Bianchi Sprint la crescita di un’intera categoria

Lanciata negli anni settanta, torna oggi uno dei modelli icona del marchio di Treviglio, ecco la Bianchi Sprint. La nuova Sprint è una sorta di entry level del segmento racing.

11/04/2019
scritto da Alberto Fossati

La Bianchi Sprint è stata una delle biciclette maggiormente ambite negli anni settanta, quando l’agonismo amatoriale era agli inizi, nascevano le prime competizioni amatoriali di buon livello, come kermesse ma anche long distance. C’era l’esigenza di avvicinare il pubblico a queste manifestazioni e non tutti potevano permettersi di acquistare una bici come quella utilizzata dai professionisti: da qui nasce la Sprint e Bianchi è stata una delle prime aziende a costruire una bici “pronto gara, un pò per tutti”.

La Bianchi Sprint del 1976

La nuova Sprint in versione Disc

Beh, oggi la Bianchi Sprint è molto differente se paragonata alla versione del passato. Moderna, aerodinamica, gratificante nel design e negli allestimenti, che non dimentica però il suo concept di bici accessibile, dedicat a chi si vuole avvicinare il mondo delle competizioni. Una precisazione, prima di fornire le caratteristiche tecniche principali: il modello Sprint è disponibile con i freni a disco e nella versione con quelli calipers.

Un dettaglio della tubazione dello sterzo

Bianchi Sprint rientra in quella fascia di biciclette categorizzate come racing, con l’obiettivo di essere accessibile e prestazionale al tempo stesso, sena compromessi in termini di tecnica. Il frame è un monoscocca in carbonio e per alcuni tratti ricorda il modello Aria. Le tubazioni hanno un profilo tronco, proprio come i modelli aero di primissima fascia. Il movimento centrale è un press fit 86,5×41 mm. Interessante un altro dettaglio: i forcellini posteriori sono full carbon ma adottano degli inserti metallici per evitare che si verifichino schiacciamenti del carbonio.

Il particolare del seat-post e della brugola per il serraggio

Il seat-post è rotondo con diametro da 27,2 millimetri ed il serraggio è integrato nella tubazione orizzontale. Il passaggio ruota del carro posteriore e della forcella è stato allargato per poter alloggiare pneumatici maggiormente voluminosi: nella versione disc è possibile montare gomme fino a 33c di sezione, mentre nella configurazione calipers fino a 28c. Sprint Disc è prodotta in otto taglie che vanno dalla 47 alla 61, mentre la Sprint tradizionale in otto misure, dalla 44 alla 61. Due le colorazioni disponibile, il classico celeste bianchi e la livrea nero/lucido con scritte e dettagli celeste. Si parla di due allestimenti, uno che si basa su trasmissione Shimano Ultegra meccanica e la seconda con Sram Force eTap ma altri dettagli in merito arriveranno. I prezzi partono da 2000 euro.

bianchi.com

 

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