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MTB: una connessione tra uomo e natura

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MTB e Natura - cover
Foto: Mason Mashon

Il lockdown e le restrizioni sociali hanno portato molta gente ad apprezzare sempre più la natura dei grandi spazi aperti. In molte aree c’è stato un forte aumento del numero di persone che vanno in bicicletta e a piedi ogni giorno.

Tuttavia alcuni biker hanno riferito di aver vissuto situazioni spiacevoli. Questa tensione tra gli appassionati di mountain bike e gli escursionisti a piedi non è – purtroppo – una novità. Negli ultimi anni i biker hanno riferito di essere stati affrontati verbalmente e presi di mira con cattiveria gratuita attraverso il sabotaggio dei sentieri: trappole – potenzialmente mortali – costruite con chiodi lanciati sul sentiero o filo spinato tirato tra gli alberi.

Questi attacchi indicano che c’è purtroppo una percezione negativa degli appassionati di mountain bike tra molte persone, e non è un caso solo italiano (potete leggerne qui). Diverse ricerche mostrano che molte persone ritengono che gli appassionati di mountain bike possano causare danni alla flora e alla fauna selvatica, anche se le prove non lo supportano completamente. Mostrano anche quanto siano profondamente radicate le opinioni sulle attività ricreative ritenute “appropriate” in mezzo alla natura.

Diritti e doveri

Parte del problema, non solo in Italia, è che le attività ricreative all’aperto sono soggette a diversi tipi di legislazione, anche su base regionale e locale. Ci sono percorsi riservati esclusivamente alle attività che si svolgono a piedi, e le strade secondarie permettono un uso ricreativo più ampio come l’equitazione e la mountain bike. Sinceramente, chi acquista una trail bike per andare solo su sterrate dalla pendenza dolce e dal fondo compatto?

IMBA - condivisione
Condividi il percorso e dai la precedenza – immagine: IMBA Italia

In aree più lungimiranti sono in atto trattative tra i proprietari dei terreni e le amministrazioni locali per redimere la questione e regimentare l’accesso della mountain bike. Queste trattative hanno però dimostrato di essere fortemente influenzate dagli stereotipi, spesso con l’idea che i biker causino danni ambientali e una forte usura dei sentieri. Questo nonostante le prove – ormai conclamate dopo anni di ricerche e studi in giro per il mondo – che indichino i livelli relativamente ridotti di erosione e disagi causati dai ciclisti off-road.

Ma non è ancora sufficiente. I pregiudizi e la diffidenza sono duri a morire. Molti appassionati si sentono sgraditi, anche quando percorrono carrarecce designate e percorsi autorizzati per la mountain bike. Molti hanno riferito di come si sono imbattuti in rifiuti di vario tipo sparsi a lato dei sentieri – è sempre più facile trovare post di questo tipo sui social e iniziative collegate – così come di tronchi e sassi spostati volutamente per ostacolare il transito dei rider.

L’amore per la natura

Basta poco per capire la realtà delle cose. Basta parlare con appassionati che costruiscono sentieri per MTB, per comprendere il loro impatto percepito sull’ambiente e l’aderenza alle normative. Si scopre che chi crea e mantiene sentieri è spesso più legato alla natura di quanto si pensi. In effetti, le associazioni che curano la sentieristica prendono anche parte alla raccolta di rifiuti, e organizzano eventi amatoriali aiutando la comunità locale.

Si scopre che i trail builder sviluppano una connessione con gli oggetti che usano – rocce, acqua, terra – per costruire un sentiero percorribile e sostenibile (secondo l’approccio IMBA). Allo stesso tempo, si rendono conto che l’uso di questi oggetti potrebbe non andare sempre secondo i piani. Ad esempio, l’acqua può rendere più facile l’erosione del terreno, e la pioggia può anche distruggere le strutture costruite. I cosiddetti rock garden possono essere divertenti, ma anche pericolosi per i biker meno capaci. Questo lascia a chi si occupa di sentieri MTB con una profonda comprensione del potere della natura, che può aiutare a sostenere atteggiamenti positivi nei confronti dell’ambiente.

 

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In un’epoca di crescente incertezza riguardo al nostro futuro ambientale, c’è molto da imparare dagli appassionati di mountain bike e dai trail builder sulle fragili connessioni tra uomo, natura, e spazi ricreativi.

L’outdoor è lì per essere condiviso da tutti e i percorsi MTB possono aiutare le persone a stare all’aria aperta e attive. Possono anche far parte del paesaggio e i trail builder svolgono un ruolo importante nell’aiutare il mantenimento e l’accessibilità di tali aree.
In definitiva, gli spazi naturali devono essere a disposizione di tutti, non solo di coloro le cui attività all’aperto sono ritenute sufficientemente “accettabili”, basandosi – finalmente – su prove e non su aneddoti.

Ode al trail building

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