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HiRide la sospensione gravel adattiva é italiana

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HiRide una sospensione gravel tutta italiana
BMC URS LT con la sospensione HiRide

Per completezza d’informazione vogliamo riprendere una precedente pubblicazione, confezionata in occasione del test della Pinarello con la sospensione posteriore adattiva e inizialmente pensata per le gare del pavé. Questa menzione è necessaria per comprendere al meglio cosa significa HiRide e avere un’idea più precisa dell’argomento che andiamo ad affrontare.

La sospensione per le bici road si chiama Hiride

HiRide, quando l’evoluzione non conosce ostacoli

Per molti il gravel è sinonimo di purezza, di ritorno alle origini e di abbandono della “tecnologia a tutti i costi”. Il gravel è un viaggio, un’esperienza e un’avventura, un modo di allontanarsi dal traffico, ma senza mai perdere di vista le strade conosciute. E’ una scoperta e una sorta di “stacco” da quelle discipline più frequentate, come lo sono la strada e la mtb. Il gravel è anche la scusa per continuare a pedalare anche in autunno e in inverno, può esserla per i più agonisti che non ci cimentano nel ciclocross.

HiRide la sospensione gravel adattiva é italiana
Un’istantanea della presentazione della nuova BMC URS LT e della forcella HiRide.

Questa disciplina però, è anche evoluzione tecnica del mezzo, dei suoi componenti e proprio il suo progredire, corre veloce come il periodo che stiamo vivendo. Anche il gravel e le sue biciclette, dopo aver sbirciato dal buco della serratura, sono entrate a petto gonfio dalla porta principale e ha trovato una platea fertile, pronta ad ascoltare ed assorbire le informazioni. In questa categoria si trovano i bikers, già propensi a sperimentare e ci sono gli stradisti puri che, vogliono la bici road così come è nata, ma trovano interessante le bici off-road con le ruote grandi e le gomme più strette rispetto ad una mtb. E se c’é montata una sospensione capace di aiutarli nella guida, beh, non storgono il naso.

HiRide in un certo senso è come il gravel, ovvero è una sorta di desktop dove si possono visualizzare varie cartelle, ma è quella del gravel che funge da detonatore e/o da master. Ci piace immaginare che è parte di un progresso tangibile che non va a snaturare il DNA del soggetto: nel nostro la bici gravel.

HiRide la sospensione gravel adattiva é italiana
La ghiera superiore allo stem, che chiude e/o apre la sospensione.

Cos’é, cosa significa

Andiamo al nocciolo della questione. Qui si tratta di argomentare una sospensione che nasce in modo specifico per il settore gravel e che troviamo sulla BMC URS LT (acronimo di long travel). L’obiettivo principale è quello di ottimizzare le performances e il comfort, senza influire in modo negativo sul design della bicicletta.

HiRide la sospensione gravel adattiva é italiana

E’ una sospensione adattiva, che passa da una rigidità totale (o quasi), ad una fase ammortizzante che copia il terreno e assorbe le vibrazioni. Non ha una posizione intermedia e può essere sbloccata e/o bloccata in base alle esigenze dell’utilizzatore.

Nel caso della BMC URS LT è composta da un cilindro in metallo che sostituisce il classico stelo della forcella. All’interno di questo cilindro sono presenti due molle contrapposte (il kit prevede tre tipologie di molle, ogni coppia ha un grado di rigidità differente) e tre distanziali di precarico. Inoltre c’é una cartuccia idraulica dalle dimensioni ridotte.

Il cilindro è incastonato e avvitato alla testa della forcella ed è perfettamente integrato. La stessa forca è più robusta e lavorata in modo differente, rispetto alla forcella BMC URS tradizionale. Anche alcune parti della serie sterzo, ad esempio l’anello di battuta che vediamo nella parte inferiore dello sterzo, è differente (se messo a confronto con uno standard).

HiRide la sospensione gravel adattiva é italiana

Come funziona

La sospensione adattiva di HiRide ha una corsa di 20 mm, un travel che è controllato dal binomio molla/cartuccia idraulica. Una volta aperta, la forcella copia il terreno e contiene la distribuzione delle vibrazioni verso l’alto, a favore di un comfort di guida ottimale, nel breve, medio e lungo periodo. Porta dei benefici alla guida, in termini di precisione, non solo in discesa, ma anche quando vengono affrontate delle salite con fondo sconnesso. Inoltre, un ulteriore vantaggio arriva dal fatto che la stessa forcella lavora su un’asse perfettamente verticale. Questo fattore è decisamente importante, perché il rake della forcella non subisce variazioni, così come l’interasse dalla bicicletta.

BMC URS LT, quella con la sospensione anteriore

Il valore aggiunto di una sospensione del genere, in realtà ne abbiamo più d’uno, è la sua dinamicità e il fatto di, tecnicamente, di avere un prodotto specifico per questa categoria di utilizzatori e di biciclette. Non è uno strumento adattato e/o riadattato e anche la curva di assorbimento delle vibrazioni è pensata nell’ottica gravel.

HiRide la sospensione gravel adattiva é italiana

Il feeling è immediato

E’ uno degli aspetti che più ci ha colpito quando siamo saliti in sella per la prima volta. E’ vero, il telaio della URS è notevole, ma la forcella offre delle risposte facili da interpretare ed immediate. Quando è-chiusa-è-super-rigida. Ha una micro-corsa che gli permette di scaricare le pressioni in eccesso sulla cartuccia idraulica e fa si che la sospensione si attivi in caso di colpi particolarmente forti. 

Quando è aperta funge come uno smorzatore progressivo. “Non affonda come le dita nella marmellata”, per intenderci e sostiene bene anche quando si pedala in fuori-sella e si sposta il peso del corpo tutto sull’avantreno. Questo è un bel vantaggio per chi pedala molto in piedi sui pedali e anche per gli stradisti, abituati ad avere l’avantreno rigido.

Vuoi pedalare in un singletrack che poco tempo fa percorrevi con una mtb front? Molli la forcella e vai, ma devi regolare anche la pressione dei tubeless. Vai quasi come una mtb e meglio di una bici con la forcella rigida. Vuoi andare veloce su asfalto e su una strada bianca e ben battuta, dove si può fare l’andatura? Chiudi la forcella e spingi quanto vuoi. Questo è il commento e il feedback; da ciclista, a ciclista!

a cura della redazione tecnica, immagini courtesy BMC (Jérémie Reuiller).

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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