Liège-Bastogne-Liège challenge, il viaggio

Liège-Bastogne-Liège challenge, abbiamo vissuto 4 giorni in Belgio in occasione della doyenne, vivendo una giornata intensa anche nella Bike Valley.

02/05/2018
scritto da Alberto Fossati

Liège-Bastogne-Liège non è solo la decana delle classiche, la più antica, la più dura per i professionisti a prescindere dal meteo, la Liège-Bastogne-Liège è anche una delle cyclosportive più esigenti per quanto concerne il mondo amatoriale. A distanza di una settimana (poco più), dalla data del suo svolgimento del 21 Aprile scorso, abbiamo confezionato la nostra experience, completata e arricchita dal video girato in gara nella giornata di sabato, con una vista sulla giornata domenicale, quella della gara dei pro, il tutto alternando i filmati e gli spezzoni video.

Il Belgio, la campagna del Nord è in realtà ( e con questo non diciamo nulla di nuovo) un insieme di gare che partono con il pavé e si concludono con gli asfalti e le stradine delle Ardenne, per i professionisti ma anche per gli amatori. Tutto questo, se si guarda la cartina geografica, si svolge in un fazzoletto di terra a cavallo di Belgio, Francia, Olanda, non lontano dalla Germania, un territorio nella sua totalità che trasuda di passione per la bicicletta, per l’agonismo a pedali: qui il ciclocross è sport nazionale (così come bere birra).

Il nostro viaggio parte dal Giovedì 19 Aprile, per una trasferta in terra belga e olandese che ha un duplice obiettivo: quello di partecipare alla prova amatoriale del sabato (il sogno del bambino) ma anche di fare visita alla fabbrica Ridley dove alcuni partner presentano le loro novità. Una capatina alla Bike Valley (un parco giochi per chi è appassionato di bici) non può mancare. Qui, nella Bike Valley, tutto nasce, si sviluppa e prende forma per il mondo della bicicletta. Citiamo solo alcuni nomi che fanno parte di questo comprensorio: Ridley Bikes, Bio Racer, il wind tunnel (il primo dedivato in modo specifico al mondo del ciclismo).

Dal viaggio per raggiungere Hasselt, ricca cittadina non lontana dal confine olandese, in un certo senso il quartier generale per i brand della Bike Valley, nella giornata di venerdì ci immergiamo nella conferenza di presentazione, all’interno della Ridley Factory. Giornata lunga, intensa, logorante e stancante ma anche emozionate. Qui si prendono informazioni in merito a tutti quei partner del team Lotto-Soudal e che in un certo senso ci supporteranno nel corso della nostra pedalata.

ridley-bikes.com

bornforaction.com

vittoria.com

gripgrab.com

La sera precedente la gara, ci siamo preparati tutto da buoni scolaretti, senza farci mancare nulla e per ogni evenienza.

hjcsports.com

Abbiamo provato il casco aero Furion.

bioracer.com

Bioracer è un’azienda che non sponsorizza in modo diretto i club. Il suo supporto è diretto verso i team nazionali, di differenti discipline della bici, di atleti singoli che si affidano alla ricerca dell’azienda belga, marchio che produce anche per marchi altrettanto famosi (ad esempio l’abbigliamento Oakley, solo per citare un esempio).

cycliq.com

Cycliq, marchio australiano, che ci piace definire come una sorta di nuova frontiera dell’informatica (legata ai filmati video ad alta qualità) rivolta al ciclismo. Abbiamo usato i due modelli di action cam, anteriore e posteriore, Fly12 e Fly6.

rudyproject.it

Rudy Project, ci ha fatto provare il modello di occhiali Tralyx con la loro lente che si piega ma non si rompe: viva l’Italia sempre. Ridley per le bici, con il modello Fenix SLX Disc, Born con gli integratori, gli stessi forniti ai pro del Team Sunweb e Lotto-Soudal. Vittoria per le gomme che ha presentato in modo ufficiale la copertura Corsa Control, GripGrab marchio danese di accessori ed equipaggiamenti tecnici per il corridore (gambali, manicotti, guanti etc.), HJC per i caschi, Bioracer per l’abbigliamento, Cycliq per le on board cameras, oltre a Rudy Project per gli occhiali che non ha bisogno di troppe presentazioni (una fetta di Italia in terra belga fa sempre piacere, quando si è contornati dai vikinghi).

