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Berna, inno alla bici

di - 12/07/2026

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Foto: Martina Folco Zambelli HLMPHOTO

La Svizzera è uno di quei posti che, dopo nemmeno un chilometro che hai passato il confine, ti accorgi che qualcosa è cambiato… Di solito sono gli occhi a percepire e trasmettere questa sensazione: i cartelli stradali, l’asfalto, l’ordine, l’urbanistica (banalità, sì). Ma c’è qualcos’altro, anzi molto di più.

Se questa cosa accade già in Ticino, che è la più italiana delle Svizzere, quando ci si addentra negli altri cantoni questa distorsione spazio temporale si dilata e sembra di essere a mille miglia dal nostro mondo. E questo breve viaggio nel Bernese mi ha fatto capire cosa sia quel “di più”. Credo sia il modo in cui certe persone affrontano la vita e il quotidiano: riescono infatti a far convivere in armonia una grande rilassatezza con aspetti, all’apparenza in contrasto, come rigore e precisione. Il tutto condito con una buona dose di rispetto. 

La ricetta della felicità a due ruote

Pensate di applicare questa ricetta all’universo della bicicletta e avrete il quadro di come si vive una vita da ciclisti nel cantone di Berna. Se ci sono piste ciclabili larghe quattro metri (come la Aare-Route 8), che portano dalle periferie fino al centro città, attraverso boschi e prati, allora muoversi in bici anziché in auto o in scooter diventa più che un’opzione, come lo diventa spendere alcune migliaia di euro per acquistare una eBike (o una pedelec da 40 km/h, assicurata e guidata con il casco in testa). Se davanti alla stazione ci sono centinaia di rastrelliere, se una bici non sparisce dopo mezz’ora che è stata parcheggiata e se le aziende incentivano chi fa bike to work, allora si capisce perché la cultura della bicicletta è diffusa e, noi ciclisti lo sappiamo bene, se sei abituato a muoverti in bicicletta, lo spirito rilassato con cui pedali si riflette in quello con cui affronti la vita.

Berna, piacevole scoperta

Tutto questo pistolotto per introdurre la nostra mini vacanza a Berna e nell’Emmental (il racconto è suddiviso in due articoli) e per dare anche una risposta a chi ha chiesto, fra il curioso e il sorpreso, come mai, con tutti i meravigliosi luoghi in cui pedalare entro i nostri confini, avessimo scelto di farlo nel mezzo della Svizzera.
Il perché è semplice: per il piacere di scoprire nuovi luoghi e quello di farlo in un ambiente in cui la bici è vista come una cosa bella e una risorsa per la società e il suo benessere.

Berna è una bellissima città piena di vita e vivibile, con un nucleo storico medievale, patrimonio UNESCO, perfettamente conservato (perdersi fra le sue strette vie, sia di giorno sia la sera, è parte irrinunciabile del viaggio). Se vi capita di visitarla d’estate, assisterete a una scena che ha del surreale, ossia gente che, conclusa la giornata di lavoro, usa il fiume Aare, che l’attraversa e la circonda, come una tangenziale in cui farsi trasportare dalla corrente, corroborante alternativa ai mezzi pubblici, con tanto di mappa per diportisti e nuotatori…

Itinerari per tutti i gusti

Ma Berna è, soprattutto, il centro perfetto di una margherita i cui petali sono percorsi cicloturistici immersi nella natura, molto vari, che si addentrano nel territorio. Un territorio colorato con ogni tonalità di verde, da quello dei campi coltivati a quello dei boschi e delle foreste, a quello dei frutteti, a quello dei laghetti e dei fiumi che lo attraversano. Il tutto punteggiato da fattorie di legno con le facciate decorate ed enormi tetti che quasi toccano terra, in cui vivono almeno due generazioni di (moderni) contadini. La morfologia è collinare, con pendii dolci sui quali, se lo si vuole, si riesce ad accumulare un buon dislivello. Una condizione che permette di avere sempre lo sguardo che spazia su ampi orizzonti delimitati, a ovest, dal geometrico massiccio del Giura e, a est, dagli imponenti 4.000 delle Alpi bernesi con le sagome inconfondibili di Aletschhorn, Eiger, Mönch e Jungfrau che, oltre a compiacere la vista, sono anche un ottimo riferimento per orientarsi. 

