È una piccola cittadina, ma quando si parla di campioni, Cassano d’Adda non scherza. Valentino Mazzola, il “capitano dei capitani”, era cassanese del Ricetto (un borgo di case antistante il Castello Visconteo), così come Andrea Bonomi, capitano del Milan dello scudetto del ’51. Non era cassanese, bensì della vicina Treviglio, Giacinto Facchetti, che divenne però cassanese d’adozione dopo esservisi trasferito con la famiglia. Anche il pedale ha dato lustro alla cittadina in riva all’Adda: Gianni Motta, cassanese di Groppello, vinse il Giro del ’66 in modo esaltante, tanto da diventare uno dei ciclisti più seguiti dello Stivale.
Il ritorno del Giro a Cassano
E Cassano, proprio come fece dieci anni fa, omaggia il proprio campione in rosa riportando la carovana del Giro in città.
Uno sforzo enorme, non solo in termini economici, ma soprattutto nell’imponente e variegata proposta culturale e ricreativa plasmata nei mesi antecedenti la partenza della 17ª tappa, la Cassano-Andalo. Sembra scontato dirlo, ma nessuna manifestazione (almeno in Italia) ha un impatto culturale così forte sulle città di tappa, e Cassano non ha fatto eccezione: una rassegna teatrale, convegni sul tema delle due ruote, mostre, serate di lettura, ma anche lo svago con la “Notte Rosa” di sabato scorso.

Una tappa che vale più della corsa
Da tempo si dibatte sul fatto che il Giro abbia perso “appeal”, che riscuota meno interesse da parte del pubblico e che sia in un “declino” generale, soprattutto se paragonato a Tour e Vuelta. Pur considerando vera questa riflessione sul piano agonistico e dello share televisivo, ci domandiamo se valga lo stesso per l’aspetto culturale e la partecipazione della gente. Ne abbiamo parlato con il sindaco di Cassano, Fabio Colombo: “Al di là dell’orgoglio che proviamo nel riportare la corsa rosa nella nostra città, il riscontro territoriale è andato oltre le nostre aspettative”.
Intende in termini di partecipazione? “Certamente sì, dal concorso delle vetrine – ho perso il conto di quante bici e ruote rosa abbiamo fornito – fino alla Notte Rosa. Ma mi riferisco anche all’enorme successo avuto con le aziende del territorio: abbiamo ricevuto il sostegno di sponsor che non immaginavamo nemmeno di poter contattare, e invece l’appoggio è stato immediato. Segno che il Giro è ancora nel cuore della gente”.
Insomma, investire nel Giro per un Comune… è un gioco che vale ancora la candela? “Assolutamente sì. Noi siamo una piccola realtà e l’eco media è enorme. In poco tempo abbiamo coperto tutte le spese e gli sforzi economici per ospitare la partenza, e oggi possiamo goderci le piazze e le strade piene di gente”.
Il murale per Gianni Motta e il gemellaggio con Andalo
Tra le tante manifestazioni organizzate, ve ne segnaliamo due davvero particolari. Il Velo Club Cassano, storico sodalizio ciclistico cittadino, il 16 maggio scorso ha percorso i 200 km dell’intero tracciato della Cassano-Andalo indossando una maglietta celebrativa e creando un vero e proprio gemellaggio con il comune trentino. L’altra è la realizzazione di un murales dedicato a Gianni Motta nella sua Groppello (frazione di Cassano), proprio accanto all’iconico “Rudùn” sul Naviglio della Martesana, inaugurato domenica scorsa, 24 maggio.
La partenza della 17ª tappa è prevista intorno alle ore 10: tutto è pronto per l’ultima pennellata di rosa. Perché è piccola, d’accordo, ma quando si parla di campioni, Cassano non scherza.









