La Granfondo di Diano Marina vissuta da noi

“Buona la prima”. La neonata granfondo ligure, voluta dai fratelli Bonifazio e dall’amministrazione comunale, è riuscita nell’intento di ben figurare sin dalla prima edizione.

18/03/2019
scritto da Alberto Fossati

La Granfondo di Diano Marina nasce sotto una buona stella, ben riuscita e ben congeniata fin da questa che è la sua prima edizione, risultato non facile e per nulla scontato. La granfondo della cittadina ligure è stata fortemente voluta dai fratelli Bonifazio ma ha preso corpo grazie alla rodata macchina organizzativa dei Loabikers, capitanati da Piernicola Pesce. Proprio la gestione Loabikers ( loabikers.com ) ha sicuramente giocato un ruolo importante nella partita ma l’assist perfetto è stato confezionato dall’impegno dei commercianti locali e dall’assoluto benestare del sindaco in persona. Ecco il racconto del nostro inviato Riccardo Zacchi.

2019- Gran Fondo Diano Marina

Nonostante una situazione meteorologica non proprio perfetta (cielo pesante e nubi basse sui rilievi ma fortunatamente senza pioggia) i partenti a questa prima edizione sono stati più di 500, i quali si sono sfidati sui 99,5km e 1845m di dislivello proposti dal percorso; le salite del Testico, Passo del Ginestro e Diano Aretino sono stati gli scogli principali da superare, per un tracciato impegnativo e nervoso, che non ha lasciato un benché minimo spazio per recuperare e rilassarsi, sottoponendoci ad un continuo su e giù senza soluzione di continuità fino al traguardo. Quest’ultimo, come la partenza, è stato posto sul centralissimo Corso Roma, addobbato ad hoc per l’occasione e con tutti gli esercizi aperti ad accogliere i concorrenti ed i loro accompagnatori: una gran festa! Ritiro pacchi gara, pasta party e premiazioni sono invece stati dislocati presso il lungomare E. Carcheri, dove le strutture sono state ben sistemate e a scanso di equivoci.

2019- Gran Fondo Diano Marina, il pacco gara

Alle 10:30 in punto si esaurisce il countdown, il gruppone abbandona Corso Roma ad andatura controllata ed il via volante viene dato dopo poche centinaia di metri lungo via Aurelia; Capo Cervo, detto anche Capo Mimosa per via della sua tipica flora (oltretutto in piena fioritura durante questo periodo), si presenta subito sotto le nostre ruote ma è poco più di un cavalcavia per il plotone lanciato ad oltre 50km/h. L’unica vera tregua concessa dal percorso è il fondovalle verso Stellanello, prima dell’imbocco del Testico, dove si può guadagnare qualche posizione e raccogliere le energie prima di affrontare le tre ascese di giornata in rapida successione; di per sé questa prima erta non è dura, le pendenze sono contenute e permette di potersi gestire ma, lo slancio iniziale ed i “motori” ancora a pieni cavalli, ci inducono ad osare un po’ più del dovuto, sprecando (parlo per me) qualche energia di troppo che sarebbe potuta essere necessaria successivamente.

2019- Gran Fondo Diano Marina

L’umidità residua e qualche goccia di pioggia caduta in precedenza hanno reso particolarmente viscido ed insidioso il tratto di strada che dallo scollinamento di Testico porta all’abitato di Garlenda, dove diversi partecipanti hanno avuto qualche problemino di aderenza; da qui in poi le strade sono state praticamente asciutte e la maggiore insidia derivava dalle salite e dalla stanchezza crescente. Il Passo del Ginestro è un classico della riviera e delle competizioni liguri, per cui, sapendo che le difficoltà maggiori risiedono negli ultimi 2-3 chilometri, riesco a gestirmi adeguatamente; il discorso è diverso per quanto riguarda l’ultima ascesa, quella che conduce a Diano Aretino.

2019- Gran Fondo Diano Marina, l’attacco del vincitore

Quest’ultima, a memoria, è assolutamente inedita e al tempo stesso è una gradita scoperta: alterna tratti pedalabili in cui respirare a rampe attorno al 10-11%, immersa negli ulivi e con bellissimi scorci paesaggistici sulla valle sottostante e verso il golfo dianese; anche il successivo toboga in discesa non è affatto male, dove chi ha ancora la lucidità necessaria può divertirsi in assoluta sicurezza grazie al percorso molto ben presidiato e segnalato (sia a livello direzionale che per quanto riguarda i punti pericolosi incombenti). Un altrettanto finale di gara chiuso al traffico ci permette di gustarci appieno l’arrivo in pieno centro cittadino, contorniato da un folto pubblico composto prevalentemente dai nostri accompagnatori e da gente locale, la quale non ha mai mancato di fornirci il loro supporto e sostegno. Nonostante il meteo non ci abbia permesso di gustare al 100% questo fine settimana marittimo, sono davvero soddisfatto di ciò che ho vissuto ed assaporato durante questa prima edizione della Grandondo di Diano Marina e sono sicuro che tanti altri, come me, la inseriranno nel loro calendario anche per il prossimo anno!

loabikers.com

foto Playfull, a cura di Riccardo Zacchi

 

 

Potrebbe interessarti anche

Commenti