Endurance un’alternativa alle granfondo per godere la bici

0
alternativa alle granfondo per pedalare in libertà

Endurance e granfondo, due parole e due modi di identificare la bicicletta che vanno a braccetto tra loro. Avevamo parlato ad inizio Maggio, alla vigilia dell’inizio della Fase 2 , dell’esigenza di darsi nuovi obiettivi in vista dell’estate. Riprendiamo qui l’argomento, anche pensando alle norme di distanziamento sociale con cui dovremo convivere a lungo.

I precedenti storici

Fino a pochi anni fa per molti appassionati, anche allenati, fare più di 6 ore in bici, passare i 140 chilometri e i 3000 metri di dislivello, era un’uscita degna di nota, categorizzata come endurance. Di quelle che ti impegnano, ti lasciano qualche segno nelle gambe e che ti piace raccontare. Certamente c’erano già alcuni itinerari “classici” che chiedevano qualcosa di più, quasi tramandati per passaparola da una generazione di ciclisti all’altra come la Vinadio-Vinadio, la Susa-Susa, la Cuneo-Pinerolo o il Tour dell’Ortles. Come pure qualche Gran Fondo (volutamente in maiuscolo) che assumono i contorni dell’impresa.

L’impresa calcolata

Questa sorta di “mattane”, appannaggio comunque di pochi, venivano affrontate di norma in occasioni particolari quando alcuni di questi percorsi sono stati sede di gara o di brevetto. Ora invece non e’ cosi’ infrequente imbattersi, su Strava, in singole uscite “inedite” di oltre 200 chilometri e 5000 metri di dislivello. Sono cambiati i materiali, soprattutto e’ cambiata la testa e alcuni blocchi mentali sono svaniti. Grazie alle mappe online e’ anche molto più agevole valutare a priori l’effettiva lunghezza e dislivello che si dovranno affrontare e comporre un giro anche molto impegnativo in base ai propri sogni e possibilità.

Con un po’ di fantasia, la giusta preparazione e una bici adatta le possibilità sono infinite

L’emozione deve essere nostra prima di tutto

Perché questa e’ la cosa forse più importante: l’avventura inizia nella nostra mente momento in cui viene immaginata. E può svolgersi anche partendo dalla porta di casa, se l’itinerario ideato ci coinvolge emotivamente. Deve essere qualcosa che ci diverta, non un puro collezionare chilometri e metri di dislivello.

La bici e la prudenza:

Una bici con geometrie endurance, gomme di sezione generosa per maggiore comfort di guida, dotata di rapporti agili sarà la nostra fedele compagna. Rispetto all’off-road su strada c’e’ da considerare che anche in questi tempi di lockdown non si e’ mai realmente soli. E comunque il cellulare prende quasi ovunque. Rendersene conto ed eliminare alcune preoccupazioni irrazionali, aiuta a rompere gli indugi e ad abbandonarsi al piacere della pedalata. Sempre con un occhio al traffico e la giusta prudenza in discesa. Non saranno i 30″ guadagnati tirando le curve a fare la differenza al termine di un giro di 12 ore o più. Pero’ una scivolata può riuscire a rovinarlo, quello si.

Difficilmente si e’ realmente soli, anche su un passo di montagna

Quando partire

La scelta del giorno giusto deve essere fatta tenendo conto di diverse valutazioni tra cui le principali sono l’assenza di precipitazioni e le temperature. Una giornata torrida in pianura può essere ottima per un itinerario che si snodi per molte ore sopra i 2000 metri di quota. Al contrario per un giro trans-appenninico si può preferire una giornata coperta, magari il giorno dopo il passaggio di una perturbazione che abbia portato un po’ di refrigerio.

Qualche borsa, la mantellina nel sacchetto sul manubrio e occhi aperti per trovare acqua.

Tra Luglio ed Agosto si va dalle 17 alle 14 ore di luce. Un quantitativo notevole che può essere ulteriormente esteso adottando, per la propria ed altrui sicurezza, un paio di luci da bici. Ormai in commercio se ne trovano veramente di tutti i tipi e per tutte le tasche.

Il bagaglio

Un completo estivo e una mantellina, completati da smanicato e manicotti utili soprattutto alle prime luci dell’alba, sono un abbigliamento adeguato. soprattutto considerato come vi sia una grande quantità di abiti tecnici disponibili ad un peso realmente contenuto. Un piccolo trucco e’ collocare la mantellina in un sacchettino da legare al manubrio e bloccare dietro ai fili del freno, sempre che non siano integrati. Senza dimenticare un piccolo kit di riparazione.

alternativa alle granfondo per pedalare in libertà

L’alimentazione

La parte più critica riguarda l’alimentazione, cosa scegliere e dove collocarlo. Lo scopo e’ avere il giusto apporto energetico senza fare soste troppo frequenti o troppo lunghe. Fino a 7h-8h di norma si riesce a sistemare nelle tasche tutto il necessario. Oltre possono risultare utili delle borsine da collocare lungo il tubo orizzontale, molto diffuse tra chi fa triathlon ad esempio. Fermo restando che si tratta di una gita e che nulla vieta (speriamo) di fare una veloce sosta per un caffè ogni tanto. Un suggerimento, anche se ognuno provando trova il proprio equilibrio, e’ quello di variare quello che si mangia durante l’uscita alterando alimenti tecnici compatti con qualcosa magari più voluminoso, ma che al gusto risulti particolarmente gradevole.

La CAAD13 si e’ rivelata una piattaforma molto stabile per macinare lunghe distanze

A questo punto non resta che pedalare, dimenticarsi per un po’ di tutti i crucci della vita quotidiana, guardarsi intorno godendo dei paesaggi dell’itinerario prescelto. Noi lo abbiamo fatto in diverse uscite durante la scorsa estate, anche per un test della Cannondale CAAD13, ed ora questo tipo di attività e’ diventata l’obiettivo della stagione 2020. La fantasia per creare nuovi itinerari non manca, sperando che le gambe ci sostengano.

Di seguito i relive delle gite da cui sono tratte le immagini (non fate caso alle velocità’ massime indicate qualcosa e’ andato storto nell’elaborazione) :

a cura di Davide Sanzogni, Foto di Davide Sanzogni e Shimano

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui