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Intervista: Giulia Pala, giovane promessa del longboard

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Negli anni abbiamo assistito alla crescita di molti surfisti talentuosi, che per un verso o per l’altro si sono fatti notare nel panorama nazionale. Qualcuno lo ha fatto grazie alle sue abilità nel freesurf, molti altri per i risultati in gara, altri ancora per i viaggi o scelte di vita. Se da un lato molti giovani talenti si impegnano parecchio facendo di tutto per sfondare a livello nazionale e internazionale, dall’altro quelli che riescono a farcela sono sempre pochissimi.
Se ci focalizziamo sulle sole ragazze la lista dei nomi che negli anni hanno lasciato il segno è minima, forse potremmo contarle sulle dita di due mani. Se infine stringiamo il campo alle sole longboarders, le donne che con impegno e perseveranza hanno raggiunto risultati importanti anche internazionali non sono poche, probabilmente c’è un solo nome ed è quello di Francesca Rubegni, che conosciamo tutti.

Giulia in nose riding vicino casa, costa ovest della Sardegna

Tuttavia il tempo passa e nell’ultima decade abbiamo assistito ad un variegato ricambio generazionale, il quale ha visto emergere atlete talentuose ma con poche possibilità di confronto, vista la scarsa frequenza di eventi agonistici nazionali.
Finalmente è giunta l’ora del giro di boa: sono ai nstri di partenza il campionato assoluto di Recco [vedi qui] valido per il 2021 e gli Andora Surf Games [vedi qui], gara di recupero valida per assegnare il titolo 2020.

Tra gli iscritti sono presenti diversi nomi importanti del longboard giovanile, ma è solo uno ad averci impressionato più di tutti tra le ragazze…quello di Giulia Pala.
Classe 2005, 100% Sarda, a soli 14 anni ha raggiunto il quarto posto nazionale agli assoluti di Capo Mannu (2019) prima che il Covid fermasse tutto per quasi due anni.
Ora Giulia è più motivata che mai, si allena sempre dopo la scuola, è molto attenta all’ambiente e dietro la sua timidezza si nasconde una grande determinazione a fare il meglio, già dimostrato in tutte le gare a cui ha partecipato. Il suo stile cresce rapidamente come il suo aspetto fisico, il talento c’è tutto insieme alla voglia di migliorare il suo surf a 360°, che la spinge a provare shape più corti affiancati alla sua immancabile Solar 9.1.

Giulia col suo Solar Surfboards 9.1, longboard truster che utilizza principalmente single fin

Ora Giulia ha 16 anni e tutte le carte in regola per dar del filo da torcere alle altre fortissime longboarders veterane, tutte più grandi di lei anche di 10-15 anni.
In attesa di verdere il suo passo incrociato verso la punta tra Recco e Andora ve la presentiamo in questa intervista esclusiva.

Ciao Giulia, benvenuta su 4surf. Raccontaci la tua storia…da quanto surfi, dove e come hai iniziato?
Ciao Michele, ho iniziato circa all’età di 8 anni a S’anea Scoada, costa ovest della Sardegna, dove trascorro praticamente tutte le estati. Sin da piccola ho sempre avuto un buon rapporto col mare e le onde, quindi per me è stata subito passione, poi vedendo e frequentando i ragazzi dell’Is Benas surf school ho preso spunto per i primi passi.

Cosa fai nella vita quando non sei in acqua?
Frequento la terza Liceo scientifico sportivo. Oltre al surf pratico Atletica leggera e naturalmente mi piace uscire con gli amici.

Giulia sulle prime onde a soli 9 anni

Con chi esci solitamente in mare? Qual è la zona in cui surfi abitualmente?
La maggior parte delle volte esco da sola, oppure con amiche che stanno iniziando questo sport (consigliato da me). La zona che frequento di più è quella di Capo Mannu (Mini Capo Sa Mesa Longa) e anche S’Archittu, Santa Caterina, quindi ho una varietà di spot abbastanza ampia.

Parlaci del tuo quiver: come ti trovi con le tavole Solar Surfboards?
Ho avuto modo di provare varie tavole ma con le Solar Surfboards mi sono trovata bene sin dall’inizio e mi hanno aiutata a migliorare la mia tecnica. Il mio quiver è composto da due tavole: una classica e una più performante (entrambe 9.1 piedi).

Hai mai pensato di cambiare tavola e stile di surf?
Non ho mai pensato di lasciare il Longboard perché mi piace lo stile, ma penso che un surfista per essere completo debba saper fare sia short che long; io per ora non mi sono ancora cimentata seriamente nelle tavole corte, ma è uno dei miei obbiettivi.