Il punto privilegiato per godere di una vista a 360° su tutto il bernese, e anche oltre, è una torre in legno che si innalza sul culmine dell’altopiano di Frienisberg. La conosco tutti, ciclisti, trail runner e semplici amanti delle camminate: si chiama Chutzenturm e, dall’alto dei suoi 234 scalini, regala una vista panoramica notevole.

A proposito di orientamento, qui non è mai in discussione, poiché tutti gli itinerari sono perfettamente segnalati sia con cartelli in corrispondenza dei principali bivi sia sulle cartine realizzate dall’ufficio del turismo e sulla relativa app con tracce GPX.

Infrastrutture da dieci e lode

Si pedala prevalentemente su strade asfaltate (in ottime condizioni, naturalmente…), per lo più secondarie, quando non riservate alle bici, e comunque con traffico pressoché inesistente e sempre rispettoso. Ci si siede all’ombra di un albero, sulla riva di un laghetto, a prendere il fresco guardando le anatre. Si travia la guida locale, rubando qualche ciliegia dagli alberi a bordo strada e pedalando fuori traccia per regalare uno scatto al fotografo. Si attraversano paesi incantevoli e ricchi di fontane, particolare che durante la stagione più calda non è da sottovalutare. E, se rifornirsi di acqua non è un problema, anche un languorino lontano dai centri abitati può essere fronteggiato in modo brillante: non è strano imbattersi in fattorie in cui un locale, aperto sulla strada, è allestito come un ristoro, con prodotti locali (frutta, miele, yoghurt, succo di mele e altro a seconda di cosa producono o raccolgono i contadini) così che ci si possa servire e lasciare i soldi in una cassettina. Sì, lo sappiamo cosa state pensando…

Il mantra della nostra vacanza

Nume nid gsprängt” è il motto che pervade molti aspetti della vita da queste parti e, dopo aver pedalato su questi percorsi, viene da chiedersi se sia stato proprio il territorio a dettarlo e a plasmare l’indole dei suoi abitanti. So solo che in quattro giorni non ci siamo mai trovati a pedalare più forte di quanto ci consigliassero battito e respirazione e “Senza fretta” è diventato il mantra di una vacanza sorprendente e formativa.

(Continua… )

Dove dormire

Noi abbiamo alloggiato a Berna, all’Hotel Jardin, in posizione strategica vicino al centro storico (che si può raggiungere anche a piedi. Le camere sono accoglienti, l’atmosfera è calorosa e la colazione ottima e ricca).

Hotel Jardin Bern
Militärstrasse 38, Bern, Bern, Schweiz, 3014
hotel-jardin.ch

Dove mangiare

La Svizzera, e alcune città in particolare, non sono a buon mercato, per cui il nostro consiglio è di “trattenersi” a pranzo, facendo visita a qualche supermercato e concedersi, invece, una cena fuori, la sera. Inoltre, la colazione è in genere completa e abbondante.
La prima sera, a Berna, abbiamo cenato al Restaurant Rosengarten, che si trova in posizione centrale, in uno splendido parco, a pochi passi dal Bärenpark. Merita non solo perché il menu è abbordabile, ma soprattutto perché, grazie alla sua posizione sopraelevata, è il luogo in cui i bernesi si trovano per assistere al tramonto sopra tetti della città vecchia.

Restaurant Rosengarten
Alter Aargauerstalden 31b, Bern, Bern, Schweiz, 3006
rosengarten.be

Dove pedalare

Vi consigliamo di affidarvi ai dieci percorsi perfettamente mappati e segnalati che girano intorno a Berna. Si sviluppano su strade secondarie, o comunque poco trafficate, e su ciclabili che è quasi scontato e persino superfluo descrivere come eccellenti.