E poi ci siamo trovati al sabato mattina, così.

Coccolati e assecondati come se fossimo dei pro (più vicini alla pensione che non al centro della propria carriera), possiamo scegliere se affrontare il percorso medio da 154 km, oppure il corto di circa 80 km. Il lungo, quello che ripercorre per filo e per segno la gara dei professionisti, ci è precluso per via di aspetti di gestione e organizzativi: si decide per il medio, in una giornata caldissima, sembra di essere in Sicilia nella bella stagione!!!.

La partenza è alla francese, con orari liberi ma compresi tra le 6,30 (si parte anche qualche minuto prima), fino alle 9,30. Giusto il tempo di prendere confidenza con l’asfalto del Belgio, guardarsi un attimo intorno, capire come pedala chi è vicino a te e arriva subito la prima cote. Naso all’insù, nulla di troppo impegnativo ma è l’antipasto di una giornata lunga e faticosa, di un percorso tanto duro, molto esigente che va ben oltre i numeri che mette in mostra. Da sempre, guardando la gara dei pro in tv e ascoltando le impressioni di qualche amatore che vi ha preso parte in precedenza, la Liègi-Bastogne-Liègi ci ha impressionato, principalmente, per le facce dei corridori all’arrivo, stravolti, consumati, stanchi. Nulla di più vero e ti rendi conto di questo solo pedalandola. Non esiste pianura, salita e discesa, su e giù, si guida la bici e si spinge sui pedali sempre, costantemente, la catena è sempre in tiro e la temperatura caldissima (fuori norma per questo periodo) vicina ai 26/28° contribuisce a rendere il tutto ancora più affascinante. (con il freddo e la pioggia sarebbe peggio)

154 km, ognuno ha il suo pettorale con il colore del percorso scelto: nero il lungo, oro il medio, silver il corto ma in caso di necessità, una volta in corsa si può accorciare. Ci sono i ristori e che ristori! Si fa prima a dire quello che manca, rispetto alla tantissima roba a disposizione: frutta, integratori, bevande, merendine etc. e tutto di marchi noti, sponsor della manifestazione. I partecipanti alla ciclosportiva sono oltre 10000 ma solo al primo ristoro ci pare di vedere materiale e cibo per 30000 teste.

Qui c’è gente che esce dalla zona ristoro che peso 5 kg in più rispetto a quando è entrata, non tanto per quello che ha mangiato ma per quello che si è messa nelle tasche! I barboni non siamo solo noi italiani.

A testa bassa andiamo avanti, ci godiamo la giornata, il momento, le salite, la fiumana ininterrotta di biciclette, un vero e proprio streaming, che ci accompagna per le 4 ore e 36 minuti, il tempo da noi impiegato per fare i 152 km (effettivi) del percorso medio: due soste per prendere da bere e un’ggiuntina per il “pipì stop”.

Bel tempo in totale ma nessun kom sulle salite: qui i record appartengono ai pro, non si scappa. Un pò di traffico e auto, qualche moto che ti fa il pelo vicino ad incroci e centri cittadini: anche qui devono fare i conti con chi non sopporta i ciclisti e le manifestazioni legate a loro. Tutto il mondo è paese. Il filmato mette in mostra alcuni di questi passaggi.

Torna verso la Mosa, il fiume che passa da qui e man mano che ci si avvicina alla zona di arrivo l’incitare della gente aumenta, incitamento che non ti abbandona neppure sulle erte più celebri: Rosiere, Roche au Fochon, Redoute, ST. Nicolas, solo per dirne alcune. Al traguardo c’è spazio per tutti, ci sono birra e salsicce per tutti, c’è una medaglia per tutti, c’è gloria e soddisfazione per ogni ciclista, con un muro che mette in mostra i nomi di tutti i partecipanti. BELLO, oppure come piace sentir dire ai belgi

FANTASTICO.

 

 

 

 

 

 

 

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