Hai già partecipato a diverse gare, qual è il tuo risultato migliore?
Ho partecipato alla Coppa Italia nel 2019 e mi sono classificata prima nella categoria junior, delle due tappe la migliore per me è stata quella ad Andora nella quale sono arrivata seconda nella categoria Open. Sempre nel 2019 ho partecipato agli assoluti, organizzati dall’IS Benas surf club al Mini Capo, classificandomi quarta. A livello regionale ho vinto tre edizioni del Girl Surf Power (2017,2018,2019), gara esclusivamente femminile organizzata dalla Bonga surf school a Porto Ferro [scopri di più qui].

Giulia durante i campionati assoluti di longboard a Capo Mannu – 2019

Surf contest e freesurf: quali sono i pro e quali i contro?
Il contest è competitività, adrenalina e ti stimola a migliorare sempre di più, poi è bello perché ti abitui a surfare in spot differenti con ogni tipo di condizione e a confrontarti con altre surfiste, che certe volte può essere d’aiuto per migliorare. Uno dei contro è che, nel mio caso, partendo dalla Sardegna i costi sono alti.
Il freesurf è libertà e divertimento, quando sono in acqua non penso a niente e il tempo vola. Purtroppo uno dei contro è che ormai tutti gli spot sono super affollati da surfisti che non sanno o non rispettano le regole, impedendo agli altri di surfare serenamente.

Prima di una gara come ti prepari per affrontarla? Come gestisci la tensione prima di una heat?
L’ansia pre gara penso sia una cosa che provano tutti, io per concentrarmi mi isolo, ascolto un po’ di musica e studio il mare. Poi una volta in acqua cerco di dare tutto senza pensare ad altro.

Per la scelta della tavola ideale è molto importante il confronto tra shaper e surfista: come ti sei trovata con Lucio Vardabasso di Solar?
Lucio ha molta esperienza nello shaping, lui è riuscito a realizzare delle tavole che hanno tutte le caratteristiche adatte alle mie esigenze, quindi adatte a me e alla mia surfata. Inoltre Vincenzo Ganadu, un’artista e surfista speciale per me, ha reso unica la mia tavola con la sua arte. Ho conosciuto Vincenzo grazie alle gare di Porto Ferro dove come premi c’erano i suoi bellissimi quadri.

La percentuale di ragazze in mare sta crescendo, ma la lineup vede ancora prevalenza di uomini: come affronti le tue uscite negli spot affollati, considerando questo contesto prevalentemente maschile?
È difficile perché spesso le ragazze sono considerate surfiste di serie B, anche se a volte sono più forti degli uomini. Per farsi rispettare ci vuole carattere, determinazione e ovviamente rispetto, che sta prima di tutto; inoltre non bisogna mai avere paura di chiamare l’onda.

Giulia con Lucio Vardabasso (shaper Solar, al centro) e Vincenzo Ganadu, che ha dipinto la sua tavola (a destra)

Hai una surfista che segui molto e da cui trai ispirazione?
Io prima di entrare in acqua mi gaso guardando video di surfiste hawaiane e californiane, e poi metto in pratica quello che ho visto. Tra tutte la mia preferita è Kelia Moniz, a parer mio la miglior surfista di sempre per stile e tecnica.

Il surfista in generale è molto attento all’ambiente: tu che vivi in una terra meravigliosa come la Sardegna, come ti approcci a questo tipo di tematica?
Questa è una tematica a cui tengo particolarmente. Ritengo che tutte le persone debbano fare il proprio per salvaguardare l’ambiente.

La sensibilità verso la tutela ambientale viene da se, non è essenziale sbandierarla sui social ad ogni rifiuto raccolto per un po’ di visibilità in più. Giulia nel suo piccolo, e di sua iniziativa, fa sempre del suo.

Nel mondo delle gare, soprattutto di longboard, negli anni abbiamo visto poca presenza femminile: cosa consigli di fare per attirare più ragazze nel surf e nelle gare?
Innanzitutto servirebbero delle scuole fatte apposta per i longboarder con istruttori specializzati; anche perché in Italia ci sono più condizioni da longboard. Poi consiglierei di organizzare più gare a livello regionale in modo da dare l’opportunità di gareggiare anche a ragazze che sono alle prime armi, perché come ho già detto questo aiuta a migliorarsi. E anche circuiti con più tappe a livello nazionale.

Come ti vedi tra 10 anni, surfisticamente parlando?
Tra 10 anni mi vedo nel circuito WSL a gareggiare con atlete di alto livello, o almeno, questo è il mio sogno.

Grazie per il tuo tempo Giulia, ringrazia e saluta chi vuoi!
Grazie a voi per il tempo che mi avete dedicato e un ringraziamento speciale va a Lucio Vardabasso, Vincenzo Ganadu e alla mia famiglia, che mi supporta e aiuta a portare avanti questa mia passione.

Seguit giulis su Instagram: @giuliaapala

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