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Made in Sicily

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Foto: Andrea Giammarinaro (@noonez_) | Surfer: Bruno Gaeta (@br1surf)

Lunedì 22 novembre la prima vera perturbazione di stampo invernale ha letteralmente spazzato il Mediterraneo con i suoi venti forti, a tratti tempestosi. Si è trattato di una ciclogenesi particolare, il cui centro di bassa pressione ha attraversato l’Adriatico causando un eccezionale evento di Storm Surge [spiegato in questo articolo], mentre altrove i venti di libeccio e ponente sono stati i veri protagonisti.

22 novembre 2022: il Mediterraneo occidentale è spazzato da fortissimi venti tra libeccio e ponente, mentre l’occhio del ciclone è sull’alto Adriatico. Mappa: ECMWF/Arpa Lombardia

Spesso ci troviamo a parlare di Sardegna, forse perchè è l’isola più battuta dal maestrale che ne genera le mareggiate principali. Ma il vento da nord-ovest ogni volta incontra anche la Sicilia e il basso Tirreno, seppur in maniera leggermente attenuata alle volte.
Quando invece si tratta di swell da ponente e libeccio la Sicilia assume un ruolo da protagonista nel moto ondoso del Mediterraneo (insieme alla Calabria).

Il fetch con mareggiate da ovest, dallo stretto di Gibilterra all’Isola, raggiunge senza problemi i 1000 km di estensione, superando di gran lunga quello del mistral in Sardegna, che al massimo può toccare i 600 km di lunghezza.

E’ chiaro dunque che quando si crea questa magia, purtroppo con meno frequenza del maestrale che ad ogni occasione sfocia dalla valle del Rodano verso il Mediterraneo, alcune onde della Sicilia si trasformano in lunghi point perfetti, paragonabili senza particolari differenze a degli scenari indonesiani. Anzi, potremmo dire meglio se consideriamo che tra una session e l’altra ci si può rigenerare con arancina e cannolo.

Ed è quanto accaduto il 23 novembre scorso, un mercoledì veramente da leoni in molti spot della Sicilia tra cui quello protagonista di questo articolo, immortalato dal fotografo e videomaker Andrea Giammarinaro in arte @noonez_.
Dopo una giornata di tempesta mercoledì 23 i venti si sono attenuati, senza girare da maestrale come spesso accade. Questo significa che alcuni spot si sono ritrovati con uno swell davvero formato, 2.5 m periodo 9 secondo tanto per intenderci, accompagnato da un vento moderato in ulteriore calo.
Ed ecco che così arriva la magia.

Bruno Gaeta in una delle tante corse della giornata. Foto: Andrea Giammarinaro

E in una lineup affollata pochissimo, in cui le persone presenti in mare avevano già superato una selezione naturale che ne ha lasciate fuori molte altre trepidanti, c’era anche Bruno Gaeta (@br1surf) protagonista degli scatti proposti in questo articolo.

Cosa si prova ad esserci in una session così memorabile? Difficile saperlo se non eri lì! Però Bruno c’è venuto incontro raccontandoci quello che lui ha provato. E devo ammettere con sincerità che, leggendo le sue parole, un brivido mi ha attraversato piacevolmente la schiena.

“Ricordo di aver fatto 5 ore di surf non-stop, l’acqua è ancora calda qui e il colore del mare cristallino. Ero un po’ intimorito dalla dimensione delle onde, purtroppo non siamo abituati a questa misura. Soprattutto qui in Sicilia. Ho avuto bisogno di un po’ di tempo prima di sbloccarmi e partire su quella giusta, ma una volta presa la prima onda è stato un continuo sali e scendi.
Si…perché mi sono subito reso conto che era perfetto e quindi difficile sbagliare, anche se qualche botto si è fatto… Intorno alle 12 il mare si è totalmente allineato, a quel punto sembrava di essere in uno spot indonesiano anche se lo scenario era diverso, ma più bello perché ero a casa mia! Non capita spesso di sentire dolore alle gambe per quanto sono lunghe le surfate… Sicuramente una giornata da ricordare!”@br1surf

Dal fotografo al surfista, passando naturalmente per le onde…tutto questo è “Made in Sicily”

Bruno Gaeta- Foto: Andrea Giammarinaro

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