Termoregolazione e performance tutto connesso

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termoregolazione

Negli ultimi mesi la temperatura corporea e’ stata alla ribalta delle cronache. Pensiamo ai termo-scanner per verificare l’accesso ai locali pubblici. Ma ricordiamo pure i litri di sudore versati sui rulli.

La Termoregolazione non è solo sudore

Temperatura, performance e salute sono tre aspetti tenuti insieme dalla termoregolazione corporea. Così è per le attività sportive, così è nella vita di tutti i gioni. E’ importante tenerlo presente ora che, dopo mesi passati in cattività, ci troviamo a ridosso dell’estate, senza quel graduale acclimatamento che avremmo avuto in una stagione normale. A tal proposito riprendiamo un articolo pubblicato in precedenza, legato all’alimentazione, ma con menzioni e riferimenti alla capacità del nostro corpo di adattarsi.

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L’acclimatamento un filo diretto con le sensazioni corporee

Acclimatamento, intrinsecamente richiede tempi lunghi. Difficilmente si ottiene con sedute indoor della durata tipica di un’ora, per quanto queste sedute possano essere dannatamente calde. Per questo che si dice e si scrive, che la termoregolazione non è solo il sudore.

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Ma l’acclimatamento consente alla termoregolazione di funzionare al meglio. Un meccanismo complesso e fondamentale che mantiene la nostra temperatura corporea intorno ad un valore ottimo per la nostra salute nonostante variazioni anche molto importanti della temperatura ambientale esterna. Anche se i fattori ormonali o l’invecchiamento riducono l’efficacia della termoregolazione, in genere la nostra temperatura corporea varia di pochi decimi di grado. Parliamo naturalmente della temperatura del core (o temperatura di sistema), quella cui vengono a trovarsi i nostri organi interni, non dell’epidermide o delle estremità soggette a maggiori variazioni.

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Termoregolazione ed attività sportiva

Molto diverso invece quanto avviene durante l’attività sportiva, specie se intensa e prolungata. Non dimentichiamo infatti che, come scritto molte volte, per ogni singolo Watt di potenza che sviluppiamo il nostro corpo ne deve disperdere altri 3 come calore. Quando sui pedali spingiamo a 250W e’ come se azionassimo nello stesso momento una stufetta da 750W.

La temperatura interna può innalzarsi anche di oltre due gradi rispetto alla norma diventando un fattore limitante per la prestazione sportiva stessa. E questo avviene in maniera più repentina, e quindi meno contrastabile, di quanto non lo avvenga con la disidratazione.

Abbiamo trattato anche l’argomento dei capi tecnici e di come possono influire sulla e per la nostra performance. Ecco di seguito un articolo che è strettamente legato alla termoregolazione e quando la tecnologia dei tessuti ci può venire in aiuto.

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Ipertermia

E’ piuttosto alla vasodilatazione e al conseguente calo di pressione ed aumento del battito cardiaco che va attribuita quella sensazione di fatica eccessiva che si accompagna all’attività fisica a temperature ambientali superiori ai 28C. Per alcuni soggetti, di norma quelli con una frequenza cardiaca più elevata, questo può manifestarsi anche oltrepassando solamente i 25C.

Esistono anche algoritmi, di derivazione militare e del settore sicurezza ma oggi ampiamente disponibili, che a partire dal battito cardiaco stimano la temperatura interna. La loro applicazione per realizzare una sorta di  telemetria sono abbastanza immediate.

Nei grafici dall’alto: potenza, battito cardiaco e stima della temperatura interna. Da notare come nella Selezione #1 si sia avuta una brusca variazione delle ultime due dovuta a stanchezza e temperatura ambientale.

Non stupiamoci quindi se vedremo, magari in occasione delle fasi iniziali delle corse riprogrammate in Italia nel mese di Agosto, il passaggio dalle ammiraglie agli atleti di ghiaccio secco. Pare, anche se le evidenze scientifiche non sono ancora molto numerose e principalmente relative ad altri sport di minor durata come la Formula uno e il motociclismo, che questo possa aiutare a ritardare il raggiungimento della cosiddetta temperatura interna critica. Comunque attendiamoci delle sorprese, se dovessero essere giornate calde come probabile, nello svolgimento di queste competizioni e nell’espressione dei valori in campo.

A noi amatori invece non resta che affidarci alle sensazioni e al buon vecchio cardiofrequenzimetro che possono aiutarci a prevenire guai più gravi come l’incorrere in un colpo di calore durante l’attività sportiva. Il colpo di calorepuò presentarsi in maniera improvvisa quanto violenta. Il rapido innalzamento della temperatura corporea, spesso associato a tachicardia e senso di disorientamento, può avere esiti gravi se non riconosciuto e gestito opportunamente.

Ipotermia

Esiste anche la situazione opposta, ovvero la riduzione di prestazioni a basse temperature, ma per ovvi motivi e’ più gestibile. Finché abbiamo energia possiamo mantenere l’intensità dell’esercizio scaldandoci e naturalmente ci si può coprire in maniera adeguata. Solo a temperature veramente basse, spesso accompagnate da pioggia e neve ad inzuppare i vestiti, costretti magari ad affrontare una lunga discesa, si rischia l’ipotermia. Di norma tale condizione grave e’ anticipata dalla perdita di sensibilità alle estremità ed irrigidimento muscolare. Sta a noi conservare la necessaria lucidità per gestire la situazione cercando un qualche rifugio, possibilmente caldo e asciutto.

Granfondo Internazionale Gimondi 2019. L’abbiamo pedalata sotto la neve. L’evidenza della situazione estrema la rende per certi versi più gestibile del pedalare in una giornata molto calda che logora poco a poco e poi all’improvviso ti stronca.

Recupero

Non siamo medici. Ci limitiamo a dire che tanto dall’ipertermia quanto dall’ipotermia il recupero avviene intervenendo in modo tempestivo riportando il soggetto colpito, con gradualità ma pure rapidità, alla temperatura opportuna. Prima si interviene tanto meno sarà la profondità dell’alterazione subita e veloci i tempi di recupero. Soprattutto e’ meglio prevenire evitando di inseguire una prestazione a dispetto delle variabili ambientali, pedalando in condizioni meteo avverse. A dispetto di tutta l’epica del ciclismo, a volte e’ preferibile rallentare, ridurre, per essere pronti a ripartire meglio l’indomani.

a cura di Davide Sanzogni, della redazione tecnica, foto di Exept, Marco Quaranta e redazione tecnica

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