Fase 2 programmi e speranze

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Anche noi che scriviamo di ciclismo avevamo, come tutti gli appassionati, dei programmi per questo 2020. Che fosse il test di materiali sul campo, la partecipazione alle Classiche del Nord o la presentazione di nuove collezioni, tutto e’ stato rimandato. Dovremo adattarci, tutti, a nuove modalità di intendere sia il lavoro che la nostra passione, ma anche di leggere e in parte di interpretare. In particolare dovremo fare i conti con restrizioni negli spostamenti e con norme di distanziamento fisico.

La fase 2

Sara’ consentito muoversi solo in forma solitaria, oppure a debita distanza; come essere da soli. In queste condizioni facile prevedere che, dopo il rapido entusiasmo iniziale per la libertà riottenuta, ci ritroveremo spaesati. Senza programmi, senza competizioni, senza raduni cicloturistici: soli. Servirà tempo per elaborare il cambiamento, anche fisico, come già discusso in un nostro precedente articolo dedicato al detraining, facendo i conti con uno stato di forma diverso da quello usale del mese di Maggio.

Ma i modi di vivere la bici sono diversi

Per fortuna esistono tanti modi differenti di intendere la bici e può essere l’occasione di sperimentare qualcosa di diverso. Fuori dalle griglie e oltre gli eventi segnati sul calendario. La bici e’ in primo luogo libertà e anche di immaginazione. Durante questo lockdown molti hanno già esplorato i mondi virtuali di Zwift o pedalato in giro per il mondo coi video di Rouvy o Bkool, solo per citare alcune delle applicazioni più diffuse.

La vallata tra i passi Grimsel e Furka in Svizzera, un vero parco giochi. Non a caso presente anche su diverse piattaforme virtuali

Il ciclismo non è solo l’agonismo

Professionisti, amatori agonisti o semplici appassionati. A prescindere da come è stato vissuto questo periodo sui rulli, senza rulli e facendo altro, tutti ma proprio tutti avranno necessità di riprendere confidenza. Il colpo d’occhio, le bellezza del vento in faccia, l’emozione della luce, ma anche le difficoltà che si incontrano inevitabilmente quando si pedala all’aperto. Dovremo ritrovare confidenza nel pedalare sulla distanza e qui riprendiamo l’intervista a coach Luca Bianchini. Gli animali si sono impossessati delle strade e dovremmo stare attenti. Ci sarà da fare i conti con qualche automobilista distratto, non per forza inacidito, ma magari sfinito da un periodo difficile. Un periodo certamente complicato per molti e di cui ognuno ha la sua storia da raccontare.

Non solo caprette, ma anche cinghiali sui trail rimasti deserti

Una proposta

La fase 2 ci introduce all’estate, le giornate si allungano, i programmi 2020 sono finiti in soffitta. Stiamo vivendo un momento eccezionale. Possiamo scegliere se rincorrere una parvenza di normalità o riscoprire l’avventura e porci, per la stagione, obiettivi ambiziosi.

Il passo del Gavia: un luogo per cui l’aggettivo “epico” non e’ eccessivo

Possiamo beneficiare dei progressi nei materiali, nella disponibilità di informazioni, nell’allenamento, nel vestiario e dell’alimentazione avvenuti nelle ultime decadi. Sfruttarli per una pratica meno estrema di un ultracycling, meno tirata di una gara, o più semplicemente cercare di capirli e sfruttarli. Perché abbiamo il tempo per farlo.

Non ci sono gare

In questo momento può conciliare il desiderio di nuove sfide con la necessita’ dell’isolamento. Porsi come obiettivo lunghe cavalcate su strade a volte familiari e a volte no. Per stare a contatto con la natura, con noi stessi, per vedere posti nuovi, semplicemente per stare tante ore a fare quello che ci piace, ovvero pedalare.

Borse da cicloturista e chip da agonista sulla forcella, una contraddizione? Solo apparente

Per ora ci fermiamo qui, ma la fase 2 inizia ufficialmente tra poche ore. In futuro torneremo sull’argomento con qualche suggerimento dettato dalla pratica.

a cura di Davide Sanzogni, foto Davide Sanzogni e Redazione Tecnica

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