Alla portata di tutti, da affrontare con ogni tipo di bici, hanno ciascuno peculiarità differenti e portano alla scoperta di un’ampia area intorno alla città. È ben più che un antipasto, anzi siamo forse più vicini al pranzo completo, con pure caffè e ammazzacaffè…
bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/tour-in-e-bike-berna

I nostri itinerari

  • Zeitschlaufe Laupen

31 chilometri e 300 metri di dislivello.

https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/anello-temporale-laupen

  • Fernsichtroute Frienisberg

43 chilometri con 600 m di dislivello. 

https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/percorso-panoramico-di-frienisberg

  • Nastro Verde Bern

58 chilometri e 660 metri di dislivello. 

https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/cintura-verde-berna

  • Kambly

30 km e 700 metri di dislivello.

https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/tour-dell-esperienza-kambly

  • Herzschlaufe Burgdorf Est

48 chilometri e 1.000 metri di dislivello.

https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/giro-del-cuore-burgdorf-est

  • Herzschlaufe Burgdorf Ovest

44 chilometri e 930 metri di dislivello. 

https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/anello-del-cuore-burgdorf-ovest

  • Sagenroute Gantrisch

51 chilometri e 1.000 metri di dislivello

https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/percorso-leggenda-gantrisch

  • Anello del cuore Langnau

68 chilometri e 1.800 metri di dislivello
https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/herzschlaufe-langnau

  • Herzschlaufe Gotthelf

60 chilometri e 1.500 metri di dislivello
https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/anello-del-cuore-gotthelf

  • Gross Summiswalder

67 chilometri e 1.600 metri di dislivello
https://bern.com/it/cose-da-fare/e-bike/percorsi-di-spicco/dr-gross-summiswalder

Affittare una bici

Noi abbiamo pedalato su eBike, affittate presso il punto vendita super attrezzato Thömus Shop https://share.google/UglC1Xnm40OnH34dY

Bern Ticket

Con il Bern Ticket è facile spostarsi in tutta la città: a partire da un pernottamento in una struttura ricettiva situata nella città di Berna, gli ospiti ricevono il Bern Ticket e viaggiano gratuitamente nelle zone 100/101 della rete Libero per tutta la durata del soggiorno. Nel biglietto sono inclusi anche il celebre Marzilibähnli, la funicolare del Gurten e l’ascensore che conduce alla terrazza della Cattedrale.
bern.com/bern-ticket-per-gli-ospiti-che-pernottano-a-berna

Mi piacciono le biciclette, tutte, e mi piace pedalare. Mi piace ascoltare le belle storie di uomini e di bici, e ogni tanto raccontarne qualcuna. L'amore è nato sulla sabbia, con le biglie di Bitossi e De Vlaeminck ed è maturato sui sentieri del Mottarone in sella a una Specialized Rockhopper, rossa e rigida. Avevo appena cominciato a scrivere di neve quando rimasi folgorato da quelle bici reazionarie con le ruote tassellate, i manubri larghi e i nomi americani. Da quel momento in poi fu solo Mountain Bike, e divenne anche il mio lavoro. Un lavoro bellissimo, che culminò con la direzione di Tutto MTB. A quei tempi era la Bibbia. Dopo un po' di anni la vita e la penna parlarono di altro, ma il cuore rimase sempre sui pedali. Le mountain bike diventarono front, full, in alluminio, in carbonio, le ruote si ingrandirono e le escursioni aumentarono, e io maturavo come loro. Cominciai a frequentare anche l'asfalto, scettico ma curioso. Iscrivendomi alle gare per pedalare senza le auto a fare paura. Poi, finalmente arrivò il Gravel, un meraviglioso dejavu, un tuffo nelle vecchie emozioni. La vita e la penna nel frattempo erano tornate a parlare di pedali: il cerchio si era meravigliosamente chiuso.