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Mediterraneo: 2022, l’inverno senza mareggiate da Sud

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Con febbraio si chiude l’inverno meteorologico. Facciamo il bilancio su una stagione anomala per l’assenza di piogge e di mareggiate da sud su gran parte dell’Italia, oltre che per le temperature del mare costantemente sopra la media. 

Photo Cover: @surf.ismo

L’inverno 2021/2022 si è stato quasi inesistente su molte regioni italiane e si è distinto per l’eccezionale siccità. Perturbazioni piovose e mareggiate consistenti, come sappiamo, viaggiano spesso a braccetto su alcuni dei nostri mari, in particolare sui bacini settentrionali come Mar Ligure, alto Tirreno e medio-alto Adriatico, abituati a fare i conti col libeccio lungo e con lo scirocco quando arrivano intense precipitazioni.
E invece nulla di tutto ciò negli ultimi 3 mesi. Su alcune zone tra Piemonte e Valle D’Aosta non si registrano piogge da ormai l’8 dicembre, ultima data in cui abbiamo visto una perturbazione con venti di scirocco inserirsi sul Mediterraneo.

Tipica mappa di configurazione meteo da scirocco su Adriatico e Ionio, Libeccio su Tirreno/Ligure e impetuoso ponente/maestrale su Sardegna e Corsica. Mappa: ARPAL

Dal 9 dicembre ad oggi lo scirocco, quel mite vento meridionale che genera onde consistenti su tutti i bacini portando con se piogge e nevicate al Nord, è come se fosse scomparso. Considerando che l’inverno dal punto di vista meteorologico viene conteggiato dal 1 dicembre al 28 febbraio, possiamo affermare quindi che la stagione appena conclusa ha visto il minimo storico, a memoria d’uomo, di mareggiate da sud sul mare nostrum.

Questo non significa ovviamente che gli swell tanto ricercati siano mancati, anzi! Regioni come la Sardegna, basso Tirreno e Ionio hanno ricevuto onde con buona frequenza e costanza, in alcuni casi anche oltre la media.
Il mistral ad esempio è tornato a presentarsi con grande regolarità, regalando frequenti ed ottime giornate di onde nella bellissima Sardegna. L’esempio sardo è quello tra i più eclatanti, vista e considerata la dinamica meteo dell’inverno concluso. Stiamo parlando infatti di schemi meteo abbastanza consolidati e che si sono presentati con una certa regolarità negli ultimi tre mesi, schemi che hanno visto protagonista un solo vento….il NORD!

Altezza significativa dell’onda registrata dalla Boa di Alghero (SS) dal 1 dicembre 2021 al 1 marzo 2022. Fonte: www.mareografico.it

La tramontana (o nord) è stato il vento protagonista, se volessimo parlare più in termini meteo è il flusso settentrionale a tutte le quote il primo attore indiscusso. Flusso medio da nord non significa solo vento di tramontana in prossimità del suolo e sul mare (e di conseguenza anche onde dalla stessa direzione), ma vuol dire che i venti sull’Italia molto spesso si sono scostati non più di 45° da questa direzione.

Quando una perturbazione si avvicina allo Stivale, prima del suo passaggio richiama venti più occidentali o meridionali, dopo il suo passaggio invece più settentrionali o orientali.

Altezza significativa dell’onda registrata dalla Boa di La Spezia dal 1 dicembre 2021 al 1 marzo 2022. Si nota la scarsa frequenza e consistenza delle mareggiate invernali sul golfo ligure. Fonte: www.mareografico.it

Ecco spiegato il motivo per cui le onde hanno interessato con frequenza e qualità regioni come la Sardegna: qui il mistral ha soffiato spesso e forte, ma dopo essersi sfogato quasi sempre ha lasciato spazio a venti da nord più moderati (o deboli) e in alcune occasioni ai venti da nord-est, che su molte coste dell’isola si traducono in onde formate con vento da terra.

Una “buona” giornata di onde da Nord-Est in Romagna. Foto: @surf.ismo

 

L’inverno senza scirocco è stato quindi compensato dai frequenti venti settentrionali, che come sappiamo portano onde anche su basso Tirreno, Sicilia, Ionio e regioni adriatiche. Su quest’ultime in particolare, dove allo scirocco spetta l’unico ruolo da protagonista per permetterci di surfare onde di qualità, la frequenza non è mancata ma la qualità, ahimè, certamente.
Le mareggiate da Nord-Est in Adriatico hanno fetch limitato, sono attive per la maggior parte del tempo e quando cala il vento “la scaduta” dura davvero pochissimo. Senza considerare il fatto che temperatura del mare e dell’aria sono davvero basse, così basse che può capitare di surfare anche tra fiocchi di neve svolazzanti lungo il litorale, come successo la scorsa settimana.

