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Barriere soffolte a Santa Severa, spot a rischio

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“Una buona notizia, dopo un lungo periodo di austerità e sacrificio giunge dalla Regione Lazio” – Viene presentata così la news uscita lo scorso 20 febbraio su diversi giornali cartacei e online locali, tra cui baraondanews. Una notizia che di buono sembra avere veramente poco, visto che per l’ennesima volta si tenta di distruggere un famoso surf spot del Lazio, senza prendere in considerazione alcuna alternativa sostenibile per l’ambiente e l’ecosistema marino.

Si è parlato più volte di progetti alternativi alle classiche e distruttive barriere parallele alla linea di costa, le quali non portano nulla di buono. Ne abbiamo parlato spesso anche noi.
Un esempio positivo, nato dopo aver distrutto l’ecosistema marino lungo moltissimi km di costa sulla riviera Adriatica, viene dal Ravennate, dove sono state realizzati pennelli a “T” perpendicolari alla linea di costa. Questi, oltre ad evitare il ristagno dell’acqua e favorire l’allungamento della spiaggia, hanno anche dato vita a nuove secche surfabili anche con moderati venti attivi, creando quindi nuovi spot.

Il progetto più recente di REEF ARTIFICIALE lo hanno analizzato ad un livello di dettaglio mai visto prima Giovanni Besio e Filippo Perata, il cui studio effettuato per il DICCA è stato pubblicato nel numero 71 di 4surf magazine (LEGGILO QUI attraverso la versione online).

Per non parlare poi del duro impegno messo dai ragazzi di SURFxPESARO al fine di riportare in vita lo storico spot della Palla di Pomodoro (leggi la storia qui). Potremmo citarne molte altre di iniziative positive, tutte in grado di dimostrare che quei 3 milioni e 200 mila euro stanziati dalla regione Lazio possano essere utilizzati in maniera più efficace al fine comune di salvaguardare le nostre spiagge, lasciando spazio al surf che rappresenta un’ottima forma di destagionalizzazione turistica.

Prima di lasciarvi alle dichiarazioni del sindaco di Santa Marinella Tidei vogliamo ricordare lo spot che rischierà di scomparire per sempre nel giro di due anni, a causa delle barriere soffolte che a tutti gli effetti chiuderanno il tratto di spiaggia che va da Castello di Santa Severaal Barracuda, una spiaggia ricca di secche surfabili.

14 SANTA SEVERA (RM) IL CASTELLO (fonte: Surfnews)
Percorrendo l’Aurelia in direzione Nord, a santa Santa Severa, seguite le indicazioni che conducono al castello. Lo spot è adiacente alla spiaggia sulla destra del castello. Lavora bene con mareggiate da S/E, e scadute da ogni quadrante. Le onde, sia destre che sinistre, raggiungono il metro e mezzo di altezza. Il fondale è sabbioso. Difficilmente praticabile con grosse swell. Frequentato in prevalenza da longboarders. Qualità dell’acqua buona.

Ecco le dichiarazioni:
“Siamo stati tra i primi Comuni del Lazio – commenta il sindaco – a presentare un progetto di prevenzione e contrasto contro il fenomeno dell’erosione marina. Il progetto, prevede la realizzazione di barriere soffolte dal castello di Santa Severa sino allo stabilimento balneare Barracuda pertanto, nel giro di due anni, riusciremo a riparare tutti gli stabilimenti interessati, allargando notevolmente i tratti di spiaggia balneabili e quindi gli arenili”. “Un impegno ed una progettualità che parte da molto lontano – continua il sindaco – con un impegno forte della squadra di governo e del progettista, l’ingegner Pittori che, gratuitamente, ci ha consegnato un lavoro che ha ricevuto l’approvazione della Regione Lazio. Siamo riusciti quindi a mettere l’ennesimo tassello, senza spendere nemmeno un euro”. “Ricordo che i Comuni in dissesto finanziario non possono pagare progettisti e consulenti ma, nonostante ciò – conclude Tidei – un altro progetto ci viene finanziato”

L’effetto delle barriere perpendicolari alla linea di costa

Sotto: la situazione in costa est:

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