crisi climatica globale.

Oggi, 22 aprile 2020, si festeggia il 50esimo Earth Day. Non è una cosa che dovremmo festeggiare una volta all’anno, dovremmo ricordarci della fortuna che abbiamo a vivere su questo pianeta ogni giorno. Ogni volta che entriamo in acqua, ogni volta che stiamo in spiaggia ad aspettare onde che non arriveranno, ogni mattina quando la luce penetra dalle nostre finestre.

 

Il nostro sport, la nostra passione, ci fa stare a stretto contatto con la natura. Più di chiunque altro dovremmo capirne la grandezza, perché ogni volta che prendiamo un’onda possiamo sentirla; è nell’attimo prima di fare il take-off, nel secondo in cui senti che è il mare che sta iniziando a spingerti e non più la forza delle tue braccia.
In quel secondo lì, c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno per capire quanto la natura sia importante.

Ormai è almeno un mese e mezzo che nessuno entra in acqua, ma tutti noi ce lo ricordiamo.
Più di chiunque altro dovremmo conoscere i limiti che la natura ci pone. Prima di entrare in acqua bisogna fare un check, capire dov’è la corrente di risalita, qual è il picco migliore. Noi alla fine non decidiamo niente, dobbiamo solo fare le scelte giuste in base alle condizioni che troviamo.
È il mare a dettare le regole del gioco, noi possiamo solo decidere se giocare o meno.

Al di fuori di quello che è il nostro piccolo mondo del surf, i rapporti che abbiamo con l’ambiente non sono così. Ci comportiamo come se potessimo fare quello che vogliamo, come se fossimo superiori a qualsiasi limite che ci viene imposto. Ma non è così, ormai dovremmo averlo capito. E se lo abbiamo capito, non dovremmo iniziare anche a comportarci di conseguenza?
Stiamo crescendo con l’idea che superare i limiti e avere sempre di più sia la base per la felicità. Ma noi lo sappiamo che per essere felici l’unica cosa di cui bisogna avere di più sono le onde. Anche perché facciamo surf in Italia.

Tra tutte le difficoltà che questo periodo di quarantena ci sta portando, possiamo cercare comunque di imparare qualcosa. Ci siamo dovuti mettere tutti in pausa, chi più chi meno, e questo ci dà una possibilità in più per fermarci a riflettere su cosa veramente possiamo fare, nel quotidiano, per rendere il nostro pianeta più simile ad un mondo in cui vorremmo vivere. Quando la quarantena sarà finita saremo tutti troppo presi dalla libertà e dalla voglia di tornare in acqua per poterci fermare e pensare: vogliamo davvero far tornare tutto come era prima?

 

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