Giacomo Sintini si gode una gelida giornata adriatica con la sua tavola Sequoia. Quando parliamo di freddi venti da nord-est (grecale) queste onde sono considerate di buona qualità secondo lo standard della costa est italiana. Foto: @surf.ismo

Se è vero che ci sono stati inverni con elevata siccità come il 2006/2006, 2011/2012 e il 2016/2017, i climatologi italiani hanno già confermato che la siccità dell’inverno 2021/2022 è stata la peggiore, sia per quanto riguarda le riserve idriche complessive, sia per le temperature.
In passato infatti ad inverni siccitosi si affiancavano temperature sotto le medie e periodi piuttosto freddi, ma quest’anno il quadro termico ha visto valori ancora una volta sopra le medie del periodo. E’ una conferma, questa, dell’effetto predominante del riscaldamento globale sul clima.

La temperatura superficiale del mare (SST) registrata dalla Boa di La Spezia dal 1 dicembre 2021 al 1 marzo 2022. Fonte: www.mareografico.it

La febbre della Terra si conferma anche sul mare

Come lo scorso anno [leggi qui l’articolo] anche quest’anno ci troviamo a controllare l’andamento delle SST, la sea surface temperature, meglio conosciuta come temperatura del mare in superficie.
Anche per l’inverno 2021/2022 viene confermata la tendenza degli ultimi, ossia quella che vede un progressivo aumento della temperatura media del mar Mediterraneo.
Attualmente la temperatura del mare misurata dal CEAM, il centro spagnolo di studi sull’ambiente Mediterraneo, è di circa 2 gradi superiore rispetto alla media degli ultimi 40 anni (1982-2022).

La variazione della SST negli ultimi 40 anni – Immagine: CEAM

Il trend di anomalia, che risulta positiva in qualsiasi zona del Mediterraneo, sottolinea anche stavolta che le gli estremi più alti sono stati registrati sul Mediterraneo orientale e sui settori nostrani tra golfo Ligure e il mar di Sardegna.

Il trend giornaliero di temperatura, destagionalizzata, dal 1982 al 2022. Dati: CEAM

La mappa qui sopra mostra l’andamento della temperatura media giornaliera del Mediterraneo dal 1982 alla fine del 2021 destagionalizzata, ossia togliendo le oscillazioni legate al cambio di stazione.
I valori sono mostrati in gradi Kelvin, per passare al grado centigrado (°C) vi basterà sottrarre al valore 273,1°.
Nel 1982 la temperatura media, visualizzata attraverso la linea blu, si aggirava intorno a 19,25°C mentre alla fine del 2021 lo stesso valore medio è stato di 20,45°C. Sebbene poco più di un grado possa sembrar poco la realtà conferma che si tratta di valori mai visti prima, il cui impatto climatico sull’Italia non può essere valutato con esattezza.

L’immagine qui sopra mostra l’anomalia del mar Mediterraneo rispetto alla media giornaliera tra 1982 ed oggi. Grazie alla scala colori utilizzata (rosso superiore alla media e blu sotto la media) si può notare chiaramente verso quale direzione sta andando “la febbre del Mediterraneo”, che non ha più visto valori negativi dal 1999 ad oggi.

Concludiamo con quest’ultima mappa riferita all’andamento della temperatura media giornaliera del Mediterraneo durante l’anno, in cui ogni riga rappresenta un’annata dal 1982 al 2022 (sull’asse delle X ci sono i mesi dell’anno, su quello delle Y la temperatura in gradi centigradi).
La linea nera mostra la media degli ultimi 40 anni, quella rossa l’andamento del 2019, la verde il 2020, la blu il 2021 e la viola (fino a 03, ossia il mese di marzo) l’andamento del 2022.
L’immagine parla chiaro: la costante anomalia positiva delle temperature degli ultimi anni è l’ennesima conferma di come la “febbre” del Mediterraneo stia continuando a peggiorare.

Fonte dati: CEAM | www.ceam.es

Photo Cover: @surf.ismo

Temperatura del Mare: peggiora la “febbre” del Mediterraneo

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