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Per chi nonostante tutto ancora è ancora sui rulli

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Lo abbiamo già scritto qui, “dopo l’isolamento” sarà un claim che ci accompagnerà per tutta la settimana. Stavolta pero’ non vogliamo raccontare di chi, iniziata la Fase2, ha potuto riprendere a pedalare all’aperto. Vogliamo parlare di coloro che per scelta o necessità ancora sono sui rulli. Le restrizioni infatti sono state allentante, ma e’ un fatto che l’emergenza non sia terminata. Ognuno ha vissuto e vive in modo personale questo periodo. Oggi più che mai dobbiamo fare nostra questa consapevolezza e ragionare con la nostra testa. Metterci nei panni degli altri, essere empatici, ma indipendenti.

Il timore di uscire dalla zona di comfort

Chi non si sente ancora pronto per uscire non è un caso isolato. La disabitudine alla strada o al trail aumenta i rischi. Già dal 5 Maggio la triste conta delle vittime della strada ha ricominciato a salire. La consapevolezza di dover procedere con le antenne dritte per evitare l’automobilista distratto, la strada malmessa, il ramo sul sentiero di cui il bosco ha reclamato possesso, può essere troppo stressante dopo due mesi di ovattato isolamento domestico. Serve tempo e gradualità.

Questa è la Via Emilia, un ramo importante per il collegamento di diverse regioni, del centro e del nord. Fino a Domenica scorsa si presentava così, oggi è tornata ad essere trafficata e gli incidenti, purtroppo, non mancano.

Il lavoro da inseguire

C’è poi chi, artigiano ad esempio, è impegnato in una gara molto più importante di una corsa amatoriale. Mentre prima magari era possibile gestire il proprio tempo e pedalare in pausa pranzo, ora la priorità è di recuperare competitività lavorativa. Il giorno passa al telefono coi clienti che a loro volta stentano a ripartire. L’organizzazione è molto più complessa dovendo destreggiarsi tra DPCM e DPI. Il tempo vola e le preoccupazioni aumentano. Alla sera una rullata può essere un utile modo di scaricare i nervi, in attesa di trovare un nuovo equilibrio e confidando nel weekend per una ripresa dell’attività all’aperto.

Per le gare c’è tempo e forse è meglio così per tutti.

La famiglia da sostenere

E non dimentichiamo che in questo momento, mentre le aule scolastiche sono inaccessibili, migliaia di genitori svolgono anche la funzione di docenti. Chi ha figli alla primaria o alle medie sa bene che la cosiddetta didattica online non va avanti senza la supervisione di un adulto. Lavorare da casa, oppure essere tornati in fabbrica, le dinamiche sono cambiate e bisogna incastrare le lezioni in una giornata che resta sempre di 24 ore. Senza entrare nelle infinite sfumature di questa situazione, spesso non e’ possibile uscire in bici ad un orario ragionevole. O magari non è efficiente farlo perché bisogna aggiungere anche il tempo richiesto da uno spostamento in auto. Allora magari si opta ancora per una sessione sui rulli. Di nuovo confidando nel weekend, sempre che non sia necessario dedicarlo alla visita ai “congiunti”. E soprattutto, guardando con trepidazione alla conclusione di quest’anno scolastico.

Uno o più figli alle elementari o alle medie. Per supportarli nella didattica a distanza sono richiesti ogni giorno impegno e tempo pari a quelli necessari ad affrontare una lunga salita.

I rulli anche d’estate

Lo avevamo scritto oltre un anno fa: fare i rulli anche d’estate non è un tabù. Pensiamo ad atleti come Lionel Sanders la cui preparazione per l’Ironman è quasi esclusivamente indoor. Ma pensiamo soprattutto a noi stessi, che in questo momento possiamo sfruttare tante opzioni tecnologiche per stare bene. Per salvaguardare il nostro benessere fisico e mentale, il lavoro, la salute e la famiglia. Elencati in ordine crescente di importanza secondo il nostro personale punto di vista.

a cura di Davide Sanzogni, della redazione tecnica, foto redazione tecnica, Davide Sanzogni, Massimo Tavano

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