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Prova Northwave Extreme X: leggerezza e potenza per Gravel e Cross Country

di - 08/08/2026

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Foto Martina Folco Zambelli HLMPHOTO

Con la nuova Extreme X, Northwave presenta una scarpa racing off-road pensata per massimizzare la trasmissione di potenza nelle discipline più veloci del fuoristrada: dal Gravel al Cross Country.

Il progetto introduce nel mondo off-road alcune delle soluzioni sviluppate per il road racing con la Northwave Veloce Extreme, modello realizzato anche con il contributo di Filippo Ganna.

Extreme X diventa così il nuovo riferimento della linea premium Extreme SS26.

Com’è fatta

Suola Hyperlight HT e design High Tail

Il cuore tecnologico della scarpa è la nuova suola Hyperlight HT, realizzata in fibra di carbonio unidirezionale al 100% e progettata per massimizzare l’efficienza nella fase di spinta.

Elemento distintivo è il sistema High Tail, un design asimmetrico che si estende nella zona esterna del tallone per aumentare il supporto e stabilizzare il piede durante la pedalata ad alta intensità.

Secondo i dati dichiarati da Northwave, la nuova piattaforma introduce miglioramenti significativi rispetto alla generazione precedente, che si traducono in una risposta più immediata nei rilanci e nei cambi di ritmo.

A completare la struttura della suola interviene il supporto plantare PowerShape®, progettato per migliorare allineamento e comfort nelle fasi di carico prolungato.

La parte inferiore integra inoltre inserti in gomma e TPU per aumentare trazione e stabilità nella camminata I tacchetti sono sostituibili, una soluzione che consente di mantenere la scarpa efficiente nel tempo.

Tomaia alleggerita e sistema ARS 3.0

La nuova Extreme X introduce anche una tomaia progettata ex-novo, più leggera e ottimizzata nei volumi rispetto alla versione precedente.
La struttura integra zone di ventilazione ottenute tramite tagli laser per migliorare la termoregolazione durante gli sforzi più intensi.

All’interno lavora il sistema Anatomical Reticular Support (ARS 3.0), una struttura che avvolge il piede contribuendo a migliorare stabilità e precisione della calzata.

Il design Underlap permette ai lembi della tomaia di scorrere all’interno della scarpa quando si azionano i rotori, distribuendo la pressione in modo uniforme ed evitando punti di compressione.

Chiusura SLW3 e regolazione micrometrica

La chiusura è affidata al sistema SLW3, in versione Double X-Dial, soluzione proprietaria Northwave che permette una regolazione precisa anche durante la pedalata. Il meccanismo consente micro-regolazioni rapide e un rilascio progressivo tramite trigger, caratteristica utile nelle fasi di gara o nei cambi di intensità.

Per adattare ulteriormente la calzata, la scarpa è fornita con due plantari anatomici: 5 mm per calzata slim, 3 mm per calzata regular, entrambi progettati con supporto dell’arco plantare e zona metatarsale rinforzata.

Le nostre impressioni

Che la Extreme X sia una scarpa con indole racing lo si capisce anche solo leggendo la scheda tecnica e la certezza si concretizza non appena la si indossa.
La calzata è eccellente: avvolge e fissa molto bene il piede, evitando anche il più piccolo movimento in ogni fase della pedalata, merito in gran parte del design Underlap.
L’idea che trasmette da subito, oltre alla grande leggerezza, è quella di una estrema efficacia nella trasmissione della potenza ai pedali. Le tecnologie utilizzate per sviluppare la nuova suola Hyperlight HT e il design High Tail raggiungono quindi l’obiettivo e rendono la Extreme X molto performante.
Inoltre, pur trattandosi di una scarpa racing, abbiamo apprezzato un buon comfort, anche dopo diverse ore in sella.
A dire la verità, nel corso della prima lunga uscita, avevamo patito una fastidiosa pressione in un punto preciso del collo del piede, in corrispondenza dell’inserto termoplastico intorno al quale gira il cavetto del sistema di chiusura superiore, ma, già dalla successiva, si è molto affievolita fino a scomparire quasi completamente, grazie al naturale ammorbidimento del materiale.
Personalmente non apprezzo molto il sistema di sgancio della chiusura Double X-Dial SLW3, che è un po’ più laboriosa e meno immediata, rispetto ad altri sistemi, però permette una regolazione davvero precisa, anche se si vuole allentare il serraggio.
Il grip offerto dai tacchetti sulla suola, che privilegiano il minimalismo e il contenimento del peso, è comunque discreto ed è apprezzabile la possibilità di sostituirli quando consumati.
Abbiamo infine notato una certa usura del rivestimento della suola, che in più punti ha perso qualche pezzetto del suo rivestimento bianco.

In conclusione, la Extreme X è una scarpa che occupa, senza alcuna timidezza, un posto nell’Olimpo delle scarpe top da off-road, permettendosi anche di mantenere un prezzo inferiore ad alcune concorrenti.

Scheda tecnica

•Suola Hyperlight HT in fibra di carbonio con indice di rigidità 15

•Tallone e tacchetti sostituibili

•Sistema PowerShape con supporto mirato dell’arco plantare

•Tecnologia High Tail per una maggiore stabilità

•Ampie prese d’aria per massimizzare il flusso in entrata e in uscita

•Tallone con stampa in silicone per una calzata sicura

•Tagli laser integrati Smartley per una maggiore traspirabilità e termoregolazione

•Rinforzi in TPU ultrasottili con elevata resistenza all’abrasione

•Supporto reticolare anatomico (ARS 3.0)

•Sistema di chiusura Double X-Dial SLW3

•Solette in EVA disponibili in due spessori (3 mm e 5 mm) per una calzata precisa e personalizzata

Prezzo, colori e disponibilità

La Northwave Extreme X è disponibile nei negozi e online nelle colorazioni bianco e nero. Le taglie vanno dalla 36 alla 50, con mezzi numeri dalla 39,5 alla 45,5. Il prezzo di listino è di 299,99 euro.

Mi piacciono le biciclette, tutte, e mi piace pedalare. Mi piace ascoltare le belle storie di uomini e di bici, e ogni tanto raccontarne qualcuna. L'amore è nato sulla sabbia, con le biglie di Bitossi e De Vlaeminck ed è maturato sui sentieri del Mottarone in sella a una Specialized Rockhopper, rossa e rigida. Avevo appena cominciato a scrivere di neve quando rimasi folgorato da quelle bici reazionarie con le ruote tassellate, i manubri larghi e i nomi americani. Da quel momento in poi fu solo Mountain Bike, e divenne anche il mio lavoro. Un lavoro bellissimo, che culminò con la direzione di Tutto MTB. A quei tempi era la Bibbia. Dopo un po' di anni la vita e la penna parlarono di altro, ma il cuore rimase sempre sui pedali. Le mountain bike diventarono front, full, in alluminio, in carbonio, le ruote si ingrandirono e le escursioni aumentarono, e io maturavo come loro. Cominciai a frequentare anche l'asfalto, scettico ma curioso. Iscrivendomi alle gare per pedalare senza le auto a fare paura. Poi, finalmente arrivò il Gravel, un meraviglioso dejavu, un tuffo nelle vecchie emozioni. La vita e la penna nel frattempo erano tornate a parlare di pedali: il cerchio si era meravigliosamente chiuso.