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Boa Li2, cosa c’é dietro al sistema di chiusura

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Boa Li2, cosa c'é dietro al sistema di chiusura
Tour de France 2021 - 108th Edition - 21th stage Chatou - Paris Champs Elysees 108,4 km - 18/07/2021 - Wilco Kelderman (NED - Bora - Hansgrohe) - photo Dario Belingheri/BettiniPhoto©2021

LA CHIUSURA BOA È SPESSO IDENTIFICATA IN MANIERA SEMPLICISTICA NELLA ROTELLA ESTERNA ALLA CALZATURA, MA IN REALTÀ QUESTO SISTEMA È MOLTO PIÙ COMPLESSO. SI SVILUPPA GRAZIE AL ROTORE, AL MECCANISMO DI ANCORAGGIO ALLA SCARPA E AI CAVI, ED È FRUTTO DI UNO STUDIO CERTOSINO DEL DESIGN E DEI MATERIALI. ALL’ORIGINE DI TUTTO QUESTO ESISTONO POI UNO STRETTO RAPPORTO DI COLLABORAZIONE TRA BOA FIT SYSTEM E I PRODUTTORI DI SCARPE E UN’INTENSA ATTIVITÀ DI TEST DA PARTE DEI TEAM SUPPORTATI TECNICAMENTE. 

Boa Li2, cosa c'é dietro al sistema di chiusura
Canyon-Sram Racing Woman’s, alle strade Bianche.

Boa, non è solo una rotella

Prosegue il nostro percorso di conoscenza dell’universo BOA Fit System, che in più di un’occasione abbiamo identificato come “la rotella che ha cambiato il mondo delle calzature sportive” (non solo quelle del ciclismo). Questo rotore e questo sistema di chiusura hanno infatti indotto mutamenti nei materiali della tomaia, nei metodi di lavorazione e anche nel modo di costruire una calzatura. Il concetto BOA ha portato a ottimizzare e rendere efficiente ogni dettaglio, anche il più piccolo, perché la performance atletica passa proprio dalle nostre estremità corporee e dalle scarpe. Funzionali alla prestazione sono inoltre la ricerca dei materiali e del design, fattori che devono collimare tra loro, come dimostra l’ultima piattaforma BOA Li2.

E poi c’é la scelta dell’utilizzatore. Una frase ci è rimasta impressa durante una presentazione ufficiale di un’azienda, in merito ad un nuovo modello di calzature.“sono stati i clienti che ci hanno indirizzato ad utilizzare e sfruttare la piattaforma BOA per la chiusura delle calzature”.

Boa e questi 20 anni in cui tutto è cambiato

Li2, l’ultimo nato

Anche in questo caso non abbiamo un solo prodotto adattato alle diverse scarpe, ma ben tre varianti per altrettanti differenti soggetti. Prima di entrare nello specifico, facciamo un passo indietro. BOA Li2 è l’ultima evoluzione della chiusura BOA Fit System che abbina materiali ottenuti dal riciclo ad alcune fasi produttive meno impattanti in termini di sostenibilità ambientale. Cosa significa tutto ciò in fatto di progettazione e sviluppo?

L’intera piattaforma Li2 di BOA è realizzata riducendo i materiali di scarto e riutilizzandoli maggiormente e in modo migliore. BOA Li2 è più leggero rispetto al passato, più aerodinamico e con una chiusura più efficace. Ogni sistema BOA che troviamo sulle diverse calzature dei vari brand è il risultato della partnership che esiste tra il marchio proprietario della scarpa e il reparto R&D di BOA Fit System. Un pacchetto BOA, insomma, non è semplicemente preso e messo sulla calzatura, ma è oggetto di studio e personalizzazione, in base al design, ai materiali utilizzati per la tomaia e la suola, senza dimenticare la categoria di cui ciascun prodotto fa parte e la sua resa tecnica finale.

Boa Li2, cosa c'é dietro al sistema di chiusura
Un’immagine che mostra le differenze tra il nuovo rotore Boa e il modello I-P1

Tre modelli, per differenti necessità

BOA Li2, dicevamo, esiste in tre configurazioni con tre rotori: Dial A, Dial B e Dial C.

  • Il primo è una sorta di riferimento per la gamma cycling, con una rotella sagomata in materiale composito. Offre un grip eccellente, sfruttabile in diverse condizioni, road e off-road (anche in condizioni di bagnato e fango). Ha uno spessore totale di 11,4 mm e un diametro di 28 mm.
  • BOA Dial B, invece, ha un perimetro liscio, è una sorta di classico, più elegante, ma non per questo meno efficiente. Infatti, lo stesso perimetro è in materiale composito e grippante. Rispetto alla configurazione A, ha un profilo leggermente più basso e un diametro di poco più ampio, oltre a un design minimale e asciutto. È studiato per l’ambito cycling e garantisce prestazioni di altissimo livello in termini di forza della chiusura.
  • La terza versione, Dial C, ha un design iconico che richiama lo storico modello di rotella IP- 1.

A questi elencati, si aggiunge anche una versione con rotore metallico, che prende il nome di Dial D.

Qui di seguito tre modelli di calzature differenti, ma caratterizzate dal sistema BOA Li2. Abbiamo inserito anche i link dei nostri test.

I suoi componenti

Nel complesso, ogni configurazione BOA è formata da più parti e ognuna svolge una funzione ben precisa: una base, integrata nella tomaia della calzatura, supporta la rotella, al di sotto della quale troviamo una cartuccia con il meccanismo micrometrico che permette di avvolgere e rilasciare il cavo. Quest’ultimo può essere in Dyneema e Poliestere (TX4), oppure in acciaio Inox rivestito in nylon (CS2). Infine c’è una guida che è adattata al design della scarpa e alla tomaia.

Come ormai è noto, la chiusura BOA offre anche un’enorme facilità d’azione, con una leggera pressione per bloccare il cavo, o tirando la rotella per sbloccare. Inoltre Li2 può girare nei due sensi, orario e antiorario, senza pericolo di danneggiare il blocco interno, movimento micrometrico che regola la tensione del cavo e l’accoppiamento ottimale della tomaia al piede. Rispetto ai precedenti, ha uno spessore e un diametro maggiorati, con il perimetro in TPU. È interessante notare anche la capacità del sistema Li2, che consente l’alloggio di 40 cm di cavo (non pochi!).

I test con i corridori professionisti (e non solo)

Come per ogni grande azienda che ricerca e sviluppa nuove soluzioni e tecnologie, rivestono un ruolo fondamentale il lavoro di test e le collaborazioni con gli atleti. Forse non tutti sanno che BOA Fit System opera a stretto contatto con i ragazzi del Team BORA – hansgrohe e con il sodalizio femminile CANYON//SRAM Racing. Le squadre sono due importanti riferimenti, in ambito maschile e femminile, e rappresentano un investimento importante, ma anche l’opportunità di lavorare su due fronti molto diversi. Da un lato abbiamo infatti una delle più importanti formazioni World Tour maschili, focalizzata nella ricerca di performance hors categorie, a tratti estremizzate. Ogni feedback è perciò una sorta di miniera d’oro. Dall’altra parte una squadra femminile che, seppur di primissimo piano, ha esigenze differenti, e le stesse atlete offrono vari spunti ai designer BOA. Il mondo dello sport, insomma, è come un puzzle: tutti i pezzi sono collegati tra loro e fondamentali per la composizione finale del quadro.

A cura della redazione tecnica | foto: Bettiniphoto (bora-hansgrohe) e Thomas Maheux (Canyon).

ulteriori informazioni sono disponibili tramite il sito ufficiale,

boafit.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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